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Batman e la galleria dei Mostri

Di Redazione

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A cavallo tra la fine degli anni ’30 e l’inizio dei ’40 negli USA furoreggiavano i Pulp Magazine, riviste di “letteratura d’evasione” a basso costo destinate prevalentemente ad un pubblico adulto. Le storie che vi si potevano trovare all’interno coprivano i generi più svariati, dall’Erotico al Poliziesco, dal Fantascientifico all’Horror, con l’unico punto in comune di essere sfacciatamente violente e, qualche volta, pacchianamente oscene. E’ su questo genere di riviste che nascono personaggi in seguito divenuti celebri come il tenebroso The Shadow o l’eccentrico Doc Savage, veri e propri archetipi dei Supereroi dei fumetti che di lì a poco cominceranno ad invadere le edicole decretando la fine delle riviste Pulp.

Tra i capofila di questa primissima ondata di Supereroi in costume c’è il celebre Batman, comparso per la prima volta nel lontano maggio 1939 sulle pagine del n° 27 di“Detective Comics”, rivista antologica pubblicata dalla National, casa editrice che in seguito – proprio in onore della nota rivista – cambierà nome in DC Comics; prima del Cavaliere Oscuro la National aveva già dato alla luce l’invincibile Superman (giugno ’38, su Action Comics n°1), ma con l’uomo-pipistrello i lettori capirono immediatamente di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente diverso. Al contrario dell’Uomo d’Acciaio, infatti, Batman non è un alieno ma un “comune” essere umano senza superpoteri: più che sulla forza fisica, per sconfiggere i nemici si affida alle sue doti intellettive, alla sua astuzia e al suo innato fiuto investigativo. Inoltre, non si tratta di un “eroe positivo“ tutto ideali e democrazia, ma di un uomo disilluso, arrabbiato e affamato di giustizia, troppo traumatizzato dall’efferato omicidio dei suoi genitori per credere nella redenzione dei criminali o nella salvezza degli innocenti. Anche se, ovviamente, un barlume di malinconica speranza non guasta! Insomma, una vera e propria icona “dark” come mai se ne erano viste prima sui “candidi” comics americani di allora!

Già dalla sua prima apparizione è possibile intravedere, per così dire, il “corredo genetico” che il cartoonist Bob Kane – suo creatore – volle donare all’eroe: tra le principali fonti di ispirazione per Batman, oltre al già citato The Shadow, ci sono Zorro e Dick Tracy, le novelle noir a basso costo ma anche mitici personaggi della letteratura come Sherlock Holmes e film Horror come il Dracula di Bela Lugosi.

Le origini del personaggio vengono narrate per la prima volta da Kane sul n° 33 di Detective Comics: il piccolo Bruce, figlio del ricco industriale Thomas Wayne, viene portato dai genitori al cinema (in seguito, nella graphic-novelBatman: Anno Uno”, la coppia MillerMazucchelli ci rivelerà il nome del film: “Il segno di Zorro”!); ma all’uscita dalla sala la spensierata famiglia viene improvvisamente aggredita da un rapinatore armato di pistola che, senza farsi troppi scrupoli, uccide a sangue freddo, proprio davanti ai suoi occhi, entrambi i genitori di Bruce, il quale non può fare altro che disperarsi sui loro colpi accasciati al suolo. All’epoca ha solo otto anni, ma il sentimento che irrimediabilmente comincia a germogliare dentro di lui si chiama…Vendetta! Sostenuto dal fedele amico/maggiordomo Alfred Pennyworth, il povero orfano trascorrerà anni ad allenare fisico e mente sottoponendosi a severi addestramenti e alla fine, quando si sentirà pronto, inizierà la sua personale crociata contro il crimine; con l’intenzione di suscitare il terrore nei delinquenti adotterà quindi l’identità di un uomo-pipistrello – animale notturno da sempre circondato da macabre leggende e superstizioni – diventando il giustiziere noto come Batman!

Durante i primi mesi della gestione Kane l’eroe è davvero “cattivo” e le storie sono pervase da una cupa atmosfera: egli infatti non ha alcuna remora ad uccidere i criminali e li bracca con la durezza di un vero persecutore; il senso di ingiustizia provata dal bambino che perde entrambi i genitori in Batman si trasforma dunque in violenta rappresaglia, in una lotta senza quartiere contro la stessa essenza del male, onnipresente quanto impalpabile, specialmente nella corrotta Gotham City, la metropoli immaginaria che fa da sfondo alle sue avventure.

In seguito, con l’introduzione dell’adolescente Dick Grayson, il primo Robin (1940), gli episodi acquisteranno una connotazione più edulcorata rendendo il personaggio più fruibile anche a lettori non troppo maturi. Le sue caratteristiche psicologiche rimarranno comunque invariate, anche se – in base agli autori che nel corso degli anni ne hanno preso in mano le redini – si può parlare di più batman e forse, nel caso di quello di frank Miller (il prolifico autore di Sin City e 300), di un Batman definitivo.Ad ogni modo, prima del passaggio di consegna al successore Dick Sprang, Kane ha il tempo di ideare per Batman tutto quel variegato olimpo di comprimari che hanno contribuito ad alimentarne il successo: oltre ai succitati Alfred e Robin non si può non citare i suoi celebri avversari, quasi sempre personaggi inquietanti dalla forte connotazione Horror ma anche farsesca, ovvero la gioia di ogni psichiatra in cerca di fama: Il Pinguino, DueFacce, lo Spaventapasseri, il folle Joker e la conturbante Catwoman…Tra i più terrificanti criminali che siano mai apparsi in un fumetto supereroistico!

Insomma, la devianza psicologica sembra essere uno dei punti cardine dell’universo batmaniano, l’unica possibile risposta di Kane all’atrocità della vita reale, che in fin dei conti è molto più incomprensibile. Non c’è da stupirsi se i suoi personaggi hanno ispirato così tante volte il cinema: Batman è’ forse il supereroe al quale sono stati dedicati più film di chiunque altro, persino più dell’”eterno” Superman. Se non lo sapete ancora, per il prossimo luglio è fissata l’uscita del settimo lungometraggio dedicato al giustiziere di Gotham, Il cavaliere Oscuro. E c’è chi giura che non sarà nemmeno l’ultimo. Noi approfitteremo di questi tre mesi di febbrile attesa per ripercorrere, ogni due settimane, la carriera fumettistica – ma anche cinematografica – del personaggio.

 Vi aspetto dunque al prossimo intervento. Nel frattempo, non siate troppo ansiosi e tenete bene a mente che dentro ognuno di noi, potenzialmente, si nascondono un folle e un eroe.

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