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L’Incredibile Hulk, la genesi del film dal pressbook!

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Iniziamo oggi a pubblicare delle parti del pressbook ufficiale dell’Incredibile Hulk, molto interessanti, ricche di dettagli e curiosità di vario tipo. Il primo argomento che andremo a trattare è quello relativo alla nascita del progetto ‘Hulk al cinema‘, spiegato direttamente dagli interessati…

Da leggere con molta attenzione, aspettando la puntata di domani!

Quando decisero di fare un nuovo film sul personaggio più famoso e più “verde” della Marvel Comics, la Marvel e la Universal mirarono soprattutto a realizzare i sogni della gente, regalandole le scene d’azione più trepidanti del franchise sul Super Eroe. Fortuna vuole che la Marvel potesse trarre ispirazione dalle storie apparentemente infinite di quell’universo fantastico che i suoi scrittori e i suoi disegnatori avevano immaginato per anni.

Con questo capitolo dell’Incredibile Hulk, la Marvel mira a rievocare le vicende vissute dalla coppia Bill Bixby e Lou Ferrigno nell’omonimo spettacolo della fine degli anni ’70, primi anni ‘80. La casa di produzione sa perfettamente che i disperati tentativi di Banner il fuggiasco di liberarsi della bestia che è in lui, echeggiano tra i fan.

Quando Banner utilizza i poteri del suo alter ego per difendere gli innocenti che incontra nel suo viaggio di redenzione si trasforma, suo malgrado, in un eroe. E durante la sua fuga dalla macchina militare che tenta di sfruttare i suoi poteri, Banner è costretto a fare i conti con la parte più oscura della sua personalità. …e ad agire per il bene, sfruttando la forza della creatura che ha ha preso possesso di una parte di lui. Questo aspetto verrà rimarcato da Bixby e da Ferrigno ad ogni edizione di qualunque stagione televisiva e diventerà il tema principale della storia di Hulk e di ogni sua reiterazione.

Hulk è una delle gemme dell’universo Marvel e siamo entusiasti di riportarlo sul grande schermo. L’INCREDIBILE HULK intende rievocare tutti quegli aspetti che hanno reso questo personaggio l’eroe più amato degli ultimi cinquanta anni, tornando alle origini delle lunghe serie comiche e degli show televisivi”, afferma David Maisel, direttore della Marvel e produttore esecutivo del film.

Il produttore e presidente della Marvel Studios, Kevin Feige, ammette che la sua passione per il progetto è condizionata dall’affetto che provava per Hulk quando era ancora un bambino; e in particolare, per il fascino che gli suscitava la dualità di Banner. “L’universo della Marvel comprende più di 5.000 personaggi, tutti eroi pieni di difetti e di virtù. Ed è proprio questa la dinamica che li rende particolarmente attraenti e interessanti agli occhi di generazioni e generazioni. Non sono personaggi unidimensionali ma eroi pieni di intensità e complessità e l’intricato rapporto tra Bruce Banner e Hulk è di sicuro uno dei più intensi”, afferma Feige.

Gale Anne Hurd, produttrice di colossal cinematografici – e vere e proprie pietre miliari del cinema, come i film d’azione Aliens, Abyss e la trilogia di Terminator, concorda con l’affermazione di Feige. “Una delle cose che ho sempre amato di Hulk è che, pur essendo un eroe, non si comporta da vero e proprio Super Eroe, nel modo in cui il termine viene associato ad altri personaggi della Marvel che combattono contro il crimine” afferma la Hurd. “Banner non è il classico personaggio che indossa una maschera e si lancia a salvare il mondo. Infatti, è persino raro che riesca a stabilire quando restare Banner e quando trasformarsi in Hulk”.

Non sa che farsene di tutto quel potere ma, alla fine, ne afferra il potenziale trasformando la sua maledizione in atti di eroismo”, continua la Hurd. “E per questo che il pubblico si sente tanto vicino a questo personaggio. C’è una parte di noi che vorrebbe solo mollare la presa, lasciando che qualcuno o qualcosa più forte di noi risolva le situazioni che talvolta ci affliggono. Ognuno di noi ha un piccolo Hulk dentro di sé. Questo film parla di come abbracciare quella parte di noi stessi”.

I dirigenti e i produttori della Marvel erano determinati a raccontare una storia nella quale Banner imparasse a cimentarsi con la parte eroica della creatura che viveva dentro di sé. Nella storia originale dell“uomo più forte di tutti i tempi” descritta da Lee e Kirby, invece, Banner non si era mai imposto di diventare un eroe; al contrario, il Banner di Lee e di Kirby era un semplice ma brillante ricercatore il cui unico desiderio era vivere una vita tranquilla fatta di ipotesi complicate. Spiega Stan Lee: “Banner faceva di tutto per non essere Hulk. Il suo unico desiderio era infilarsi in un laboratorio e restarvici, da solo, per tutto il tempo necessario a trovare la cura alla sua malattia. Un sogno che, pur essendo uno scienziato, non riuscì mai ad esaudire. Succedeva sempre qualcosa”. O meglio, erano i “cattivi ragazzi” a fare succedere qualcosa.

