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Confessioni di una mente pericolosa (2002). Clooney esordisce bene.

Di Roberto

Confessioni di una mente pericolosa (Confessions of a Dangerous Mind, Usa 2002 – Drammatico; 113′) di George Clooney con Sam Rockwell, Julia Roberts, Drew Barrymore, George Clooney, Rutger Hauer, Maggie Gyllenhaal, Chelsea Ceci, Michael Cera.

Chuck Barris diventa popolarissimo non tanto per l’unica canzone pop da lui composta ma per aver creato, negli anni ’70, format televisivi di grande successo, poi esportati in tutto il mondo, come The Dating Game e The Gong Show (da noi, Il gioco delle coppie e La corrida): nello stesso tempo, però, è assunto come spia e killer per conto della Cia e si rende capace di 33 omicidi.

Tratto dalla vera autobiografia non autorizzata di Chuck Barris (che, invecchiato, compare nell’amaro finale) e sceneggiato da Charlie Kaufman, l’esordio dietro la macchina da presa di Clooney si rivela un efficace biopic di un americano medio(cre) che tenta la scalata esistenziale ma fallisce amaramente e di una società che alterna, con meravigliosa indifferenza, consumismo e paranoia politica (è il periodo post-Kennedy), ipocrisia e disperazione. Notevole, per essere un’opera prima e per giunta di un attore di consumo (che si ritaglia il ruolo sornione di un mandante con baffetti), lo stile e la messinscena, capaci di accostare felicemente espressionismo e surrealismo (come la bella scena sottotitolata per via del rumore assordante che copre i dialoghi parlati), minimalismo e massimalismo: e se le flessioni nel ritmo volontariamente blando sono alla fine poca cosa, il pessimismo di fondo – che non esclude un’ironia ghignante – stupisce e resta davvero dentro. Così come negli occhi resta impressa la fotografia satura e denaturata, quasi volesse sfocare già visivamente un personaggio e un’America ambigui e inquietanti. Eccelso e ben diretto il cast, con camei di Brad Pitt e Matt Damon come concorrenti di The Dating Game. Il collega (e nume) Steven Soderbergh è tra i produttori esecutivi, ma un film così spontaneo e voluto lui non l’ha mai fatto. Orso d’argento a Berlino 2003.

Oggi, Sabato 24 Maggio, Raiuno, Ore 3,00.

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