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L’Anno In Cui I Miei Genitori Andarono In Vacanza, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Regia: Cao Hamburger
Cast: Michel Joelsas, Germano Haiut, Paulo Autran, Daniela Piepszyk, Simone Spoladore, Caio Blat, Liliana Castro
Durata: 104 minuti
Anno: 2006

Diciamolo subito: L’Anno In Cui I Miei Genitori Andarono In Vacanza è un film ricattatorio, è cinema dell’estorsione dei sentimenti che inganna lo spettatore come può mascherandosi da riflessione sulla dittatura e l’esilio.

La trama sarebbe infatti incentrata sull’attesa di un bambino per il ritorno dei genitori i quali sono “andati in vacanza”, nel senso che sono partiti per andarsi a nascondere dal regime in quanto attivisti socialisti nel Brasile del 1970, l’estate dei Mondiali in Messico vinti dalla squadra di Pelè.

Ma in realtà si tratta di una variazione sul tema dell’infanzia dorata, del ricordo degli anni delle prime cotte con lo sfondo dei mondiali di calcio in Brasile (tematica che avvince sempre) e il condimento di tutta una serie di simpatiche figure appartenenti al microcosmo di una palazzina ebraica.

Tuttavia non solo non c’è vera riflessione (se non banale e trita) sul concetto di partenza e di esilio, sulla mancanza e sulle sensazione di una privazione improvvisa e dell’attesa spasmodica di un bambino per il promesso ritorno dei genitori, ma non c’è nemmeno un buon ritratto infantile. I bambini come spesso capita sono macchiette che ripetono gli stereotipi a loro affibbiati nel corso degli anni; spensierati e un po’ monelli, furbetti e inesperti, ma in fondo capaci di cogliere sentimenti e stati d’animo in maniera non troppo diversa dagli adulti.

Ci si trova così di fronte ad un film che non chiede la partecipazione dello spettatore se non per metterlo di fronte ad una cartolina in bianco e nero del Brasile del 1970, anzi di una piccola porzione di cultura e vita ebraico-brasiliana neanche ben raccontata. Un film che conferma tutte le idee che ogni spettatore poteva avere prima di entrare in sala e che non tenta in nessun modo di mostrare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso o qualcosa di unico.


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