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Wanted Bekmambetov (vivo ma anche morto), la recensione di Gabriele

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Wanted Immagini dal Film 06
Difficilmente poteva riuscire peggio di così.
Ci sono pochi modi in cui la storia originale poteva essere tanto maltrattata dal punto di vista cinematografico.

Intendiamoci Wanted non è un film di serie Z, è il classico prodottino all’americana tutto curato e ritmato che corre come un treno dall’inizio alla fine, con qualche aggiunta russa. Ma a parte il ritmo, a parte lo scorrere bene, a parte tutto quello che è “impressione”, per il resto Wanted non fa null’altro che mettere in immagini (le più banali) la storia di partenza, scegliendo un modo di raccontare fastidiosamente puerile e cinematograficamente pari a zero.

Non c’è nessuna scelta vera in Wanted, nessuna presa di posizione in nessun senso, non si intuisce un’idea di cinema dietro il modo in cui il film è realizzato. Wanted è fatto nello stesso identico modo in cui si fanno i film d’azione da 15 anni a questa parte, solo che Bekmambetov fa tutto “di più”. Non c’è nulla di diverso, nulla di nuovo, nulla di personale. Solo il già visto proposto a tonnellate.

Ma fare qualcosa di non innovativo sarebbe anche andato bene, si possono fare cose magnifiche utilizzando stili di regia noti o semplicemente attenendosi alle regole auree di Hollywood, Iron Man ce l’ha dimostrato una volta di più. Bekmambetov invece porta la sua esperienza e fa quello per cui è stato scelto dalla produzione: esagera. Esagera senza però che ci sia un pensiero dietro.

Dietro ogni scelta, ogni iperbole, ogni concessione alla coerenza interna del film non si intuisce una visione di mondo o di cinema, non è come il cinema di John Woo che ai bei tempi faceva di tutto, rompeva qualsiasi dogma di plausibilità in nome dell’estetica, in nome dello stupore ma sempre con una cura maniacale rispetto alle posizioni che prendeva. Non si tratta di una violenza mostrata sempre dal punto di vista più interessante o semplicemente dal più problematico (come era A Bullet In The Head), nè si tratta di una revisione del modo classico americano attraverso le sue stesse regole.

Niente di tutto questo, semplicemente è “prendi quello che ha fatto successo e raddoppia ad oltranza“.


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