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Shine A Light, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

shine-a-light-locandina.jpgRegia: Martin Scorsese
Cast: Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood, Charlie Watts, Martin Scorsese
Durata: 120 minuti
Anno: 2007

Martin Scorsese è senza dubbio uno dei più grandi metteur en scene moderni e i Rolling Stones ancora a tutt’oggi tra i più grandi performer. Unire le due cose ha del diabolico e non meraviglia che si possa a tutti gli effetti parlare di capolavoro.

Shine A Light è la ripresa di due date fatte dal gruppo di Mick Jagger e Keith Richards appositamente per l’occasione (cioè la ripresa del concerto stesso da parte di Scorsese), su un palco costruito come il set di una scena secondo le volontà del regista. Due date in cui i Rolling Stones hanno suonato alcune canzoni mai fatte prima dal vivo assieme ai soliti grandi successi per un pubblico ristretto ma soprattutto per le 30 telecamere disseminate.

Martin Scorsese è semplicemente incredibile, abbiamo visto tante volte dei concerti ripresi ma come questo non c’è mai stato nulla. Shine A Light prima di tutto porta avanti la ricerca estetica del regista, con gli esperimenti sui bianchi, sull’illuminazione e sui colori fatti negli ultimi 3-4 film e solo poi si diverte (letteralmente) a giocare con le aspettative degli spettatori in quei 2-3 momenti topici di un concerto (l’attacco, il bis, la chiusura).

Alla sua veneranda età Scorsese rimane uno dei più profondi innovatori del rapporto cinema e musica popolare (come fu in Woodstock, Mean Streets, The Last Waltz e molti altri exploit) in più si diverte ancora e gira senza preoccupazione ma con molta scioltezza infischiandosene delle regole, come si trattasse di un filmetto indipendente tutto grinta e voglia di sperimentare. Ad un certo punto si vede anche un macchina fotografica alzarsi dalla folla per scattare una foto e nonostante il fragore della musica si sente il click dello scatto, evidentemente aggiunto dal regista in post produzione. Ma chi, ad oggi, fa queste cose??

Scorsese nella prima parte (che in breve racconta come si è arrivati a fare la serata) mette in scena se stesso, i suoi meccanismi di enunciazione, i suoi desideri per il documentario e i suoi segreti. Sono in gran parte dei finti, cioè scene girate appositamente fingendo si tratti di momenti di lavoro effettivi, lo si vede perchè il buon Martin non sa recitare, ma è comunque bello come giochi con la sua figura di regista e tutto comunque contribuisce al primo dei momenti topici: l’attacco del primo pezzo cioè l’inizio del concerto, girato in stile 100% scorsesiano (montaggio rapido, movimenti di macchina fulminei e secchi come del resto lo sono quelli degli attori coinvolti nella scena) è FENOMENALE, da alzarsi e urlare come se si fosse presenti all’evento.

Segue un’ora e mezza di concerto (interrotto ogni tanto da materiale d’epoca poco visto recuperato per l’occasione con molta ironia) ripreso in una maniera incredibile. Sembrano riprese fatte appositamente, sembra che Scorsese abbia dato le indicazioni di volta in volta come “Mettiti lì e fuma, stai sotto il riflettore e guarda il pubblico, ecco ora guarda in camera” ma in realtà è solo il frutto di un’attenta pianificazione e di un montaggio maniacale, più chiaramente qualche idea divina come la ripresa frontale che ad un certo punto viene fatta su Jagger con il set di luci che esplode in tutta la luminosità. Un piacere per gli occhi infinito.

Macchine da presa tutte in costante movimento per un documentario che è il più grande spot mai fatto alla droga per come mostra il gruppo di quasi settantenni e l’energia che trasmette (Jagger rimane l’unico al mondo a poter ancora urlare “One more time” prima di rifare un ritornello e rimanere credibilissimo).

Infine il finale, cioè come Scorsese sceglie di chiudere il film (inutile dirlo) è fantastico, ironico e tutto centrato sulla figura stessa del regista (inteso come ruolo), sulla sua funzione, il suo lavoro, il suo rapporto con le stelle, con il pubblico e con il cinema.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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