L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 

La recensione in anteprima di Cloverfield

Di Francesco

cloverfield_poster1.jpg

Regia: Matt Reeves
Cast: Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman
Durata: 85 minuti
Anno: 2008

Se negli Usa Cloverfield ha esordito facendo segnalare il record degli incassi per gennaio, mese solitamente freddino per quanto riguarda le entrate al botteghino cinematografico, le possibili cause possono essere una scarsa concorrenza, un’ottima campagna marketing, un tema di fondo capace di attirae il pubblico e non da ultimo la qualità del film stesso.

Ovviamente la pellicola diretta da Matt Reeves ha a suo favore tutti e quattro i punti e se oltreoceano ha avuto facile gioco contro 27 dresses e Mad Money, non dovrebbe incontrare maggiori difficoltà qui in Italia, dove a contendergli la data del debutto ci saranno Sogni e delitti, P.S. i love you – non è mai troppo tardi per dirlo e L’innocenza del peccato.

Forte del successo ottenuto con Alias e Lost, il produttore J.J. Abrams si getta su un progetto “felice” durante un viaggio in Giappone, quando in un negozio di giocattoli resta colpito dal fascino che sui nipponici esercita ancora il mito di Godzilla. Da lì l’idea di puntare tutto su di un mostro alto quanto un grattacielo e delle possibilità che avrebbe offerto una storia (non innovativa, ma nuovissima nel concept del racconto) che mettesse l’uomo al cospetto con una simile forza della natura, incurante della presenza “bipede”. E quindi ecco il sorgere dell’esigenza di riprese dal basso.

Il vero punto di forza del film è sicuramente l’idea (già intravista comunque in altre pellicole, Blair Witch Project su tutte con cui non sono aperti paragoni di altro genere, per fortuna) di adottare per le riprese una telecamera a spalla e sfruttare quindi tutti i “difetti” di una registrazione non professionale. Leitmotiv iniziale è la festa di addio a sorpresa in onore di Rob (Michael Stahl-David) che è in partenza per il Giappone come vice presidente di una società non meglio identificata. Il suo migliore amico, Hud (T.J. Miller), eredita dal fratello Jason (Mike Vogel) il compito di filmare i saluti di tutti e da quel momento, non abbandonerà più la videocamera.

Questa tecnica è permeata da un fattore molto importante: non sempre i momenti clou saranno al centro delle riprese, perché l’operatore stesso sarà in quel momento impegnato a seguire altro, come le espressioni delle persone e le loro emozioni, così come si vede spesso nei video amatoriali che circolano in Rete. Da qui l’aumento della tensione per un racconto di una cosa, che inizialmente si riesce a seguire con difficoltà.

Il momento di forte impatto in cui si vede nel trailer la testa della Statua della Libertà rotolare per stada e distruggere tutto è anche il passaggio ad una ltro livello di narrazione: tutti i personaggi più importanti sono stati già introdotti, si è detto quel tanto che bastava per capire le varie correlazioni (il resto lo si intuisce dagli spezzoni di nastro della cassetta ritrovata e archiviata come materiale top secret delGoverno Usa) e quindi l’attenzioneora verrà catapultata e catalizzata dal vero motore della storia, il mostro.

Una creatura che non c’è, che poi inizia a farsi vedere, di cui si rubano immagini e particolari ma della quale alla fine non si saprà proprio nulla. Da dove viene, perché è lì, cosa cerca, come ci è arrivata. Il fascino del mistero è qualcosa di terribilmente sottile, di inspiegabile, di impalpabile… eppure dannatamente concreto.

“Ciò che non si vede fa ancora più paura” almeno secondo Reeves; ora abbracciare la tesi del regista e parlare di terrore è forse un azzardo, perché di certo la pellicola rientra nel genere azione e non tra gli horror. Lo stesso, l’idea di sfruttare l’attore Miller che interpreta Bud e affidare a lui la camera per le riprese a spalla è stata una mossa vincente dei filmakers.

Per gli amanti delle curiosità il nome Cloverfield è del tutto casuale: il film si sarebbe dovuto chiamare Greyshot, in onore del ponte del Central Park dove si nascondono due dei personaggi, dei quali non aggiungiamo altre informazioni per chi non gradisce gli spoiler.

Il titolo attuale venne adottato durante gli scambi email per non usare la parola mostro troppe volte e si prese spunto da una delle strade nelle vicinanze dell’ufficio di Abrams a West Los Angeles. Quando si pensava di rendere pubblico il titolo originale al Comic-Con, Cloverfield era già diffuso tra i fan e i curiosi e quindi si decise di ripiegare su quel nome.

Da ultimo il plauso agli effetti visivi, affidati a Tippet Studios per le riprese del mostro e alla Double Negative per tutte le sequenze in cui hanno luogo gli effetti distruttivi in cui non compare la creatura. E ancora: anche in questo lavoro Abrams pone la sua firma, facendo indossare a Jason una maglietta con il logo Slusho, ormai un vero e proprio cavallo di battaglia.

Volendo trovare una pecca a questo colossale colpo di genio riuscitissimo sotto tutti gli aspetti, nella scena in cui i protagonisti camminano nelle gallerie della metrepolitana per mettersi in salvo, la camicia di Rob, vista da dietro, non appare sempre la stessa: in un primo momento è sporca e sudata come è giusto che sia, poi quando lui si sposta sulla sinistra ha un indumento inamidato e pulito, per tornare poi nelle condizioni originarie.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Articolo Succesivo

LEGGI ANCHE

La regina degli scacchi – Magnus Carlsen commenta la finale in un video 24 Gennaio 2021 - 21:00

Netflix ha pubblicato un video in cui il gran maestro norvegese Magnus Carlsen commenta la finale tra Beth e Borgov ne La regina degli scacchi.

Tilda Swinton in The Eternal Daughter della Hogg e Immunodeficiency di Christopher Doyle 24 Gennaio 2021 - 20:07

I prossimi progetti di Tilda Swinton sono The Eternal Daughter, già girato da Joanna Hogg e Immunodeficiency di Christopher Doyle

WandaVision – Paul Bettany dice che l’episodio 4 ci “sbalordirà” 24 Gennaio 2021 - 20:00

Rispondendo agli elogi di Chris Hewitt su Twitter, Paul Bettany assicura che il quarto episodio di WandaVision sarà sbalorditivo. Inoltre, un nuovo spot con le reazioni della critica.

Spawn (FantaDoc) 28 Novembre 2020 - 12:00

All'inferno (e ritorno) i super-eroi!

Small Soldiers (FantaDoc) 2 Novembre 2020 - 16:08

La storia dei soldati giocattolo di Joe Dante.

Universal Soldier – I nuovi eroi (FantaDoc) 16 Ottobre 2020 - 16:51

Storia di un clonazzo di Terminator per cui Van Damme e Dolph Lundgren sono arrivati a menarsi (per finta) a Cannes.