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Wanted, la scelta del cast

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Dopo aver visto ieri la genesi del film, passando dalle pagine del fumetto alla pellicola cinematografica, oggi proseguiamo il nostro viaggio all’interno del pressbook, andando ad occuarci del cast della pellicola.

Come sono stati scelti gli attori che avrebbero poi dovuto vestire i panni dei personaggi del comics? Andiamolo a vedere…

WANTED è la storia di Wesley, che all’inizio del film è quanto di più lontano si possa immaginare dal classico eroe di un libro a fumetti. E’ un uomo triste e sfortunato, lo zerbino di tutti, uno squallido impiegato la cui giornata inizia e finisce con il timbro del suo cartellino… Piuttosto diverso, quindi, dal prototipo del leader robusto, dalla mascella quadrata, temibile e muscoloso.  Tuttavia questo personaggio attraverserà una profonda metamorfosi, trasformandosi da essere umano patetico e inutile, a uomo potente e coraggioso, accettando di seguire le orme di suo padre  e sviluppando una notevole forza interiore, superando le proprie debolezze.

Bekmambetov spiega: Vediamo crescere Wesley, lo osserviamo mentre scopre le sue qualità, i suoi poteri e la sua intelligenza. All’inizio è un debole che tutti considerano un ‘perdente’. Perché non crede in se stesso e non conosce i suoi geni. Perché è diverso.  E unico.  Quando lo scopre, allora cresce. Diventa un uomo, un killer. E poi inizia a  capire che tutti mentono nel mondo. Quindi deve scegliere: credere ancora in quello che gli viene detto, che è una finta verità.  Oppure prendere un’altra strada e cercare la sua verità”.
Il giovane attore scozzese James McAvoy ha impiegato qualche tempo ad abituarsi all’idea di dover interpretare Wesley:  “Generalmente non si vede mai un tipo come me in un ruolo del genere. Spesso mi sono lamentato che ci fossero sempre e solo ‘machi’ in questi ruoli, e quindi sono contento che abbiano scritturato uno come me, nel senso che non sono certo la scelta più ovvia!

Dice Bekmambetov: “James è un attore alquanto sui generis per il ruolo di Wesley, ma io volevo un attore ‘vero’, qualcuno con cui la gente possa identificarsi, una persona comune, dall’aspetto normale. Wes nel corso del film cambia molto sia esternamente che internamente.  E James ha incarnato perfettamente questi cambiamenti, si è reso totalmente credibile. Volevo un attore in grado di regalare umorismo alla storia perché penso che sia impossibile creare una fantasia credibile senza un pizzico di umorismo.  James sa essere scettico e ironico al punto giusto, e se ci crede lui, ci crederà anche il pubblico”.
Platt commenta: “Era essenziale trovare un attore che il pubblico considerasse ‘accessibile’”. I filmmakers volevano qualcuno “che possa esistere in un mondo esagerato, ma che riesca a trasmetterci la verità del suo mondo, che alla fine sentiamo come nostro.  James è molto brillante nel dare vita al suo personaggio, ha curato benissimo i suoi movimenti e la sua azione.  Ha voluto sapere tutto rispetto al suo personaggio e alle motivazioni, altrimenti non sarebbe stato credibile per lui.  Osservare la trasformazione del suo personaggio è stata un’esperienza palpabile e viscerale, così come interpretata dalla grande mente creativa e dal talento di James”.

