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Le fate ignoranti (2001). The Ozpetek Happy Family.

Di Roberto

Le fate ignoranti (Italia, 2001 – Drammatico; 106′) di Ferzan Ozpetek con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Erica Blanc, Serra Yilmaz, Andrea Renzi, Gabriel Garko, Rosaria De Cicco, Lucrezia Valia, Koray Candemir.

Rovistando fra gli ultimi regali ricevuti dal marito morto in un incidente, la dottoressa Antonia scopre che da sette anni l’uomo le teneva nascosta una relazione extraconiugale, per giunta di natura omosessuale: per saperne di più, la donna vince la sua disperazione e si lascia attrarre dall’universo che gravita attorno a Michele, l’amante di suo marito.

Il regista italo-turco varia la solita commedia di corna e infedeltà matrimoniali nel tentativo di essere, al contempo, carino e profondo; in realtà, non va a fondo nel tema della perdita di certezze esistenziali della borghese Antonia e della sua/nostra idea di famiglia tradizionale né, d’altro canto, fa emergere lo spessore di una comunità multirazziale e polisessuale, descritta piuttosto come un coacervo di macchiette scontate, urlanti e piuttosto volgari (quanto è patetica e irritante la scena in cui i tre amici osservano e commentano davanti al computer le foto del maschio ideale!). Tutto è risolto in maniera folcloristica nonostante la presunta aria realistica, non c’è mai vera tragedia (la scena dell’incidente mortale è piuttosto ridicola anche dal punto di vista tecnico) e l’ingombro dell’anima macinasoldi è sempre dietro l’angolo: perfetto, si direbbe, per ciò che vuole il pubblico, che difatti ha tributato un grande successo al film. La sceneggiatura di Ozpetek e Gianni Romoli, poi, sembra più un pretesto per esportare la cultura del paese di provenienza del regista (i riferimenti allo scrittore Nazim Hikmet, i canti e le musiche popolari) e una certa mentalità esotica a esso legata. Accorsi gay-però-macho non convince affatto, la Buy piagnucola troppo e la sua fragilità è quanto di più lontano dalla sincerità. Sui titoli di coda scorrono le immagini (riprese dal vero) di alcune parate gay e del making of del film: cui prodest? Nel film, Le fate ignoranti è il nome del quadro – palesemente ispirato a quello di una celebre opera di Magritte (La fata ignorante, al singolare) – che permette ad Antonia di scoprire il tradimento del marito.


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