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06 giugno 2008 • 15:00 • Scritto da

L’Incredibile Hulk, la scelta del cast

Dopo avervi presentato ieri la genesi del film, ecco che oggi proseguiamo il nostro viaggio attraverso il pressbook dell’Incredibile Hulk con la scelta del cast. Tutte le curiosità che hanno portato alla scelta degli attori che andranno a vestire i panni di Bruce Banner e Betty Ross, da leggere con attenzione ed interessi… e a […]
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Dopo avervi presentato ieri la genesi del film, ecco che oggi proseguiamo il nostro viaggio attraverso il pressbook dell’Incredibile Hulk con la scelta del cast. Tutte le curiosità che hanno portato alla scelta degli attori che andranno a vestire i panni di Bruce Banner e Betty Ross, da leggere con attenzione ed interessi… e a domani per un’altra puntata!

Quando arrivò il momento di formare il cast de L’INCREDIBILE HULK, Leterrier e i produttori si misero alla ricerca di una troupe di attori capaci di dare l’energia necessaria a un film d’azione per l’estate, senza tralasciare l’aspetto interpretativo. “Gli spettatori di oggi sono molto esigenti”, afferma la produttrice Anne Hurd. “Non basta presentare grandi personaggi in CGI o straordinari effetti visivi. Servono storie forti, personaggi curati nei minimi particolari, e un percorso che val la pena raccontare. Avevamo accumulato una grande quantità di materiale durante gli anni di lavorazione de “L’Incredibile Hulk” e, di conseguenza, anche molte fonti da cui trarre ispirazione; ma, ovviamente, dovevamo fare una cernita di quel materiale e tirarne fuori la storia più straordinaria possibile nonché gli interpreti più bravi a rappresentarla”.

Per presentare il nuovo capitolo della saga di Hulk, il team si mise subito alla ricerca di un interprete che oltre a rappresentare l’intelligenza brillante e l’oscuro conflitto interiore dello scienziato Bruce Banner capisse a fondo l’universo di Hulk e apportasse la sua creatività durante tutta la lavorazione del film. La ricerca terminò nel momento stesso in cui i produttori incontrarono Edward Norton, attore che aveva già ricevuto due nomination agli Academy Award®.

Bruce Banner è un personaggio molto complicato e, di conseguenza, anche il ruolo che doveva assumere il suo interprete era molto complesso”, osserva il produttore Feige. “La posta in gioco aumentò automaticamente nel momento stesso in cui Edward accettò l’offerta. Sapevamo che avrebbe dato nuova linfa al nostro personaggio. E’ uno degli attori più esaltanti della sua generazione. Ha un talento straordinario, una grande capacità di trasformazione che lo rende perfetto per il ruolo di Bruce Banner e del suo alter ego Hulk”.

Norton prese molto seriamente il ruolo di uno dei Super Eroi più amati del mondo. La storia di Banner/Hulk lo aveva entusiasmato sin dai tempi dell’infanzia. “Bruce Banner gioca tiri mancini alle forze segrete e ne resta scottato finendo con l’isolarsi, l’esiliarsi in un’esistenza malinconica”, osserva l’attore. “Credo che la gente si senta vicina al ragazzo onesto e solitario della storia, colui che preferisce isolarsi pur di proteggere il mondo dall’essere mostruoso che gli cresce dentro. Amano la storia del ragazzo oppresso, perseguitato, assillato che impara a difendersi da chiunque tenti di esercitare un’eccessiva pressione su di lui”.

E’ esattamente questo il tipo di fantasia che sviluppano molti adolescenti” continua Norton. “Si sentono soli, estranei al mondo che li circonda e fantasticano di possedere qualcosa che li aiuti a risollevarsi e a difendersi da coloro che cercano di esercitare pressione su di loro. Questo incide fortemente sul modo di viversi la propria adolescenza; in realtà, comincia tutto da lì”.

Accettando la nostra offerta, Edward ci ha messo in condizioni non solo di sfruttare le sue eccellenti doti interpretative ma anche la straordinaria sensibilità che caratterizza i personaggi che ha interpretato e per i quali è stato nominato all’Oscar®, per non parlare della sua grande capacità di approfondire e di amare il personaggio e le storie che lo riguardano. Edward non è una persona unidimensionale. Non ama ciò che appare in superficie, ama andare a fondo nelle cose e provare sensazioni fuori dal comune. E un personaggio esuberante come Hulk e un farabutto straripante come L’Abominevole gli forniscono una tela straordinaria su cui lavorare”, afferma la Hurd.

