Cinema Festival Interviste

L’Arte della Felicità – Il gioiello animato di Alessandro Rak presentato a Lucca 2013

Pubblicato il 31 ottobre 2013 di Leotruman

Dalle Giornate degli Autori di Venezia 70 al Lucca Comics & Games. Due eventi diversi, ma con in comune la passione per il cinema, anche quello d’animazione. E L’Arte della Felicità di Alessandro Rak è uno dei più recenti e riusciti esempi di animazione italiana, come avevamo già recensito positivamente a settembre in Laguna (qui trovate il nostro commento).

Oggi la pellicola è stata proiettata al pubblico di Lucca Comics in uno degli eventi dell’Area Movie della manifestazione, sempre più ricca di anteprime ed incontri. Un film emozionante, denso di significati, che segue le vicende di Sergio, un tassista che vive in una Napoli dal tono surreale. Ha abbandonato tutto anni prima, quando il fratello ha deciso di fare marcia indietro (si è trasferito in Tibet per diventare un monaco buddista) proprio mentre le loro carriera stava per prendere il volo. Una coincidenza lo mette nuovamente di fronte a ricordi, emozioni ed incontri che gli insegneranno l’arte della vita e della felicità.

Molti gli applausi a fine proiezione, accolti anche dallo stesso Alessandro Rak, che era presente in sala insieme a Dario Sansone (storyboard del film) e ha risposto a domande e curiosità riguardo a questo particolare progetto. Com’è nata l’idea del film?

“L’idea è di Luciano Stella, che è anche produttore del film. Lui voleva realizzare un docu-cartoon intitolato “L’Arte della Felicità”, e in qualche modo l’ispirazione doveva essere Valzer con Bashir. Conservando il titolo ho cercato di cambiare le premesse, pur cercando di capire le ragioni di Luciano. Lui infatti organizza da 9 anni a Napoli un festival chiamato appunto L’Arte della Felicità, che è l’incontro sul tema di un’arte sapienzata dalla felicità, qualcosa che si tramanda come se fosse una sorta di sapere comune per trovare una serenità collettiva. Personaggi in arrivo da vari settori, quasi “luminari”, che si incontrano e Luciano voleva riversare tutti questi incontri all’interno di un prodotto cinematografico. Non era una base molto pratica per partire, ma abbiamo cercato poi di costruire con questa ispirazione quello che è il film che avete visto.”

Napoli è fonte di ispirazione e personaggio stesso del film, e lo stesso Rak ha svelato che:

“Si era creata attenzione e considerazione attorno al progetto, quindi non posso davvero lamentarmi di come si sono svolte le cose. Abbiamo convogliato persone e talenti del territorio, li abbiamo sfruttati e resi partecipi, cogliendo l’interesse di ognuno nei confronti del progetto. Questa modalità di lavorare ci ha permesso di creare un prodotto d’animazione, in Italia, in particolare a Napoli, in un tempo tutto sommato limitato e con poche persone: un piccolo miracolo insomma!”

Ma Napoli è anche una scelta forte nella realtà tangibile dei problemi, come quello della spazzatura. Una scelta consapevole:

Quando si gira un film su una realtà estera, serve uno sforzo notevole di tempo e soldi per cercare di entrare realmente in quella realtà, per capirla in ogni sua sfaccettatura. Il fatto che tutte le persone che hanno lavorato al film fossero di Napoli e dintorni, era molto utile perché tutti disponevano già di un certo background di documentazione per poter procedere. Una scelta ispirata da questo, ma ovviamente bisogna aggiungere le motivazioni più emotive legate alla scelta di Napoli.”

Meno di 10 persone hanno fatto parte del nucleo base del progetto, ma ogni mese si incontravano e facevano il punto della situazione. Per loro il film era una scommessa e ogni volta decidevano o meno se proseguire, perché l’investimento produttivo era notevole. Nel momento in cui il progetto ha preso corpo in modo definitivo, si sono aggiunte anche altre persone per chiuderlo con quel minimo di dignità necessaria, dal punto di vista tecnico, ed ecco arrivare il prodotto finito e la visibilità di Lucca e Venezia.

