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La croce di ferro (1977). Peckinpah at his best.

Di Roberto

La croce di ferro (Cross of Iron, GB-Germania 1977 – Guerra; 133′) di Sam Peckinpah con James Coburn, James Mason, Maximilian Schell, David Warner, Senta Berger, Vadim Glowna, Klaus Lowitsch.

Nella Russia della ritirata del 1943, un reggimento della Wermacht ospita un nuovo capitano, arrivista e pronto a tradire pur di conquistare l’onorificenza rappresentata dalla croce di ferro. Ma lo scontro con un sergente suo rivale sarà fatale.

La guerra secondo Peckinpah (al suo unico film di ambientazione bellica), un “mucchio selvaggio” di eroi granitici e di bastardi rocciosi che non hanno paura di vincere o di perdere, di vivere o di morire e affrontano con un senso macho dell’accettazione anche pesanti disfatte: tutt’altro che uno dei film meno efficaci del registi, è in realtà un war-movie crepuscolare e malinconico su un mondo (quello – altro punto di originalità – della sconfitta Germania che ha voluto osare la conquista dell’Europa e forse del pianeta) che si avvia verso la sua fine e che spera in una rinascita (anche culturale), con una splendida sequenza dei titoli di testa (cadenzate da canzoncine infantili e ironiche che, riprese nel notevole finale paradigmatico, denunciano maggiormente l’assurdità e la stupidità della guerra e di chi la fa) e un inizio muto di guerriglia memorabile. Girato in Jugoslavia, con un massiccio Coburn che incarna fedelmente il principio registico, dissacratore (si veda il commilitone omosessuale) ed epico al contempo, di Peckinpah; ma anche Schell e Mason – che rappresenta il comandante disfattista che arriva a rinnegare la sua stessa uniforme e la patria tutta – non sono assolutamente da meno. Almeno una gelida, razionalissima battuta resta impressa nella memoria: “ma cosa faremo quando avremo perso questa guerra?” chiede Mason, risposta (di Warner): “ci prepareremo per la prossima”. La bella fotografia è del maestro John Coquillon. In Usa è stato ridotto a 119′; in Germania sono uscite entrambe le versioni. Tratto dal romanzo La carne paziente (rititolato La croce di ferro dopo l’uscita del film) di Willi Heinrich. Con una sorta di seguito (Specchio per le allodole).

Oggi, Lunedì 26 Maggio, Studio Universal, Ore 21,10.


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