Fortunatamente, anche il regista la pensa come lei: “Edward interpreta perfettamente il ruolo del ragazzo in lotta con l’esercito, con se stesso e con i suoi sentimenti. Sa come rendere la profonda tristezza e l’intelligenza del personaggio senza porre eccessiva enfasi sull’aspetto interpretativo. E’ stato importante trovare un attore la cui interiorità era in sintonia con la personalità di Bruce Banner. Hulk, invece, rappresenta il suo aspetto esteriore, il suo Io primitivo. Senza Banner e senza le straordinarie capacità creative del regista – sia durante la produzione che durante la post-produzione del film – non avremmo mai ottenuto l’Hulk che cercavamo”.

Norton ricambia i complimenti affermando di non vedere l’ora di iniziare a collaborare con loro: “Quando parlai con Louis del progetto, capii che avevamo gli stessi gusti. I suoi punti di riferimento erano film come Alien e altri film non particolarmente brillanti e patinati—in qualche modo sabbiosi. Mi parlò dell’uso della macchina da presa a mano e su come “sporcare” l’effetto visivo. Intendeva dire, che invece di dare al film un’immagine composta, preferiva creare situazioni confuse simili a quelle dei film horror. La cosa mi piaceva molto”.

Una delle parti che ha fatto tanto amare la saga di Hulk ai suoi fan è quella sulla storia d’amore tra Banner e Betty Ross, brillante biologa ed ex studentezza di Banner ad Harvard, nonché sua fidanzata (e moglie in alcuni capitoli della serie). E’ la stroria drammatica del loro amore—il fatto che siano destinati a separarsi finché lui non trova una cura—che rende il dolore di Banner tanto insopportabile. L’amore di Betty e la sua empatia per Bruce non hanno mai vacillato e, sebbene il loro rapporto sia alquanto intricato, i legame che si crea tra i due consente alla ragazza di riscontrare dell’umanità anche nell’alter ego verde che vive nel corpo dell’uomo che ama.

Secondo Leterrier, l’empatia di Betty è paragonabile alla decisione di Bruce di cadere nelle mani della sua nemesi, il Generale Thaddeus “Fulmine” Ross, padre di Betty. Dice Leterrier, “Banner non sarebbe mai ricaduto tra le grinfie di Ross se non fosse stato per l’amore che nutre per Betty e per gli errori che ha commesso per lei; è una dinamica che amo molto”.

A interpretare il ruolo chiave di Betty, i produttori hanno voluto Liv Tyler, attrice molto amata sin dai tempi della memorabile interpretazione di Arwen, principessa degli elfi, in uno degli episodi della trilogia epica di Peter Jackson Il signore degli anelli. “Liv non è solo una bellezza classica ma ha anche un innegabile talento”, commenta Feige. “I suoi ruoli in colossal come Il signore degli anelli e in film amati dalle case di produzione indipendenti come Io ballo da sola l’hanno aiutata a sviluppare una miscela unica di generi, che vanno da quello drammatico a quello d’azione e d’avventura, e che si adattano perfettamente al ruolo di Betty Ross”.

Avevamo bisogno di qualcuno che sapesse dare forza al personaggio, qualcuno in grado di apportargli il giusto mix di intelligenza e di forza”, aggiunge la Hurd, che aveva incontrato l’attrice negli anni ’90 durante la lavorazione del colossal Armageddon. “Il suo è un personaggio impavido e allo stesso tempo vulnerabile e Liv è perfetta per questo genere di cose: è intelligente, disponibile e bella, in poche parole, l’incarnazione perfetta del nostro personaggio”.

Quel che la Tyler non sapeva è che il suo ruolo richiedeva notevoli sforzi fisici, specialmente quando si trattava di lottare contro la creatura di 2,70m di altezza inserita nel film attraverso la tecnologia CGI. In ogni modo, l’attrice ha dimostrato di sapere accettare la sfida. “In realtà non l’ho fatto neanche ne Il signore degli anelli. Reagivo a cose che non erano lì senza necessariamente interagire con ciò che non c’era. Non è mai accaduto che qualcuno mi trascinasse via con la forza”, racconta ridendo la Tyler.

Una volta trovati gli interpreti degli sventurati amanti, Leterrier e i produttori si misero alla ricerca di un attore che interpretasse il ruolo dell’uomo che aveva dedicato la propria vita alla cattura di Hulk, il Generale “Thunderbolt” Ross. “Una volta scritturati Edward e Liv, dovevamo trovare il padre di Liv”, afferma Leterrier. “Considerando la bellezza e l’altezza della Tyler, il Generale non poteva certo essere né basso né grasso. Al contrario, ci serviva una “montagna” di generale, simile al “Fulmine” Ross descritto nel fumetto, un uomo dall’aria possente e vagamente inquietante. Volevo una persona speciale, qualcuno che il pubblico non avesse mai visto in quel genere di ruolo”. Il vincitore di Oscar® William Hurt sembrava la scelta ideale.

