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Wanted, Il telaio del Fato

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Quarta puntata dedicata al pressbook di Wanted, tutta incentrata sul misterioso Telaio del Fato del film.

Curiosi di sapere di cosa stiamo parlando? E allora buona lettura…

Uno dei set più importanti di WANTED è il Telaio del Fato, che in realtà è una struttura molto semplice che tesse innumerevoli fili che determinano il fato e il destino di cittadini del mondo.
Bekmambetov e gli sceneggiatori hanno attinto alla mitologia per costruire il background del gruppo di assassini, per spiegare i simbolismi e l’ imagery dell’arte della tessitura. Nel mondo di WANTED, secoli prima di incontrare Wes e la Confraternita, i tessitori di stoffa iniziarono a decifrare un codice all’interno del loro lavoro, che comunicava messaggi sulla condizione del mondo. Un difetto nella stoffa segnala un difetto nel mondo, che bisogna correggere. Il fato indica quindi la persona da uccidere affinché possa essere ripristinato l’equilibrio, e viene scelto un assassino per eseguire l’ordine del Telaio, che mira soltanto alla restaurazione dell’armonia.

La stoffa viene tessuta con fili perpendicolari, la trama (verticale) e l’ordito (orizzontale, tessuti avanti e indietro). I difetti della tessitura risultano da un filo saltato — questi errori vengono contati e formano un modello binario, successivamente convertito in un testo che emette una sentenza di morte.
Lo scenografo Myhre confessa: “Amo imparare cose nuove e il mondo delle fabbriche tessili e dei telai per me era una completa novità. Il modo in cui il filo viene manipolato per creare infiniti numeri di stoffe è sorprendente”.

Il Telaio del Fato svolge un ruolo centrale nella storia, al punto tale che Myhre ha creato il design del film sulla base del tema della “tessitura”: “L’idea della tessitura permea l’intero film. L’ufficio di Wesley è un posto orribile, con tanti piccoli abitacoli e pareti coperte di stoffa. All’esterno della Confraternita, le linee telefoniche si incrociano, come tante ragnatele aggrovigliate. Questo tema è presente in tutto il film, in modo sottile e non invadente”.

Commenta Platt: “Nel Vecchio Testamento esiste un sistema numerologico in cui le parole sono espresse da numeri ordinati che rappresentano un codice. In questo senso la mitologia creata per questo film non è differente”.
La produzione si è ispirata al lavoro delle oltre 300 fabbriche tessili che operano intorno alla città di Praga. Gli addetti ai lavori si sono recati presso le fabbriche, per osservare il lavoro dei telai e della manifattura delle stoffe. La caratteristiche delle diverse fabbriche sono state mescolate e riprodotte, e il Telaio del Fato è un amalgama finale delle diverse parti di questi telai.
Il Telaio è stato costruito con parti noleggiate e pezzi nuovi, mescolando metallo nero, legno logoro e attrezzi di ottone, il cui risultato è quello di un macchinario dal look del 20° secolo (molto appropriato, visto che secondo la storia del film, la sede della Confraternita è stata costruita a Chicago proprio in quel periodo). Per rendere il particolare look del film che mescola il vecchio e il nuovo, il dipartimento artistico ha aggiunto tocchi moderni e anticonformisti, come le lenti di ingrandimento intorno al Telaio per rifrangere la luce nelle tavole sottostanti.

Ulteriori telai, in scala ridotta, sono stati aggiunti al design del laboratorio della Confraternita (che oltre ad essere la sede del gruppo, è anche una fabbrica tessile). Myhre commenta: “I telai del laboratorio si trovano in parte sul soffitto, creando delle forme bellissime e strane, che ricordano gli archi gotici. Tutta la sede della Confraternita è impregnata di un’atmosfera antica, simile a quella di una cattedrale o di un castello. L’entrata dell’edificio presenta due enormi cancelli di legno e per accedervi bisogna oltrepassare un ponte su un fossato”.

To Be Continued…

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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