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Wanted a tutto effetti speciali!

Di

e ultima puntata per l’angolo del pressbook, in arrivo direttamente dal nostro attesissimo Wanted.

La puntata di oggi andrà occuparsi degli incredibili effetti speciali che caratterizzano la pellicola, con proiettoli che si piegano e rallentano il tempo! Leggere per credere…

Il regista Bekmambetov si oppone al concetto di “sistemare le cose durante la postproduzione”. A suo avviso, gli effetti visivi hanno la funzione di amplificare la ripresa già catturata nella cinepresa e non di creare qualcosa di totalmente nuovo.
Bekmambetov spiega: Per me conta l’emozione, l’effetto è secondario. Saranno pure idee superate ma è così che ottengo ciò che voglio dagli attori e dalla troupe. Non uso effetti per ‘truccare’ quello che non c’è. Se è presente nel personaggio, nelle sue emozioni, allora sarà anche sullo schermo”.
Il collaboratore/montatore nonché regista di seconda unità di WANTED, DMITRI KISELEV, ha lavorato con Bekmambetov in Russia negli ultimi dieci anni e comprende la visione del suo amico. Descrive Kiselev: “Timur infrange tante regole ma cerca sempre qualcosa di naturale, di reale in una ripresa, prima di iniziare a contemplare l’uso delle immagini generate al computer, per ultimare le riprese. Preferisce creare gli effetti visivi intorno a una ripresa esistente”.

Spiega il produttore Lemley: “Durante la messa a punto del copione e lo sviluppo delle sequenze, Bekmambetov ci ha presentato le sequenze pre-visive che illustravano esattamente come girare nonché i punti focali di ogni scena. Il focus era sempre sulle emozioni da trasmettere e sull’impatto che quei sentimenti producono sugli effetti visivi che completano la scena”.
Il produttore degli effetti visivi Farhat aggiunge: “Bekmambetov utilizza gli effetti previsivi come uno strumento: devono essere un supporto per catturare l’azione e non devono in alcun modo limitare la visione di chi lavora per creare una scena.
“Bekmambetov non ha mai una cattiva idea”, continua Farhat. “Sa che c’è più di un modo per fare qualcosa ed è molto aperto alle varie idee ma con tutta l’esperienza che ha, sa anche che le idee devono essere sempre nuove”.
Il regista ha la sua società di effetti visivi a Mosca, la Bazelevs (una struttura di produzione e postproduzione), che è servita come il “magazzino” degli effetti creati per WANTED. Non tutti gli effetti sono stati ultimati presso questa struttura, ma la Bazelevs ha controllato tutto il lavoro che è stato svolto al suo esterno.

Dice Farhat: “Una delle maggiori difficoltà nel fare un film in cui si usano diverse strutture è mantenere la continuità, il look e lo stile in tutta la lavorazione La Bazelevs non solo lavora in tutta la Russia, ma nel mondo. Gli effetti visivi erano divisi fra varie strutture, alcune delle quali si sono occupate del modeling, altre del texturing, dell’animazione e via dicendo. Quindi la Bazelevs ha creato una sorta di ‘canale’ digitale, un sistema di gestione del valore digitale in cui era possibile seguire e paragonare le diverse riprese del film. Le strutture hanno lavorato in stretta collaborazione, come un’unica società”.
Un effetto curato dalla Bazelevs, tuttavia, è stata la creazione dei sosia stunt generati al computer. Nonostante l’insistenza di Bekmambetov di girare la maggior parte della storia come se fosse vera, ci sono certe scene (la realtà della modalità assassina e le sequenze d’azione come correre sui tetti dei treni in corsa) che non potevano essere in alcun modo girate, persino con l’aiuto dei migliori stunt e l’uso più sofisticato di cavi e attrezzi. Quindi quelle scene hanno avuto bisogno della creazione di ‘stunt digitali’ attraverso il cyber-scanning.

Il cyber-scanning è un’enorme macchina fotocopiatrice tridimensionale, che ruota intorno all’attore (per circa 15 secondi) e crea un modello in 3-D di quella persona. Il modello è trasferito al computer in CG, quindi deve essere “ultimato” (inserendo un sistema di muscoli e scheletro e texturing l’esterno) e dotato di guardaroba (anch’esso scannerizzato). La tecnica deve quindi apprendere il modo in cui l’attore – e il sosia stunt – si muovono. Il risultato è un sosia digitale che non esita a lanciarsi nelle più rischiose peripezie.
Oltre alle cineprese di alta qualità, Bekmambetov ha messo a punto una tecnica utilizzata in diverse sequenze, in particolare per l’inseguimento del treno sopraelevato. Il regista e il direttore della fotografia Admundsen hanno utilizzato una serie di cineprese sincronizzate di 35mm su una lastra speciale in grado di ruotare a 180°. Le lenti della cinepresa si muovono per catturare il piano superiore del treno mentre questo sfreccia attraverso Chicago, sovrapponendo le inquadrature per produrre una visione continuativa. Quando queste immagini vengono unite a quelle degli attori che hanno recitato davanti a uno sfondo verde, il risultato è una scena con una texture cilindrica o sferica e una visione ininterrotta dell’azione, che si svolge su un treno che corre alla massima velocità.

Conclude Farhat: “Questa tecnica ci ha dato molta libertà di movimento. Generalmente si utilizzano una serie di fotografie che si mettono insieme, ‘congelando’ l’azione e ruotando il punto di vista. Ma in questo caso, abbiamo utilizzato il materiale girato. E’ stata una delle sequenze più difficili del film perché bisogna inserire gli attori veri all’interno di un mondo che non esiste realmente”.
Si potrebbe dire che creare un mondo credibile che in realtà non esiste, sia la specialità di Timur Bekmambetov—anche se il regista subito risponderebbe che quel mondo presenta una lontana somiglianza con il nostro, ma che è stato modificato, distorto ed esaltato.
Il produttore Marc Platt spiega: “Spero che il pubblico trovi il film spettacolare e originale. Il pubblico deve essere motivato ad andare al cinema, dove vivrà un’esperienza particolare e totalmente visionaria. E questo è quello che abbiamo cercato di fare”.

Angelina Jolie commenta: “Penso che la cosa bella di James nel ruolo di un eroe d’azione, è che non è una star di questo genere, e quindi la gente potrà facilmente identificarsi con lui, chiedendosi: ‘Se fossi in lui, se la mia vita facesse schifo come la sua e a un certo punto scoprissi di avere poteri inimmaginabili, cosa farei?’ James mi ha stupito. In realtà il film è più incentrato sulla storia di Wesley, che non sulle sue imprese eroiche. James rappresenta l’uomo comune e sarà un vero piacere osservarlo sul grande schermo”.
Ma come si sente l’uomo comune che diventa un eroe? James McAvoy dichiara: “Non credo che farò un altro film d’azione a breve termine. Con WANTED ho appagato il mio lato adolescenziale. Mi sono molto divertito, è stata un’esperienza fantastica”.
Timur Bekmambetov conclude: “WANTED racconta la storia di un uomo comune che scopre un mondo molto diverso, un mondo che erà lì, al suo fianco, ma che lui non riusciva a scorgere. Come succede a volte nel proprio quartiere, dove si abita da anni, ma di cui non si conoscono tutte le strade o i palazzi. Poi un bel giorno giri l’angolo e scopri qualcosa. Anche Wes non sapeva che esistesse un altro mondo. E ora che lo sa, cosa farà?

The End


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