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L’Incredibile Hulk vs. Abominio, la costruzione della scena finale!

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e ultima puntata diretta al pressbook dell’Incredibile Hulk, con la spiegazione dell’attesa scena che vedrà scontrarsi Hulk e Abominio!

Una scena dalle immense difficoltà, spiegata per filo e per segno in questo interessantissimo estratto…

La sceneggiatura prevede anche una battaglia di proporzioni gigantesche, dove Hulk è impegnato a salvare la città di New York e i suoi cittadini dall’incontrollabile furia de L’Abominevole. Ricorda Petruccelli: “Quando Louis mi disse di volere ambientare il momento cruciale del film nel quartiere di Harlem, davanti al teatro Apollo, gli risposi ‘Certo, ma ci toccherà costruirlo’ perché nessuno ci avrebbe dato il permesso di lanciare in aria macchine e roba di ogni genere—in poche parole, di distruggere e terrorizzare un quartiere di importanza storica—per un paio di settimane nel cuore di New York”.

Il team andò a visitare diverse location e alcuni spazi alternativi e, alla fine, decise di girare la sequenza in tre set diversi, lungo un arco di tempo di qualche settimana. Il supervisore per gli effetti visivi, Kurt Williams ricreò “la più grande azzuffata da bar di tutti i tempi”: lo scontro tra due forze titaniche che avrebbe rappresentato una delle sequenze più complesse e variegate del film. Per raccontare la battaglia finale tra Hulk e L’Abominevole furono girate circa 80 scene d’azione con effetti visivi unici. In questo caso, più che in ogni altro, era necessario che il reparto artistico e la squadra di VXF lavorassero in perfetta sintonia. “Ogni mossa di Hulk diventava una scena d’azione” e noi dovevamo creare scenari altamente realistici mettendo insieme luoghi reali e CGI”, commenta Williams.

La parte urbana di Yonge Street, a Toronto, era il luogo ideale nel quale ricostruire le facciate delle vie di Harlem. A metà settembre, la produzione ottenne il permesso di chiudere per quattro notti una porzione della strada inclusa tra quattro edifici. Durante quelle 4 notti, la troupe della prima e della seconda unità lavorarono in tandem con il team degli effetti visivi, la squadra per gli effetti speciali e gli stuntman per girare alcune elaborate sequenze che includevano centinaia di comparse e diversi spettacoli pirotecnici. Diverse facciate dei palazzi e dei negozi delle vie di Harlem, inclusa quella del teatro Apollo e la sua leggendaria insegna, furono ricostruite e posizionate lungo la via di Toronto per ospitare il caos di macchine e di autobus che venivano fatti saltare in aria.
Con l’aiuto del team per gli effetti visivi, le scene di distruzione proseguirono lungo un’area composta da due edifici del centro di Hamilton, dove Petruccelli e la sua squadra sfruttarono alcune aree di parcheggio sulle quali costruirono le facciate dei palazzi di una via di Harlem—edifici destinati ad essere distrutti durante la brutale battaglia che si sarebbe consumata lungo “il viale dell’Abominevole”, come l’avevano rinominato Leterrier e i produttori.

Il culmine dell’azione ebbe luogo sul set virtuale della Courthouse Plaza, costruito in un backlot dei Toronto Film Studios. Il set doveva accogliere lo schianto di un aereo – e le conseguenti immagini di devastazione – e molte altre scene di caos. Il progetto diede un’enorme quantità di lavoro all’officina che eseguiva i lavori di modanatura degli oggetti di scena. I tecnici dell’officina, che lavorarono per mesi alla costruzione di parti di muro distrutte, gessi di “pietre e marmi” e tegole in vermiculite, si mostrarono sempre molto servizievoli con il cast e con la troupe che temevano di venire feriti da qualche frammento volante.

A Toronto, i produttori utilizzarono anche il campus della Toronto University, il Morningside Park e il Centro Finanziario della città. I Toronto Film Studios ospitarono i set dove furono ricostruiti gli interni di alcune scene, incluso il laboratorio di Banner dove ebbe inizio tutto. Tra le altre location figurano la Base dell’Aeronautica Militare canadese, nell’Ontario, e il ghiacciaio di Bella Coola, nella Columbia britannica.
Più che le riprese, il cast e la troupe si divertivano ad osservare il loro regista alla guida di sofisticati carrelli mobili di 15, 30 e 50 pollici d’altezza dotati di enormi bracci retrattili. “Louis usa i carrelli mobili con la stessa abilità con la quale alcuni usano la telecamera a spalla; è bravo anche con la telecamera ma, come gli dissi una volta, ‘Non ho mai visto nessuno tanto affezionato ai suoi carrelli mobili!”, ricorda Norton.
L’obiettivo di Leterrier è realizzare le scene d’azione più emozionanti e più indimenticabili che il pubblico abbia mai avuto modo di vedere. “Mettere gli spettatori nei panni di Bruce Banner, seguendolo attraverso le favelas o usando le telecamere via cavo per stargli vicino mentre è alla guida della sua moto, fa parte dell’esperienza di Hulk. Lo spettatore vuole essergli vicino in ogni circostanza.… la “gru russa” [la gru principale] ci ha permesso di correre alla stessa velocità di Hulk, di assumere le sue dimensioni, in poche parole, di capire la sua ‘Visione’. Con la gru russa e con il carrello mobile abbiamo potuto sentire i suoi sentimenti, muoverci alla sua stessa velocità, entrare a forza nei luoghi e afferrare e lanciare gli oggetti proprio come fa lui—in una parola sola, diventare parte della sua stessa esperienza”.


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