Secondo Feige, “La frase chiave del film è ‘Hulk è un Eroe’. I lati più oscuri e angosciosi di Hulk sono già stati esplorati in altri film. Questa volta, desideriamo parlare di come attingere al potere che abbiamo dentro di noi, qualcosa più forte di noi stessi che, se gestito nel modo giusto, dalla persona giusta, può essere usato per affermare il bene. E’ un concetto universale nonché una delle ragioni che hanno reso Hulk il personaggio più famoso di tutti i tempi”.

Per portare sul grande schermo il nuovo capitolo della saga di Bruce Banner e del suo alter ego dalla pelle verdastra, i produttori si misero subito alla ricerca di un regista che avesse la loro stessa visione del film, vale a dire, dare al franchise un nuovo orientamento. La ricerca terminò nel momento stesso in cui incontrarono il regista francese Louis Leterrier, già noto per i film d’azione che avevano lanciato la carriera della star internazionale Jason Statham, protagonista di Transporter, Transporter 2 e Unleashed, film sulle arti marziali che riscosse grande successo di critica con Jet Li, Bob Hoskins e Morgan Freeman. Fu subito chiaro, sin dal primo incontro con l’instancabile Leterrier, che nel fargli dirigere L’INCREDIBILE HULK avevano fatto la scelta più corroborante e ispirata che potessero fare.

Capimmo subito che Louis era un vero talento”, afferma la Hurd. “Era chiaro, guardando i suoi film, che avesse una straordinaria propensione per le scene d’azione e che fosse un asso con la macchina da presa. Ma quando lo incontrammo, capimmo anche che condivideva la nostra stessa passione per il genere: Louis amava veramente quei personaggi”.

Louis aveva un entusiasmo sfrenato, lo stesso che ti piacerebbe riscontrare in ogni regista. Sa come rendere la comicità, l’emozione, l’eroismo e tutte le altre cose di cui parla il film”, afferma Feige. “Ci espose subito il suo punto di vista su come realizzare il film. Eravamo entusiasti delle sue idee, dei concetti descritti nelle prime bozze, del suo orientamento concettuale. E’ uno straordinario visualista, uno che capisce l’importanza di abbinare un buon soggetto a incredibili scene d’azione e di comicità. Ovunque passi, Hulk crea azione e caos e Louis ha capito perfettamente cosa intendiamo dire quando diciamo ‘Hulk spacca!’

Louis conosce molto bene il personaggio di Hulk e il tradizionale contesto in cui si muove”, aggiunge il produttore Avi Arad. “E da buon francese – dice lui – ha anche una naturale propensione per le storie d’amore!”.

Leterrier, che è cresciuto a Parigi dove non sempre era possibile trovare i fumetti della Marvel, afferma di avere iniziato ad amare il personaggio di Hulk sin dalle prime serie televisive degli anni ’70. “Essendo francese, non leggevo molto i fumetti per bambini soprattutto perché i giornaletti che giravano a quei tempi erano essenzialmente francesi o belga”, afferma Leterrier. “Ma gli show televisivi imperversavano anche in Francia ed è grazie a quegli show se ho tanti ricordi del personaggio di Hulk”.

Come tutti i fan di Hulk, anche Leterrier era affascinato dal vigore delle scene d’azione della serie; ma a colpirlo particolarmente ereano state le scene in cui Bill Bixby esibiva il suo conflitto interiore e i dilemmi legati alla forza bruta che gli cresceva dentro. “Il ritratto di Bixby di quel personaggio era terribilmente amabile ed emozionante, soprattutto quando si prodigava per aiutare gli altri e cercava di reinventarsi una nuova vita ad ogni episodio. Tuttavia, appena provava a gettare le fondamenta di una nuova esistenza, quelle fondamenta si rompevano con l’arrivo di Hulk”, osserva il regista.

Per lo stesso motivo per cui si era sentito attratto dai suoi precedenti film, Leterrier ammette di non amare i personaggi stereotipati: “Bruce Banner è un antieroe, uno che non vorrebbe avere il potere che ha., ma sa anche di non potersene liberare perché, se se ne libera, qualcuno ne trarrà beneficio e lo sfrutterà per affermare il male. E’ questo il percorso del nostro personaggio: un complesso e completo percorso di accettazione. Ognuno di noi cova un po’ di rabbia dentro di sé, solo che alcuni riescono a controllarla meglio di altri. Banner, ad esempio, capisce che può essere trasformata in coraggio”.

Dato che la trama originale del film era già stata raccontata da altri registi, Leterrier decide di introdurre il personaggio di Banner a metà della sua storia, saltando la parte in cui viene inondato dalle radiazioni gamma e scopre di avere dei poteri. E’ anche molto entusiasta di potere utilizzare le recenti scoperte tecnologiche che lo aiuteranno a raccontare la storia: “Avere la possibilità di raccontare questa storia usando le più recenti scoperte tecnologiche è davvero straordinario”, aggiunge il regista. “Inoltre, Hulk ha un’enorme tradizione alle spalle e avrò molto materiale da cui trarre ispirazione. Abbiamo a che fare con una storia bellissima, una storia ricca di azione, di emozione, di eccitazione – tutti elementi che la gente associa direttamente al personaggio di Hulk. Il nostro Hulk è sicuramente un eroe; il nostro Hulk spacca davvero!”.

To Be Continued…

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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