Bekmambetov ricorda:  “All’inizio abbiamo cercato dei modi per rendere il cambiamento di Wesley, curando il look della pettinatura e dei costumi. Poi, durante  il test che si è svolto a Londra, prima di iniziare le riprese, ci siamo resi conto che, anche senza costume o trucco, James riusciva a cambiare totalmente, solo grazie alla forza della sua recitazione.  All’inizio era un ragazzo ingenuo e sprovveduto, poi diventava una persona totalmente diversa, quasi un supereroe. Era incredibile. A quel punto abbiamo capito che non dovevamo fare nulla, perché James era perfettamente in grado di farlo da solo”.
L’attore scozzese non solo è stato attratto dal personaggio di Wes e dalla sua trasformazione, ma anche dal mondo creato dal regista russo:  “Mi piacciono i film d’azione che non si prendono troppo sul serio, mi piace il fatto che siano anche divertenti”, spiega McAvoy.  “Qualche volta sono rimasto abbastanza scioccato rispetto ad alcune richieste avanzate da Bekmambetov, che in realtà servivano solo a  migliorare il materiale.  Timur è diverso dalla maggior parte dei registi. Penso sia pazzo, un genio del male, il suo lavoro è incredibilmente strambo e bello. Anche le cose più emotive, lui sa trattarle da una strana angolazione… e il suo atteggiamento mi corrisponde totalmente”.

L’autore Millar trova molto interessante il modo in cui il personaggio di Wes transita dal mondo comune a quello sovrumano: “L’idea di un giovane un po’ goffo che si trasforma in un killer dotato di super poteri mi attirava moltissimo.  Le società segrete mi hanno sempre affascinato… c’è qualcosa di romantico nell’idea di una società segreta.. Mi piace il concetto di una supercabala di esseri malvagi che dettano legge, soprattutto se c’è Morgan Freeman a capo di questa pazzesca organizzazione!
Lo scopo della Confraternita è quello di compiere la sua missione: preservare l’equilibrio del mondo eliminando coloro che, secondo il Telaio del Fato, disturbano questo equilibrio provocando il male.
Il “Telaio del Fato” non è solo una metafora… la Confraternita è un’antica associazione di tessitori le cui sedi contengono l’enorme Telaio che tesse il destino di chi ne diventa il bersaglio, all’interno della stoffa da esso prodotto: i difetti dell’arazzo sono tradotti in un codice binario da decifrare.  Quando viene estratto il numero di qualcuno, uno dei membri della Confraternita viene scelto per compiere l’esecuzione.  Si considerano operatori del fato, strumenti del destino.
Dice Bekmambetov: “In diverse mitologie del mondo, in Grecia, in Iran, in Cina, in Francia e in Russia, la tessitura è legata al misticismo. Quindi in questo film tessere e decifrare il futuro sono la stessa cosa.  E’ l’equilibrio fra bene e male… o fra caos e mondo organizzato”.

Così come la Confraternita sceglie attentamente  i suoi adepti, anche i filmmakers hanno operato una lunga e laboriosa selezione dei versatili e bravi attori da assegnare ai ruoli dei membri della società segreta.  I variegati personaggi sono un gruppo alquanto improbabile, ognuno dei quali presenta un talento specifico e una personalità unica… e una particolare abilità di uccidere.
Il capo della Confraternita è lo stesso uomo che sa decifrare la volontà del Telaio: Sloan.  Avendo già interpretato Dio per ben due volte, il ruolo del maestro e architetto di un’antica società è calzato a pennello all’attore premio Oscar® Morgan Freeman.
Dice Freeman: “Ho fatto tanti film e cerco sempre qualcosa di diverso; non voglio ripetermi ad nauseam.  Quando ho letto WANTED, ho pensato che l’idea fosse avvincente e che  Timur sia un filmmaker molto interessante. Inoltre sono rimasto conquistato dal cast e dal motivo che, in fin dei conti, non ho mai fatto tanti film d’azione”.
Commenta il produttore Platt: “Morgan, sia come essere umano che come attore, possiede un’integrità tale, una tale forza di carattere da risultare sempre convincente.  Lo vorrei come padre, e infatti anche Wesley nel film lo considera una figura paterna.  Morgan emana da sé una grande e placida forza, spesso senza fare nulla. Volevamo una figura autorevole a capo della complessa mitologia della Confraternita,  affinché il pubblico lo accetti e lo segua”.

