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Studio Universal omaggia Jim Jarmush

Di Smeerch

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Riceviamo e pubblichiamo.

“Ho sempre sentito che è stato per una sorta di strane coincidenze che ho iniziato a fare film… volevo avere la vita romantica del poeta o del musicista rock per vivere senza mai avere un capo e poter fare ciò che desideravo…credo di esserci riuscito girando film e mi sento davvero molto fortunato”.
Considerato uno dei primi e più ferventi registi indipendenti americani, Jim Jarmusch si è raccontato così davanti alle telecamere di Studio Universal (Sky) nell’intervista esclusiva realizzata ad hoc in occasione di Viaggio nel Cinema Americano, la serie di incontri con registi e attori di Hollywood che dalla platea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma è approdato in prima tv sul Canale. Ad accompagnare la visione dell’evento, una rassegna di suoi celebri film: Stranger Than Paradise, Mystery Train, Taxisti di notte…, Ghost Dog – Il codice del Samurai .

L’appuntamento è tutti i sabati di novembre in seconda serata.


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I titoli dei film:
– Sabato 3: Stranger than paradise – Piu’ strano del paradiso (1984)
– Sabato 10: Mystery train – martedi’ notte a Memphis (1989)
– Sabato 17: Taxisti di notte – Los Angeles, New York, Parigi, Roma, Helsinki… (1991) con Gena Rowlands e Winona Ryder.
– Sab 24 – Ghost Dog – il codice del samurai (1999) con Forest Whitaker.

Ad accompagnare i titoli:
Viaggio nel Cinema Americano: accolto da Antonio Monda e Mario Sesti all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Jim Jarmusch si è raccontato di fronte ad una platea di ammiratori, ha commentato le scene più significative dei suoi film e soddisfatto le curiosità del pubblico.

Lo speciale Inside Viaggio nel Cinema Americano: un viaggio all’interno della vita privata e della carriera di uno dei registi che meglio ha saputo raccontare con ironia, disincanto e tenerezza l’America degli emarginati e dei perdenti con pellicole come Stranger Than Paradise e Daunbailò. Nato nel 1953 ad Akron, in Ohio, Jim Jarmush studia alla Columbia University, dove lavora anche come assistente del grande regista Nicholas Rey, che diventa il suo mentore. Fin dall’università, appare chiaro che il rapporto di Jarmush con le istituzioni è decisamente anticonformista. Esordisce con il mediometraggio Permanent Vacation, girato ed interpretato da amici e sostenitori – tra cui il regista Tom Di Cillo, qui in veste di Direttore della Fotografia, e il musicista John Lurie. Nel 1984, Jarmush vince la Camera d’Oro al Festival di Cannes con Stranger than paradise diventata una pellicola di culto. Seguiranno Daunbailò, interpretato dai musicisti John Lurie e Tom Waits, e da Roberto Benigni, Mystery Train, Tassisti di notte, tutti film che hanno come tema dominante il viaggio. Anche la pellicola successiva, il dramma in costume Dead Man del 1995 racconta un altro, complicato viaggio. Interpretato da Johnny Depp, il film sarà l’ultima interpretazione di un’icona del cinema americano: Robert Mitchum. Con Ghost Dog – Il codice del samurai, interpretato dal Premio Oscar Forest Whitaker, Jarmusch stupisce critica e pubblico. Nel 2003 esce nelle sale Coffee and Cigarettes, una serie di brevi episodi girati dal regista, con attori ed amici a più riprese, dal 1986 e nel 2005, Broken Flowers, interpretato da Bill Murray, Sharon Stone e Jeffrey Wright. Il film è la prima collaborazione di Jarmush con gli Studio, sebbene il regista si dichiari ancora fermamente indipendente rispetto al “sistema” hollywoodiano. Poeta, musicista, regista ed icona del cinema indipendente, Jim Jarmush – così come David Lynch ed i fratelli Coen – si è costruito la reputazione di artista con una propria, personalissima ottica, riluttante a vendersi o a scendere a compromessi, e guidato soprattutto dall’amore per l’arte. Il suo stile inconfondibile, la scelta degli attori, l’uso della musica e le ambientazioni originali, gli hanno fatto guadagnare attenzione e rispetto in tutto il mondo come una delle voci più singolari del cinema americano.

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