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Onora Il Padre E La Madre, recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

locandina-onora.jpgE’ sempre spiacevole parlare di un film mettendolo in relazione con altri per spiegare il suo modo di procedere, come se un regista dovesse sempre e per forza rifarsi a qualcun altro. Però Onora Il Padre E La Madre (in originale Before The Devil Knows You’re Dead), almeno per la prima parte, non può non ricordare Rapina A Mano Armata.

C’è un colpo ed è raccontato per tre volte cambiando sempre la prospettiva che di volta in volta segue uno dei tre protagonisti principali e il modo in cui ha vissuto i 3 giorni che lo hanno preceduto, mostrando elementi nuovi ad ogni rilettura.

Dopo il racconto del colpo però il film continua su questa strada e ricomincia il giro dei personaggi più volte per raccontare anche tutta la parte dopo il colpo (che è anche la più interessante), le conseguenze e soprattutto come l’accaduto cambi tutto, ma proprio tutto nelle vite di tutti. Così alla fine (e fortunatamente) Onora Il Padre E La Madre riesce ad andare oltre Rapina A Mano Armata, non nel senso che è migliore, ma nel senso che supera il legame e trova una strada autonoma.

Noiresco in maniera raffinata e moderna, lontano dal citazionismo e vicino ai personaggi, il film di Lumet conquista con un’abile miscela di cinema americano classico e piccole concessioni autoriali, riuscendo a dare una visione di mondo disperato e cinico che rimane (che poi alla fine è questo che conta).
La costruzione atemporale infatti (lontana anche da quanto faceva Tarantino) diventa infatti un modo di far vivere diversamente le situazioni e svelare elementi della trama in maniera da creare effetti (emozionali o di sorpresa) il più efficaci possibile.

Nonostante non sia mia abitudine questa volta non posso esimermi dal sottolineare la prestazione di Phillip Seymour Hoffman e di Ethan Hawke, che hanno un po’ il film sulle spalle e assolvono alla grande al gravoso compito. Si perchè nonostante la dinamica della messa in scena possa sembrare molto moderna in quanto decostruita in realtà il modo di raccontare è estremamente classico (cosa che non stupisce vedendo chi dirige) e quindi molto fondato sui caratteri.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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