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Shane Carruth dirigerà The Modern Ocean, suo primo film ad alto budget

Pubblicato il 23 settembre 2015 di Lorenzo Pedrazzi

Shane Carruth è il talento più sfuggente e atipico del cinema indie contemporaneo: laureato in matematica, ex sviluppatore di software per simulatori di volo, Carruth esordisce alla regia nel 2004 con Primer, complesso film sui viaggi nel tempo realizzato con soli settemila dollari, divenuto un cult presso gli appassionati di tutto il mondo; poi, dopo aver tentato per nove anni di girare l’ambizioso A Topiary (storia di alcuni ragazzini che costruiscono un’enorme creatura animalesca), dirige lo splendido Upstream Color, opera affascinante ed enigmatica che unisce suggestioni di Terrence Malick e David Cronenberg, pur mantenendo un approccio molto personale. In entrambi i progetti – scritti, montati, musicati e fotografati da lui stesso – ha interpretato anche il co-protagonista.

Shane Carruth ha sempre lavorato con budget risicatissimi (Upstream Color è costato cinquantamila dollari), ma il suo prossimo film potrà contare su risorse ben più vaste: Deadline riporta infatti che WME ha firmato con Carruth per produrre The Modern Ocean, un’avventura navale dalla trama ancora misteriosa, ma ricca di azione e di battaglie tra navi cargo.

Non aspettatevi, però, che Carruth si trasformi all’improvviso in un mestierante da blockbuster. The Modern Ocean avrà sicuramente un budget più alto rispetto ai suoi film precedenti, ma non al livello delle megaproduzioni hollywoodiane; inoltre, il regista ha spiegato piuttosto chiaramente che il suo obiettivo non è l’azione fine a se stessa, come si evince dalle seguenti dichiarazioni (citate da The Playlist):

Sono sempre interessato alla politica, alle interazioni fra personalità differenti, fra diversi personaggi. È in questo che si condensa la trama: diventa un grande film d’azione, essenzialmente, ma la ragione per cui accade è la stessa ragione per cui esiste la storia… i personaggi non sono in grado di allinearsi perché puntano in direzioni diverse, hanno tutti delle motivazioni diverse. E questo non è sempre noto all’interno del gruppo.

Inoltre:

Non tratteremo la questione dei pirati somali. Quando affrontiamo le schermaglie, ne conosciamo le motivazioni, che sono sempre comprese nel gruppo dei personaggi. Le schermaglie esplodono in grandi battaglie navali con armi improvvisate a bordo di queste navi cargo, quindi non stiamo cercando di fare una cronaca sui pirati. Il mondo di Modern Ocean si risolve in noi stessi, verso noi stessi.

C’è da dire che le parole di Shane Carruth suonano indecifrabili come i suoi film, ma non c’è dubbio che, con queste premesse, le aspettative su The Modern Ocean si confermano altissime: sarà molto interessante vedere il talento di Carruth in una produzione più grande, sperando che non debba scendere ad alcun compromesso.

Vi terremo aggiornati.

Fonte: Collider

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