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E Venne Il Giorno, la recensione

Di Gabriele Niola

Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Betty Buckley, Frank Collison, Ashlyn Sanchez, Spencer Breslin, Robert Bailey Jr.
Durata:91 minuti
Anno: 2008

Una volta M. Night Shyamalan era proprio interessante e non solo per l’esordio col botto di Il Sesto Senso ma anche per il complesso ed originalissimo percorso compiuto all’interno di una dimensione fumettistica in un mondo reale di Unbreakable. Un regista molto tecnico dotato di una visione di cinema unica e personale, debitrice a Spielberg ma comunque in grado di realizzare sequenze di una scorrevolezza e contemporaneamente di un complessità e ricchezza di elementi rare. Sembrava destinato a grandi cose.

E invece sono arrivati Signs, The Village e Lady In The Water, una serie di film uno peggio dell’altro, colmi di figure banali, risvolti di trama scontati e soprattutto messaggi melensi sbattuti in faccia allo spettatore senza nemmeno curarsi di farli passare con delicatezza o di farli emergere lentamente. Una parabola discendente che non si arresta nemmeno con E Venne Il Giorno.

Il suo ultimo film accumula difetti su difetti senza differenziarsi dagli exploit precedenti, solo procedendo ancora più verso il basso. Più suspense da quattro soldi, più dialoghi insulsi, meno interesse nei personaggi, molto meno rispetto per lo spettatore e più interesse a dire una cosa sola e fortissimo senza però curarsi di dargli una forma, un contorno e delle motivazioni accettabili.

Shyamalan sembra diventato incapace di mettere a frutto un’abilità indubbia nell’orchestrare e girare le scene, si ostina a scrivere in autonomia i suoi film con il risultato di polpettoni buonisti funestati da personaggi cui è impossibile credere anche solo per un attimo, sempre e solo funzionali al più immediato dei risultati e alla più scontata delle morali (dobbiamo rispettare la natura altrimenti si ribellerà contro di noi).

“Sono una persona che ha difficoltà ad esprimere i propri sentimenti” dice Zooey Deschanel pochissimi minuti dopo la sua prima entrata in scena, spiattellando in faccia al pubblico una delle cose più raffinate di un film, la psicologia dei singoli personaggi. E il tono del resto del film segue questo stile: una comunicazione il più semplice e diretta possibile, urlata con un megafono per assicurarsi che tutti capiscano esattamente quello che in testa il regista.

E Venne Il Giorno non ha dunque (o non vuole avere) altre interpretazioni che non siano la ferma volontà di Shyamalan, per questo non rispetta lo spettatore che, più intelligente (nella media) del suo film, vorrebbe qualcosa di meno scontato, ugualmente intrattenente e più intrigante.


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