Morgan Freeman è una persona molto equilibrata e di animo nobile”, dice Bekmambetov.  “Quando parla, infonde un senso di fiducia. E’ un uomo d’affari, il capo della Confraternita. E’ in grado di convincere Wesley, e di conseguenza noi.  Questa era la cosa più importante per Sloan”.
Ciò che mi ha davvero colpito”, dice Freeman, “è lo spessore e la profondità della trama creata da Timur.  La Confraternita vanta una storia antica, con un manuale che contiene la sua filosofia, i suoi codici, la sua tradizione di tessitori, di armieri, le sue gerarchie; tutto ciò viene a malapena rivelato al pubblico, ma  per gli attori e per la troupe è stato uno strumento importante a cui attingere per costruire i personaggi e creare il loro mondo. Simili dettagli sono un lusso che spesso non esiste negli altri film. Timur ha una mente molto creativa”.

Nella Confraternita, il braccio destro di Sloan è una donna di nome Fox.  Ci sono poche attrici che hanno la forza e la capacità di ritrarre in modo credibile un’efferata assassina, dotandola al tempo stesso anche di forza emotiva, onestà e di un totalizzante sentimento di devozione nei confronti della Confraternita, del suo codice e del suo stile di vita.  Per i filmmakers c’era solo un’attrice in grado di interpretare questo ruolo: Angelina Jolie.
Platt riflette: “Fox è una donna fortissima, dalla volontà di ferro, molto determinata, che ha superato grandi ostacoli nella sua vita per diventare una spietata assassina.  Diventa la guida di Wes, lo assiste, lo addestra e lo aiuta nelle difficoltà, a capire cosa gli sta accadendo, e le circostanze cruente che deve affrontare.  Angelina era l’attrice ideale per questo ruolo”.
Spiega il produttore Lemley:  “Fox è una figura stoica. E’ un soldato che ha trovato la sua causa nella Confraternita; l’associazione ha plasmato la sua vita e la sua personalità e Fox è diventata una assassina a tutti gli effetti, dedicandosi con estrema serietà al suo lavoro.  E quando deve, sa darle di santa ragione!
Angelina Jolie ha studiato a fondo il suo personaggio:  “Fox crede fermamente nel Codice”, spiega l’attrice.  “Non mostra emozioni: fa quello che è chiamata a fare, senza porsi troppe domande.  Ma non dobbiamo prendere questo film troppo seriamente. Si tratta di puro intrattenimento, basato sull’idea di uccidere una persona per salvarne migliaia”.

Attrice che dedica anima e corpo al suo lavoro, la Jolie era attratta dal look del personaggio: “Fox ha dei codici binari sul suo braccio, come la stoffa tessuta dal Telaio del Fato. C’è scritto: “Conosci i tuoi diritti” in diverse lingue e  ‘Sudore e lacrime’, una frase tratta da un noto discorso di Churchill. Sono piccoli dettagli che il pubblico non può notare, ma che danno l’idea del codice d’onore al quale si attiene la nostra protagonista Fox”.
Afferma il regista: “Siamo stati molto fortunati ad avere Angelina. E’ un’attrice solida e anticonformista. E’ una grande perfezionista, vuole sempre fare tutto al meglio. E’ profonda, razionale e ha obiettivi chiari e specifici. Sa sempre cosa vuole ottenere in una scena. Il suo punto di vista è forte. Inoltre ha contribuito al dialogo, rendendolo più intenso. Ha sempre cercato di non perdere di vista il filo conduttore del suo personaggio. E’ un’attrice molto preparata, estremamente professionale”.

Laddove sulla carta il soggetto di WANTED appare oscuro ed estremo, Bekmambetov ha saputo infondere alle immagini il suo senso dell’umorismo decisamente non convenzionale.  Commenta Jolie: “Mi piace il fatto che il film non si prenda troppo sul serio. E’ un po’ pazzo e autoironico, possiede un eccentrico tocco europeo.  Timur è un artista molto intelligente ed è stato divertente osservarlo in una grande produzione hollywoodiana, in cui ha portato un tocco di originalità”.
Bekmambetov sottolinea: “Il mio umorismo non è dark a priori. Il film descrive una situazione ‘dark’ e l’umorismo si inserisce in questo contesto. Quando le cose si fanno difficili, la gente sviluppa un senso dell’umorismo per riuscire a sopravvivere. In mezzo a tutta questa violenza, l’ironia aiuta i personaggi, e anche gli spettatori”.
Un vero e proprio sopravvissuto (uno dei membri della Confraternita più originali) è Pekwarsky—un esperto che lavora sulle munizioni scaricate dal magnifico assembramento di armi da fuoco dei combattenti.  I proiettili  di Pekwarsky sono piccole opere d’arte in sé, decorate con complessi disegni e messaggi infausti (come “Arrivederci”).  Opere d’arte letali, in grado di centrare un bersaglio compiendo una traiettoria curva o di fermare un proiettile avversario rimbalzando e deviando la pallottola che sopraggiunge.

