Halloween

Nella primavera del 1978 due giovani cineasti decisero di realizzare un film che raccontava la storia di una giovane baby sitter perseguitata da un serial killer, vera e propria personificazione del male. Un’opera girata in soli 20 giorni, con un budget di 300.000 dollari, ma che riuscì a guadagnarne oltre 50 milioni una volta arrivata in sala (fino a pochissimo tempo fa era considerata la pellicola indipendente più redditizia della storia del cinema). Stiamo parlando di Halloween, una pietra miliare del cosiddetto cinema di genere.

Oggi sia John Carpenter che Debra Hill sono due personalità di spicco del cinema mondiale, la loro amicizia risale però a moltissimo tempo fa. I due si conobbero durante le riprese di Distretto 13 e verso la fine degli anni ’70 decisero di realizzare insieme una pellicola horror. Il produttore Irwin Yablans ebbe l’idea di ambientare il film durante la notte di Halloween (nessuno l’aveva mai fatto in precedenza). La storia ne avrebbe guadagnato in atmosfera e allo stesso tempo sarebbe stato molto conveniente dal punto di vista economico, dato che le location sarebbero state poche e non sarebbero stati necessari troppi giorni di riprese.

Il resto, come si è soliti dire, è storia. Nel corso degli anni Halloween è riuscito a mantenere intatto il suo fascino, consacrandosi come opera spartiacque e decretando le regole di un genere, lo slasher, che durano ancora oggi. Michael Myers è diventato una villain iconico, ha continuato a mietere vittime in ben sette pellicole ed è recentemente resuscitato per mano di Rob Zombie, che ha diretto il remake/reboot Halloween – The Beginning e il suo sequel.

Più che doveroso, quindi, parlarne oggi, in occasione della “Notte delle Streghe”. Ancora più doveroso perché è stata diffusa nel web una versione alternativa dell’inizio del film. Chi conosce la pellicola sa bene di cosa stiamo parlando: la lunga soggettiva del giovane Michael Myers. Una sequenza che ha richiesto un giorno di lavoro e che ha trovato la sua ispirazione nell’incipit dell’Infernale Quinlan, il capolavoro diretto nel 1958 da Orson Welles. Trovate il video qui sotto, preceduto da un messaggio che preannuncia un progetto molto interessante, il cui nome è “The Unseen Halloween“.

Buon Halloween a tutti!

Questa è la prima versione della scena di apertura di Halloween. Si tratta della prima volta che hanno cercato di riprenderla, senza i tagli che hanno fatto nella seconda versione. Questa scena è stata girata solo due volte. Fate caso a come risalta il blu in questa versione… Cosa che si è completamente persa nel Blu-Ray che è stato realizzato recentemente. Volete conoscere altro di questo “Halloween mai visto”? Contattate la Trancas International Films e dite che volete vedere il “The Unseen Halloween”.

Ho sempre considerato l’inizio di Halloween la parte più inquietante del film, nonché un sopraffino esercizio di regia. Tramite l’uso della soggettiva (un Michael Myers bambino) Carpenter, è riuscito a darci un assaggio della realtà vista attraverso gli occhi di un serial killer. Il risultato, al contrario di quello che si potrebbe pensare, è la totale mancanza di immedesimazione. Ma è questo il fulcro principale del film: quella realtà fredda, distaccata, quasi inesorabile, diventa chiara nel momento in cui ascoltiamo le parole del dottor Sam Loomis (un bravissimo Donald Pleasence, soprannominato in seguito “il più grande colpo di John Carpenter”). Michael Myers non ha sentimenti, non ha emozioni e noi sappiamo bene a cosa si riferisce. Abbiamo provato quella mancanza, perché noi abbiamo ucciso con lui.

Buon Halloween John Carpenter, questa notte è anche un po’ tua!

Fonte: Fangoria