Da grande ammiratore dei fumetti di Hulk, Hurt accettò con entusiasmo il ruolo di Ross. “Mi commuovevo sempre leggendo i fumetti di Hulk”, ricorda l’attore. “Ci credevo, non c’è dubbio. Ecco perché ho accettato di fare il film. Mio figlio, poi, è persino più appassionato di me: sa tutto ciò che si può sapere sulla serie. Abbiamo passato ore a parlare dell’evoluzione di Ross e del rapporto tra Betty e Banner.

Il generale Ross è un uomo molto indeciso,” dice continuando. “E’ combattuto tra l’amore per la figlia e il senso di fedeltà per il Paese. Ed è ossessionato dall’idea di catturare Bruce Banner e il suo alter ego”. Una fissazione, spiega Hurt, che lo porta addirittura a mettere in pericolo la vita della figlia. “Ross iniza a non capire più ciò che sta facendo, e perché lo fa. Finisce con l’ignorare il suo primordiale istinto paterno e alla fine prova una forte umiliazione nel constatare che è proprio la “cosa” che più odia al mondo a salvare la vita di sua figlia. E’ un momento molto emozionante”.

Ogni eroe buono ha una sua controparte malefica e, se Banner ha il Generale Ross, l’alter ego di Banner, cioè Hulk, deve essere persino più mostruoso dello stesso Ross—soprattutto se intende lottare contro un mostro dalle dimensioni di Hulk. Ne L’INCREDIBILE HULK, Hulk si ritrova a lottare contro il più formidabile di tutti gli avversari della serie. Il Generale Ross – che rappresenta probabilmente la più grande nemesi di Banner – infatti, non è il solo a volere distruggere l’Hulk—anche L’Abominevole lo ha preso di punta.

Dice Feige: “La prima volta che rincontriamo Banner, capiamo che ha passato gli ultimi cinque anni fuggendo e cercando una cura per combattere la cosa mostruosa che vive dentro il suo corpo. Si sente un eroe proprio per le scelte che ha fatto—fuggire, vivere nell’ombra, lontano da coloro che ama e da coloro che vogliono sfruttare il suo potere a scopi malefici. E’ solo quando si ricongiunge con l’amore della sua vita, quando rincontra i suoi vecchi nemici e un nuovo potente avversario che capisce che il mostro che vive dentro di lui è anch’egli un eroe”.

I produttori scritturano l’attore inglese Tim Roth nel ruolo di Emil Blonsky, un soldato dei servizi speciali con bramosie di potere e di gloria. Blonsky propone al Generale Ross di farsi contaminare dalle stesse radiazioni gamma che avevano causato la metamorfosi di Banner e, alla fine, si trasforma ne L’Abominevole: un nemico che sovrasterà Hulk sia in termini di potere che di temperamento. La graduale metamorfosi del soldato nell’abominevole creatura avviene attraverso due procedure diverse. La prima con una serie di iniezioni di siero di Super Soldati che gli viene data dal Generale Ross, e attraverso la quale inizia a trasformarsi nella macchina militare. La seconda ed ultima trasformazione è il risultato di una trasfusione del sangue di Bruce Banner resa possibile dall’immorale Dottor Sterns.

Ma mentre Hulk, nel momento stesso in cui diminuisce l’adrenalina che gli scorre nelle vene può tornare ad essere Banner, L’Abominevole, una volta iniettato il potente siero, non può più tornare ad essere Blonsky. Il suo organismo reagisce alle radiazioni trasformandolo in una creatura mostruosa dotata di poteri persino più malefici di quelli di Hulk, la cui spina dorsale e le cui ossa (che usa per trafiggere i suoi nemici) sporgono all’esterno del corpo generando un mutante dalla pelle verde chiara e dai colori riflettenti.

Emil Blonsky, suggerisce il produttore Avi Arad, è l’antagonista perfetto: “Chiunque voglia diventare un farabutto, diventerà un farabutto. Quel che accade a Blonsky non è casuale; è lui che lo fa accadere. Osserva i poteri di Hulk e li vuole, li prende. Considera Hulk una sfida personale. E’ come il fucile più veloce del West—se ammazzi quel tizio diventi più cattivo di lui. E’ questo l’obiettivo di Blonsky, e non si fermerà davanti a nulla pur di perseguire il suo scopo”.

