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Redford porta sul grande schermo leoni ed agnelli dei giorni nostri

Redford porta sul grande schermo leoni ed agnelli dei giorni nostri

Di Smeerch

 Leoni per agnelli (poster)

Leoni per agnelli

di Robert Redford (USA, 2007)
con Tom Cruise, Robert Redford, Meryl Streep, Michael Peña, Derek Luke, Andrew Garfield, Peter Berg.

Pellicola discutibile che comunque ha il merito di porre delle domande più che di dare delle risposte. Quale dovrebbe essere il rapporto tra stampa e istituzioni quando uno stato è in guerra? Quale la responsabilità della politica nei confronti delle truppe militari? Come comportarsi nei confronti di…

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giovani volenterosi che si mettono a disposizione del proprio stato per combattere in una guerra sbagliata? (Anche se verrebbe qui da contrapporre la domanda ‘Quando mai una guerra è stata giusta’?)
Il film si articola lungo tre binari narrativi paralleli.
1. Il dialogo/intervista di una giornalista televisiva molto in gamba con un deputato guerrafondaio che l’ha fatta chiamare perché di lei si fida e perché vuole che si la prima a raccogliere la notizia che gli Stati Uniti hanno appena lanciato in Afghanistan una nuova operazione d’attacco nei confronti dei ribelli locali.
2. La chiacchierata tra uno studente molto giovane e il suo vecchio professore di Scienze Politiche anti-militarista (o quasi) che lo convoca di prima mattina per chiedergli le intenzioni e cercare di convincerlo a rimettersi a seguire le lezioni e a studiare con impegno perché ha individuato in lui un certo talento che spiacerebbe vedere sprecato.
3. Lo sviluppo di una nuova operazione lampo tra le fredde montagne dell’Afghanistan che coinvolge due giovani, (guarda caso) ex studenti del professore di cui sopra che, proprio grazie alle lezioni di Scienze Politiche, hanno deciso di arruolarsi per fare qualcosa di utile per il proprio paese, nonostante i vani tentativi dell’insegnante di dissuaderli.

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Interessantissimo il dubbio che instilla la situzione limite della giornalista. Ossia: fidarsi delle notizie – non verificabili – passatele dal politico e diffonderle, facendo quindi il gioco propagandistico della politica, o soprassedere? Fare da megafono alle iniziative patriottistiche che mirano a dare speranza e fiducia al popolo americano o instillare negli ascoltatori del suo network uno spirito critico? Sebbene il film non risolva il dilemma (peraltro mai completamente irrisolvibile), fa piacere vedere che un esame di coscienza di questo tipo venga proprio da un film americano.
Anche la scelta dello studente inizialmente disilluso è lasciata in sospeso, permettendo allo spettatore di farsi una sua idea sullo sviluppo della storia.
Completamente diversa la chiusa della storia ambientata in Afghanistan. E’ sembre brutto fare attività di spoilering ma mi preme far notare questa volta che il modo in cui si conclude il terzo filone narrativo è alquanto disgustosa. Non voglio svelare molto ma: avete presente la fine che ha fatto Quattrocchi e la sua frase “Ecco come muore un italiano”? Beh i due militari protagonisti sulla scena delle operazioni militari si comportano, più o meno nello stesso modo, decidendo di non arrendersi. Una scelta che puzza tantissimo di nazionalismo patriottico. Domanda: perché glorificare l’ostinata ottusità di due persone che nemmeno in punto di morte si rendono conto di aver fatto una scelta decisamente sbagliata?

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Lavoro meritevole di Redford dietro la macchina da presa. Niente da eccepire dal punto di vista registico. Per quanto riguarda invece la recitazione, diciamo pure che ha iniziato a fare sempre lo stesso personaggio. In altre parole: il lato paternalistico che già emergeva nella pellicola Spy Game, torna a farsi vedere anche in questa pellicola.
Chi prova antipatia per l’attore Tom Cruise lo troverà perfetto nel ruolo del giovane politico rampante dall’atteggiamento sbruffone.
Meryl Streep è sempre degna di grande rispetto. Una delle poche signore del cinema americano che non delude mai. Forse l’unica pecca sono quei suoi tic da sciuretta che, almeno in questo caso, si addicevano poco all’aspetto da super giornalista affermata che doveva interpretare.
Buona la scelta di Andrew Garfield per il ruolo dello studente giovane brillante ma sfaccendato. Gli sono bastati due sorrisi e una camicia a fiori per raccogliere tanta simpatia.
Il regista Peter Berg è credibile nel ruolo del militare graduato così come Michael Pena in quello del cittadino latinoamericano che si arruola nell’esercito.
Il film uscirà nelle sale italiane venerdì prossimo, 21 Dicembre, dalla Fox.

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