Lo stimato attore inglese Terence Stamp interpreta Pekwarsky, e questa non è la prima volta che Stamp lavora in un film tratto da un libro a fumetti.  Tutti ricordano la sua minacciosa e memorabile performance nei panni del Generale Zod in  Superman del 1978 e nel suo sequel del 1980.  Anche il suo film precedente, Modesty Blaise, era basato su una striscia dell’epoca.  Quindi, a prescindere dalla qualità della fonte che certamente ha il suo peso nelle decisioni dell’attore, anche il passaparola ha avuto la sua importanza.
Racconta Stamp: “Ero a cena con Morgan Freeman, e lui mi disse che stava lavorando con un grande regista russo. Non so se mi avessero già preso in considerazione o se Morgan gli avesse suggerito il mio nome, ma sta di fatto che, dopo aver letto il copione, ero sinceramente interessato a far parte del film. E Morgan aveva ragione rispetto a Timur; è davvero un regista pieno di inventiva.  Concende una grande libertà ai suoi attori, affinché possano plasmare i loro personaggi anche a seconda del proprio gusto.  Ma per quanto riguarda la regia, è molto attento alla struttura, alle emozioni, e non lascia mai nulla al caso”.
Pekwarsky non è l’unico membro della Confraternita a nascondere una personalità più complessa di quel che sembra.  Il ruolo del glaciale Cross all’interno dell’organizzazione inizialmente era quello di eseguire gli omicidi ordinati dal Telaio del Fato, in seguito all’interpretazione di Sloan. Ma dopo aver tradito la Confraternita ed aver aggredito Fox e a Wesley, pochi secondi dopo il loro incontro, Cross si rivela un prezioso bersaglio.  Quando Wesley viene introdotto nella Confraternita, il suo compito è quello di uccidere Cross.

Thomas Kretschmann è perfetto nel ruolo di Cross, da lui accettato ancor prima di leggere il copione.  L’attore spiega: “Cross è considerato il più grande assassino vivente. Essendo tedesco, spesso vengo considerato cattivo! Il mio personaggio deve essere freddo, preciso, sicuro di sé, e dal punto di vista della recitazione, non deve esprimere alcuna drammaticità. Ci hanno sempre insegnato a recitare in modo semplice, a spiegare le cose con poche parole. In questo film  non parlo quasi mai. Non poteva essere più semplice di così”.
Common, l’artista musicale vincitore di un Grammy Award e di un disco di Platino, di recente è apparso al cinema, in due film d’azione del 2007 (American Gangster e Smokin’ Aces), caratterizzati da una pioggia di spari; forse è stato questo che lo ha reso una delle opzioni più adatte per il ruolo di Armaiolo.  Anche lui, come Kretschmann, era desideroso di far parte del progetto.  Common dice: “Per me, che vengo dalla scena musicale, venire scritturato in un film con James, Morgan e Angelina era incredibile.  Quando ho sentito i loro nomi, volevo assultamente farne parte.  Trovarmi fra queste persone, questi grandi attori, osservarli e imparare da loro… è stata un’esperienza inestimabile”.
Rispetto al suo personaggio, Common spiega: “Armaiolo è un maestro d’armi, e in particolare sa destreggiare le armi da fuoco, di cui è un profondo conoscitore: sa come costruirle, come assemblarle, come usarle. Ciononostante, ha un buon cuore ed è molto sereno e determinato.

To Be Continued….

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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