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Maradona di Kusturica, la recensione

Di Gabriele Niola

Regia: Emir Kusturica
Cast: Diego Armando Maradona, Emir Kusturica
Durata: 90 minuti
Anno: 2006

Ed è subito Emir Kusturica!
Maradona di Kusturica è chiaro fin dal titolo, inizia con cartello nero che riporta una citazione e di sottofondo il tema principale di Il Buono Il Brutto e Il Cattivo fatto con la chitarra elettrica, con lo scomparire dello schermo nero con la citazione scopriamo che a suonarlo è lo stesso Kusturica, sudato marcio in un concerto molto grande in cui è ospite. L’immagine è quello che si dice “significativa”.

Il documentario su Maradona si apre con Kusturica stesso che viene definito dal cantante sul palco “il Diego Armando Maradona del cinema”. Ed è vero! Anzi è Kusturica che durante il documentario farà di tutto per dimostrarci che è vero, che non solo Maradona poteva essere un personaggio di qualsiasi suo film (lo dice lui stesso subito) ma che i suoi film, pur non potendolo lui sapere all’epoca della loro realizzazione, mettono in scena moltissime scene di vita che appartengono anche a Maradona e si fanno portatori di moltissimi valori che sono i medesimi del calciatore.

L’approccio al documentario di uno che non solo ha fatto sempre finzione, ma l’ha anche fatta molto finta, esagerata e allegorica è quello che ci si aspetta. Il film è rumoroso, confuso, movimentato, sudato, pieno di musica, grottesco, risate, facce, cibo, sesso, affetti, cinema e calcio. E’ il solito grandissimo pasticcio kusturiziano che ti investe procedendo come un treno in corsa e mentre non hai ancora capito esattamente cosa stia passando già ti arrivano delle sensazioni. Può dare fastidio a molti ma da come Kusturica mostra di ammirare Maradona e da come incrocia quest’ammirazione con il suo cinema e il suo modo picaresco e orgiastico di rappresentare la realtà ne esce un quadro più complesso di molti suoi film passati.

Il Maradona di Kusturica è un rivoluzionario, un guascone, un testardo, un punk, un anticonformista ma anche un po’ un vigliacco, un populista, un sempliciotto e un arrogante. E come lo ritrae lui (nonostante le molte cadute di stile del film) è bellissimo.

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