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Sex and the City: parla Carrie!

Di peter

Alla presentazione americana di Sex and the City – Il film, l’attrice Sarah Jessica Parker, meglio conosciuta grazie al suo celebre alterego televisivo Carrie Bradshaw, ha rivelato i dettagli dalla lavorazione del film, che arriverà sui nostri schermi da venerdì 30 maggio.


Come mai il team creativo dietro al progetto ha deciso di realizzare un film, invece di girare nuovamente un’altra stagione della serie?

I semi per un film erano già piantati… Due anni fa, nell’aprile 2006, ho preso il telefono e ho cominciato a mettere di nuovo insieme i pezzi. Alla fine dell’estate di quello stesso anno Michael Patrick King era coinvolto nel progetto. Sia io che Michael non volevamo tornare a lavorare su una nuova stagione della serie. Le nostre vite private erano diverse. Ho un figlio e lui mi vuole sempre accanto. Non avrei avuto il tempo di lasciarlo. Un film vuol dire un periodo di tempo ben definito… quindi eccoci qui due anni dopo.

Quanto è stata dura rimettere insieme i protagonisti della serie per questo film? Non è stata la sfida più grande nella realizzazione di questo film! E aggiungo che gli uomini sono complicati quanto le donne, tanto per abbattere ogni mito e tutti i vari rumors. La logistica, mettere insieme ogni dettaglio… questa è la vera parte difficile nel fare un film, in particolare questo film. C’è voluto tanto prima che il progetto venisse approvato. Dovevamo trovare uno Studio che lo producesse: per me era importante rimanere alla Time Warner, dal momento che lì siamo come una famiglia. Volevo ottenere la loro approvazione nel lasciarci raccontare la storia che volevamo raccontare, ovvero non la commedia romantica convenzionale. La pre-produzione è stata davvero breve, questa è stata la parte difficile. Ma anche la post-produzione: il regista ha cominciato a montare la pellicola il 19 gennaio ’08 e ha consegnato il film l’1 maggio… la post-produzione più corta della storia del cinema. Quindi è stata questa la parte più dura…coinvolgere gli attori? Una cosa non troppo complicata, penso che tutti volevano partecipare davvero

È stato facile tornare nei panni di Carrie quel primo giorno sul set? Avevi paure o timori particolari riguardo a questi quattro anni passati dall’ultimo episodio della serie?
Io mi preoccupo sempre. Mi preoccupo e basta. Si tratta della mia personalità. Penso sempre che sarò licenziata durante la prima settimana di tutti i miei lavori. Anche in questo film ho pensato che ero una delusione per il regista. Non è difficile girare la prima scena – che era quella in cui saluto con la mano Big, cammino verso di lui e lo bacio – Per i primi giorni eravamo io e Chris Noth (Mr.Big) e poi è arrivata Kristin (Charlotte) e alla fine di quella settimana ci hanno raggiunto anche Kim (Samantha) e Cinthya (Miranda).
Quindi, in quel momento, eravamo noi, le quattro protagoniste insieme a Park Avenue in una perfetta giornata di settembre: è stato indimenticabile. I momenti più duri sono arrivati dopo: alcune emozioni che il personaggio di Carrie non aveva mai provato prima, quello è stato doloroso. Sono rimasta incredibilmente sconvolta, ma alla fine è stato il ruolo della mia vita. Non dovevo scappare dal ruolo. Ho corso completamente verso il personaggio, ma è stato terribile vedere ciò che nel film le accade. Ero così orgogliosa e scioccata e anche sollevata che lo studio ci lasciasse raccontare quella storia. Ma non è stato facile.

Perché è stato così importante tenere ben nascosti i dettagli dal film?
Beh, non è che fosse importante mantenere i segreti. Non è che ha cambiato il clima politico della nostra nazione. Né tantomeno ha risolto i problemi del mondo. Volevamo che le persone che ci hanno seguito nei dieci anni passati, quegli stessi che volevano davvero questa nuova esperienza, venissero rispettate. Perché era il loro entusiasmo che ci ha permesso di realizzare il film. Volevamo non rovinare loro nulla di questa esperienza. Quando vedi qualcuno leggere lo stesso libro che stai leggendo tu, il primo istinto è “Non rivelarmi il finale! A che pagina sei arrivato?”. Non è che non farai soldi se il finale viene rivelato. Quello che vuoi è semplicemente la narrativa. Vuoi quel finale nel modo che tu desideri e quando lo desideri.

La gente vorrà di certo un sequel. Pensi che riuscireste a rimettere di nuovo insieme tutti i pezzi?
Non voglio schivare la domanda. Arrivare a questo punto è stato l’unico obiettivo professionale della mia vita negli ultimi due anni. Non ho mai pensato che avrei fatto queste interviste per presentare questo film. Non posso credere che questo sogno si è realizzato, dunque pensare a quello che succederà dopo sarebbe esagerare e pretendere tanto. Questo è stato un sogno. Esagerare chiedendo di più sarebbe un gesto volgare.

(Fonte: Comingsoon.net)


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