“Blonsky è un uomo d’azione che non ha paura di niente” afferma Roth. “Ha già visto tutto; è stanco e a un certo punto vede Hulk. Capisce che c’è un gioco nuovo da giocare e non vuole perdersi l’opportunità di partecipare alla gara. Vuole possedere il potere”.

Roth paragona la sete di potere di Blonsky a una dipendenza. “Sa di potere fare una nuova avventura e rischia il tutto per tutto pur di poterla vivere. E’ alla ricerca di sensazioni forti che gli trasmettano euforia”, spiega l’attore. “In un primo momento, assume solo delle piccole dosi di siero, ma poi, appena capisce che il liquido gli consente di usare il suo corpo come non aveva mai fatto prima, decide di fare il grande salto: ‘Basta una dose sufficiente di siero per correre molto più velocemente; diventerò più possente, più forte, più intelligente…ne voglio di più’”.

La situazione in cui si trova Bruce Banner ha complicato non poco i rapporti sentimentali con Betty Ross. Sono passati cinque anni dall’ultimo incontro con Banner e Betty è decisa a lasciarsi il passato dietro le spalle. L’uomo che tenta di conquistarsi le attenzioni di Betty è il collega Leonard (in una delle tante descrizioni rilasciate ai fan riguardo al nuovo INCREDIBILE HULK, questo personaggio viene indicato come l’ignominioso psichiatra che tenta di curare Banner e di salvare la vita di Betty [dopo lo sfortunato scontro tra la ragazza e Sandman, l’arcinemesi dell’Uomo Ragno]. La sua immersione nelle radiazioni gamma lo trasformerà infine nel Dottor Samson, 172 chili di peso e 1,85m di altezza. Ma questa è un’altra storia…)

Leterrier sapeva che la persona che avrebbe lottato contro Banner per ricevere le attenzioni di Betty doveva essere “leggermente più anziano di Banner e suscitargli un rispetto reverenziale”. Dice il regista parlando di Leonard, “E’ proprio questo il problema; Banner è un ragazzo sorprendente. E’ un grande dottore, è bello, è divertente. Non era facile trovare qualcuno con le sue qualità”.

La ricerca terminò quando Norton propose ai produttori e a Leterrier di incontrare l’attore Ty Burrell, con il quale aveva lavorato nel 2003 durante la messa in scena di Burn This, la commedia off Broadway di Lanford Wilson. Ricordando la sua conversazione con Norton, Leterrier afferma ridendo, “Gli dissi, ‘Aspetta un momento. Ty Burrell, non era lo scemo dell’Alba dei morti viventi?’ Ma quando lo incontrai fu estremamente simpatico e affascinante. Gli dissi, ‘Tu sei Leonard. Tu e Banner potreste interagire molto bene; lo consoci bene’”.

La ricerca di Banner di una cura che gli permetta di ricongiungersi con il mondo esterno è al centro della storia de L’INCREDIBILE HULK. Tim Blake Nelson viene scelto per interpretare il ruolo del Professor Samuel Sterns, un biologo molecolare che ha la chiave per porre fine alla ricerca di Banner (e, secondo la tradizione Marvel, colui che si trasformerà nel diabolico Leader dalla testa enorme e che diventerà il futuro nemico di Hulk). Sterns e Banner sono sempre rimasti in contatto nel lungo periodo di esilio di Banner. Pur non avendolo mai incontrato, Banner è convinto che Stern e le sue ricerche siano in grado di garantirgli un antidoto contro la sua malattia. Quel che Banner non sa è che Sterns, in realtà, ambisce solo a creare altre versioni del fisico infettato dalle radiazioni gamma. Ed ecco che gli spettatori si trovano ancora una volta a rispondere alla cruciale domanda: chi sono i veri mostri?

Sterns è un tipo brillante, ma anche profondamente immorale”, spiega Nelson. “Credo che sia proprio questo a piacere tanto dei personaggi di L’INCREDIBILE HULK, il fatto di dover esplorare la loro identità, la loro parte oscura, quella che si manifesta come una sorta di mostruosità. Non credo che Sterns si consideri un farabutto. Il fatto di essere una persona brillante, di essere assolutamente convinto della propria intelligenza lo pone al di sopra di qualunque infamante moralismo. Finché riuscirà a fare nuove scoperte, ad aprire nuovi orizzonti, continuerà a pensare che la sua vita val la pena di essere vissuta. Non si preoccupa di capire ciò che è bene e ciò che è male. E’ un genere di personaggio che amo molto”.

Una volta completato il cast e assicurati i camei sia per il creatore di Hulk che per il culturista – eternamente associato al personaggio – bisognava iniziare a costruire la creatura metà uomo e metà bestia…e il mondo che avrebbe tentato di salvare.

To Be Continued…

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