Molte tecniche d’animazione, che avrebbero potuto comportare molti problemi, ma il team è riuscito a coniugarle perfettamente: come è stata fatta la scelta della precisa tecnica da utilizzare in ogni precisa scena? C’è qualche altro un significato dietro?

“Quando c’è da motivare delle scelte, mi viene da spiegarle in maniera eccessivamente logica, come spiegavo anche prima per Napoli. La realtà è ben diversa perché c’è molto più dietro, anche per emotività ed inconscio: ci sono ragioni artistiche che si cerca di cavalcare, ma non si riescono a spiegare. Preferisco avere una sensazione, senza doverle dare una forma ben precisa. In ogni caso voglio provare a rispondere alla domanda e c’è una spiegazione tecnica, perché mano a mano che si aggiungevano persone al nucleo base del progetto, erano ferrate in particolare su una tecnica. Non vi era tempo e modo di formare tutti gli altri allo stesso modo e su quella stessa particolare tecnica, quindi integrare tutti questi contributi ha creato una sorta di contiguità tra i contenuti del film e il modo in cui veniva realizzato. È lo stesso film a raccontare allo stesso tempo non solo la sua storia ma anche come è stato fatto.”

L'arte della felicità Teaser Poster ItaliaL’Arte della Felicità è un collage di storie, visto che è stata preservata l’idea originaria alla base del progetto. Ma quali delle storie viste nel film sono vere o ispirate al vissuto dei realizzatori?

“Non mi va di entrare nel merito delle storie personali, in particolari quelle non mie. Il film è dedicato ad Alfredo Stella, fratello di Luciano, grande appassionato di animazione, ma non c’è niente della loro storia ne L’Arte della Felicità. Certo, il tema della fratellanza  è qualcosa che mi accomunava con Luciano, ed esplorarlo insieme ci ha permesso di conoscerci e di conoscere meglio il tema. Le storie raccontate sul taxi, alcune sono ispirate da nostri ricordi e vissuto, come la signora con la badante, ispirata ad una mia vicina di casa di quando ero piccolo. Altre non da me o non riesco a spiegarle nel particolare, perché ogni personaggio ha così tante sfaccettature. Quello forse della vicina è il più preciso.”

Il personaggio dello speaker radiofonico apocalittico è forse il co-primario più carismatico ed incisivo. Qual è il suo ruolo nel particolare?

“In un momento dove le coscienze sono sempre più addormentate da realtà mediatiche attuali, abbiamo voluto creare una voce dell’urgenza, urgenza dell’anima rispetto alle cose. Questa voce minaccia di risvegliare l’urgenza, preferisce illuminare ogni giorno una nuova strada piuttosto che percorrere senza riflettere la stessa ogni giorno.”

Si può fare animazione anche in tempo di crisi? La risposta del giovane regista.

“Siamo in un regime di possibilità, più che di crisi: bisogna concentrarsi più su questo. Non su quello che manca, ma su quello che si ha a disposizione. […] “Non abbiamo potuto fare una programmazione, è stato più come un miracolo. Un qualcosa di impensabile che poi è diventato sempre più concreto. Quasi 2 anni di lavorazione, che è in realtà è un tempo troppo breve per realizzare un film d’animazione. Abbiamo avuto quasi una crescita esponenziale: abbiamo lasciato crescere questa produttività, e siamo arrivati fino alla fine senza fermarci.”

Istituto Luce Cinecittà distribuirà la pellicola nelle sale italiane a partire dal 21 novembre (qui trovate la nostra recensione).

Per maggiori informazioni sull’edizione 2013 del Lucca Comics & Games, che si terrà da oggi 31 ottobre al 3 novembre a Lucca, potete seguire i nostri social network (hashtag #Lucca2013SW) e consultare:

– La nostra sezione speciale

– Lucca Comics & Games 2013: Il programma e i primi ospiti internazionali e i Guest of Honor dell’Area Games

Fonte: ScreenWeek