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Scriviamolo ovunque ma non sui muri

Di Smeerch

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Scrivilo sui muri

di Giancarlo Scarchilli (Italia, 2007)
con Cristiana Capotondi, Primo Reggiani, Ludovico Fremont, Daniele De Angelis, Mattia Braccialarghe, Yvonne Sciò, Anna Galiena, Claudio Bigagli, Rodolfo Laganà, Dolcenera, Luis Molteni, Stefano Antonucci, Michael Schermi, Claudio Botosso, Alessandro Tiberi, Francesca Mezzano, Chantal Lakonic, Nino Prester, Edoardo Leo, Stefania Orsola Garello, Davide Silvestri

Questo terzo lungometraggio di Giancarlo Scarchilli si innesta in quel florido filone di film italiani pensati, prodotti e distribuiti ad uso e consumo dei teenager nostri connazionali. Accanto a Scrivilo sui muri ci stanno bene Cardiofitnes, Notte prima degli esami (primo e secondo episodio), Melissa P., Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te, ecc.
I miei auguri più sinceri al regista, alla produzione e alla Eagle Pictures (che distribuisce). Una certa platea, alquanto vasta ed economicamente ben disposta, esiste. L’exploit al botteghino potrebbe riuscire. Perché no.
Ad ogni modo, parliamo di pellicole da cui…


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… è lecito non aspettarsi nulla, almeno dal punto di vista stilistico/formale e dei contenuti. Ed infatti nulla se ne trae se non il solito racconto pseudo-drammatico su come sia difficile l’adolescenza con annessa storia sentimentale tra coetanei. Dei cinque personaggi che compongono il gruppo di amici dediti al graffitismo, uno ha una madre che convive con un tizio che la picchia, un altro ha perso la mamma da bambino e vive con sua sorella che tra l’altro odia il padre poiché li ha abbandonati. Situazione analoga per la protagonista: sulle prime battute è lì lì per suicidarsi, buttandosi dal balcone, poiché sua madre, troppo presa da se stessa, è sempre lontana da casa e la ignora. Insomma il solito mal-di-vivere, quel modo fin troppo banale che l’industria dell’intrattenimento ha di rappresentare la gioventù moderna.
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Tra i giovani attori merita riguardo solo Primo Reggiani, uno la cui bellezza non ha nulla da invidiare a soggettoni come Riccardo Scamarcio. Reggiani alle ragazzine piace di sicuro. Per cui un certo pubblico questa pellicola potrebbe averlo.
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Della Capotondi che dire? A lei siamo affezionati. La ricorderemo sempre come la piccola e dolce figlia di b nella sit com Italian Restaurant. Sarà sempre la nostra Tegolino (nomignolo affibiatole ai tempi della scuola, a causa della sua partecipazione nello spot della famosa merendina). Sono sicuro che per lei in futuro ci saranno altre parti da protagonista. Magari in pellicole più importanti e dal target potenziale più ampio. Solo che, onestamente, è difficile immaginarla in ruoli diversi da questo. Ha un viso troppo carino e delicato, ancora troppo acerbo per parti da vera donna. Difatti ha appena compiuto 27 anni ma le fanno recitare ancora parti da sedicenne. Auguri Cristiana.
Solidarietà per Ludovico Fremont. Qui ha dovuto fare il ‘terzo’, ché il ruolo del protagonista figo l’avevano già assegnato a Reggiani.
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Posso dire che Dolcenera invece mi è piaciuta? Intendo sia dal punto di vista fisico (con quel trucco ed il nuovo taglio di capelli la trovo incredibilmente sensuale) che dal punto di vista della recitazione. Io qualche altra possibilità gliela darei. Magari se avesse più spazio potrebbe rendere meglio. Le basi per fare l’attrice ci sono. Ci dovrebbe pensare. Potrebbe avviare una doppia carriera, l’una parallela all’altra come le dive americane: cantante e attrice.
Ottima la scelta del regista di affidare all’esordiente Mattia Braccialarghe la parte del graffitaro di bassa estrazione sociale. Si vede che è sul serio un ragazzo di strada. Il suo aspetto, il lessico e la pronuncia sono quelle tipiche da borgataro, per cui risulta davvero credibile. L’unico appunto lo si può fare allo stile. Più che un ragazzo amante dell’hip-hop sembrava uno scervellato dedito alla musica techno.
Anna Galliena è sempre impeccabile, anche quando veste i panni della mamma stronza.
Yvonne Sciò dovrebbe cambiare mestiere. Qualcuno le faccia notare che non è il caso di continuare a recitare. Non s’incaponisca.
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I cammei di Rodolfo Laganà, Stefano Antonucci, Claudio Botosso e Claudio Bigagli sono validi. Meritevoli ma sembrano slegati dal resto. Appiccicati. Messì li a far volume. Personalità appena accennate e per nulla approfondite. Tra l’altro la loro funzione mi è apparsa poco funzionale al tutto.
Che dire del contesto che avrebbe dovuto fare da tema portante della pellicola, ossia della cultura dei writers? Io spero solo che i veri graffitari non vadano a vedere questo film. Lo odierebbero. Il ritratto che ne viene fuori si avvicina a malapena a quella che è la realtà dei ragazzi che riempiono di colore i muri delle città.
Non è cattiveria la mia, ma temo che questo prodotto cinematografico possa essere tranquillamente paragonato ad una fiction, sia in quanto a soggetto che a recitazione e sceneggiatura.
Il film arriverà nelle sale venerdì prossimo, 21 Settembre.
Qui il sito ufficiale del film.

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