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Dal Festival del Cinema GayLesbico: Electroshock

Di Redazione

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Electroshock
Spagna, 2006, 90 min
Regia: Juan Carlos Claver
Cast: Alvaro Baguena, Sergio Caballero, Carmen Elías, Juan Fernández, Alejandro Jornet, Juli Mira, Susi Sánchez, Julieta Serrano

Non è possibile valutare questo lavoro in quanto film, altrimenti verrebbe devastato e bocciato quasi su ogni fronte.
Electroshock è un lungometraggio valutabile solo come documento divulgativo.

Il film, destinato al pubblico televisivo, mostra ispirandosi ad un fatto realmente accaduto la storia di due donne nella Spagna franchista di inizio anni ’70.

Elvira e Pilar sono due amiche che condividono l’appartamento, ma ben presto scoprono che i sentimenti che le uniscono sono di natura amorosa.
La famiglia di Pilar, venuta a conoscenza della relazione, decidono di guarire la figlia internandola in un ospedale psichiatrico, com’era d’uso durante la dittatura franchista. Pilar viene sottoposta per anni a sedute di elettoshock basate sul ricondizionamento, ed Elvira viene allontanata in ogni modo dai genitori della compagna.

Una volta dimessa, Pilar prosegue la sua vita in famiglia incupita da una depressione ciclica, finchè riesce a riunirsi a Elvira. Il tempo della dittatura è finito e gli omosessuali possono finalmente vivere la propria vita senza nascondersi. Ma Pilar ormai ha subito i danni fisici e psicologici dell’elettroshock e non riesce più a sostenere la depressione e le crisi cicliche.
Così la coppia decide di attuare un suicidio a due, ma Elvira sopravvive e viene accusata di omicidio.

Come dicevo, il film se valutato con i canoni classici sarebbe da stroncare: lo stile somiglia a quello delle telenovelas, il montaggio risulta piuttosto banale nello stile con la sua netta suddivisione tra flashback con voce narrante e la realtà del momento e i personaggi principali non sembrano abbastanza caratterizzati.

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Ma Electroshock non pretende di ritagliarsi l’amore del pubblico tramite lo stile registico o la qualità della sceneggiatura: lo scopo primario del film è stato raggiunto, ovvero quello di utilizzare uno stile accessibile a chiunque per raccontare l’abominio di un’epoca buia nemmeno troppo lontana, basandosi su una storia concreta priva di manierismi. E per questo un po’ più tangibile e veritiera.

Se ti sei perso il post introduttivo alla rassegna lo trovi qui.
Gli altri film in rassegna: Wild Tigers I Have Known / Un jour d’été / Puccini for Beginners / Dogme #37: Gypo / Dogme #41: Lonely Child / Spider Lilies / The Bubble / Itty Bitty Titty Commettee / Eleven Men Out

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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