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Franz Kafka a I Castelli Animati

Di Smeerch

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Franz Kafka viene proposto a Castelli Animati (Cinecittà, 28 novembre-2 dicembre) attraverso il lavoro di due grandi firme dell’animazione mondiale come l’argentino Oscar Grillo e l’indipendente giapponese Koji Yamamura.


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Di Oscar Grillo si presenta in anteprima assoluta la mostra dal titolo Animated Kafka: una cinquantina di tavole che ripercorrono le magnifiche ossessioni visionarie di Grillo su Kafka. Un’incursione dell’immaginario soggettivo dell’animatore argentino, da Betty Boop a Qui Quo Qua, da Charlot a Omar Simpson, Topolino ecc., che liberamente si associa alle visionarie fissazioni letterarie di Kafka.
Di Koji Yamamura si presenta A Country Doctor, tratto dal racconto omonimo di Franz Kafka (1917). Questa volta un animatore giapponese nominato agli Oscar si fa contaminare dal mondo visionario kafkiano. A Country Doctor, si caratterizza per le atmosfere soffuse, i personaggi eccentrici, il disegno illustrato che ricorda lo stile anglosassone. Intenzionalmente Yamamura si sofferma sui particolari, che pur producendo una visione piacevole, non si priva dell’irrequieto, diffuso disagio espresso dalla scrittura di Kafka.
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Oscar Grillo, argentino, vive e lavora a Londra, notissimo per l’animazione di Miss Chichita, la banana, per il lungo sodalizio con Linda McCartney (da Seaside Woman Palma d’Oro a Cannes nel 1980 a Shadow Circle, l’ultima musica scritta da Linda) , per i suoi lavori musicali animati su Charlie Parker, l’animazione di Toy Story e Men in Black, Work in Progress film su Rembrandt prodotto dalla BBC, The Boop Sister, dedicata a Betty Boop.

Koji Yamamura, enfant prodige dell’animazione indipendente giapponese, ha esordito a tredici anni e in breve tempo ha esportato il suo lavoro e la sua fama su tutti i palcoscenici di qualità, dal festival di Hiroshima a quello di Berlino, da quello di Chicago ad Annecy dove il suo Mt Head del 2002 (nominato agli Oscar 2003) ha vinto il prestigioso Gran Prix. I suoi lavori, oltre che su modi e metodi dell’animazione classica, poggiano anche sulle solide basi del computer animation. Quello di Yamamura è un uso ‘insolito’ del mezzo elettronico, dove l’interazione tra la bidimensionalità e la tridimensionalità conferisce ai personaggi una poeticità rara per le produzioni giapponesi.

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