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22 aprile 2013 • 20:00 • Scritto da Marlen Vazzoler

Cartoonist 2013 – Intervista all’autrice di I Cavalieri dello zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade, Shiori Teshirogi

Shiori Teshirogi è stata scelta da Masami Kurumada per la realizzazione del manga I Cavalieri dello zodiaco - The Lost Canvas - Il mito di Ade, un opera parallela al sequel/prequel 'ufficiale' del manga di Saint Seiya, Saint Seiya - Next Dimension. L'autrice ha spiegato come è stato impostato il suo lavoro da Kurumada sensei e...
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Nell’agosto del 2006 sulle pagine di Weekly Shonen Champion è cominciata la serializzazione di I Cavalieri dello zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade, un manga che narra della prima Guerra Sacra avvenuta 243 anni prima degli eventi descritti nel manga dei Cavalieri dello zodiaco, di Masami Kurumada. Nella serie di Shiori Teshirogi viene raccontata la storia di Tenma, Aron e di sua sorella Sasha, che si ritrovano a combattere l’uno contro l’altro, per due diverse fazioni: Tenma è la reincarnazione del cavaliere di Pegaso ed è stato prescelto da Atena, a sua volta reincarnatasi in Sasha; Aron è stato invece prescelto come contenitore per Ade. La pubblicazione comincia in parallelo a quella della nuova serie di Kurumada, Saint Seiya – Next Dimension, allo stesso tempo il sequel e il prequel ufficiale degli eventi narrati nella serie originale.
Durante il Cartoonist, abbiamo avuto l’occasione di intervistare la Teshirogi e di parlare del manga, e dei suoi progetti passati e futuri.

Come mai ha deciso di ambientare la storia di Lost Canvas in Italia? È venuta in Italia per fare delle ricerche per l’ambientazione di quella parte della storia?

Non ero la persona responsabile della storia a quel tempo, era Masami Kurumada che è il vero autore della storia di Saint Seiya. Nel suo manga Tenma e Alone, i due eroi, dovevano incontrarsi a Firenze, così ho dovuto seguire le sue idee, ed ho dovuto ambientare la storia a Firenze all’inizio della storia. Sfortunatamente non sono mai stata in Italia.

Ci tolga una curiosità che deriva dal problema della traslitterazione della l e della r nella lingua occidentale, per il nome di Alone. Il nome corretto è Alone o Arone? L’ha scelto per evocare la solitudine del personaggio?

Il suo nome è Alone, e la scelta è stata volontaria perché serve a indicare che è completamente solo.

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Quali indicazioni ha ricevuto da Kurumada sensei? Riguardavano solamente l’inizio o tutta la storia?

Masami Kurumada mi ha dato una road map, mi ha dato delle scene chiave che voleva vedere nel manga, e alcune indicazioni sui personaggi che ho dovuto seguire. Ma sono stata relativamente libera nel fare quello che volevo. Dato che Lost Canvas è durato per molto tempo, ho finito tutte le indicazioni di Kurumada sensei e mi ha detto ‘Oh, puoi fare quello che vuoi’.

Qual’è stato il suo imput nella storia, specialmente per quanto riguarda i personaggi femminili, dato che quelli che popolano il suo manga sono molto più forti di quelli nelle opere di Kurumada sensei?

Non sono il tipo di mangaka che ama personaggi moe, quelle piccole ragazze molto carine che fanno strani suoni. Mi piacciono le donne forti. Non voglio scrivere un manga con una donna che viene solo salvata dagli altri, voglio mostrare qualche donna forte, perché penso che le donne in realtà sono forti e le amo. Ho voluto fare un cambiamento da quello che si vede di solito nei shounen manga.

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Della sua bibliografia, in Italia è stato pubblicato solamente The Lost Canvas. Come raccomanderebbe le sue opere inedite ai suoi fan italiani?

Ho fatto due manga prima di The Lost Canvas, il primo si chiama Delivery e racconta della prostituzione. Mi piacerebbe che i lettori italiani lo leggessero e che capissero qual’è la situazione delle giovani donne e della prostituzione in Giappone. In questo modo, forse potrebbero essere al corrente di alcuni dei problemi sociali che sono presenti nelle grandi città in Giappone.
Il secondo manga pubblicato è Kieli, è tratto da un romanzo di Kabei Yukako, e penso che abbia molto talento nel raccontare delle storie universali, quindi sono sicura che il pubblico europeo potrà apprezzarlo. Inoltre parla della solitudine dei giovani, e penso che questo sia un sentimento universale nei giovani che si sentono soli, non capiti. Inoltre ci sono delle storie sui giovani che sono molto colpiti dai suicidi. Penso che questi mondi molto speciali creati dall’autrice, per questa storia, possano essere interessanti per i lettori italiani.

Hanno realizzato una serie animata basata sul manga di The Lost Canvas, ma la storia è stata accelerata rispetto al manga. Cosa ne pensa dei tagli che sono stati apportati alla storia?

Mi sono molto sorpresa della mancanza di una scena nell’anime, quando Douko, Alone e Tenma stanno parlando, prima di lasciare la città. ‘Oh non l’hanno inclusa!’, sono rimasta molto sorpresa. Ma il lato positivo è che nell’animazione hanno sentito il bisogno di includere delle spiegazioni in alcune scene, e sono stata molto felice di scrivere delle nuove scene che non c’erano nel manga, che sono state fatte esclusivamente per l’animazione.

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E qual’è stata la sua impressione del character design dell’anime?

All’inizio sono rimasta molto sorpresa, perché sapete, Tenma era un po’ più grosso. Il motivo è che ho sempre avuto in mente l’immagine dei personaggi TOEI, che sono molto magri. Ma ho parlato con il regista dell’animazione, una persona molto intelligente per quanto riguarda il disegno, e mi ha detto che voleva fare qualcosa che fosse molto dettagliato e anche un po’ più realistico di quanto era stato realizzato con la TOEI. Sapendo questo, sono in realtà molto contenta di vedere che il design di Lost Canvas è un po’ più realistico.

Una volta finiti gli episodi extra dedicati ai cavalieri d’oro in I Cavalieri dello zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade – Extra, quali sono i suoi progetti? Sta pensando a un manga basato su una sua idea originale o a qualcosa basato su un romanzo? Oppure a una collaborazione con un altro scrittore?

Adesso sono molto interessata nel fare un mio manga originale, a cui sto lavorando mentre sto continuando a disegnare The Lost Canvas Gaiden (Saint Seiya: The Lost Canvas – Meiō Shinwa, Gaiden è il titolo originale, ndr.). Vorrei iniziare non appena avrò finito con Saint Seiya. Non so se avrò il successo che ho avuto adesso, ma questo è qualcosa che è molto importante per me, perché ho un intero nuovo universo che vorrei condividere con i miei lettori.

Qui, potete leggere l’intervista al direttore del Cartoonist, Olivier Gilbert.

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