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Roma Fiction Fest 2012: Gillian Anderson, l’intervista in esclusiva

Pubblicato il 01 ottobre 2012 di emanuele.r

Non ti guarda negli occhi, Gillian Anderson mentre la intervisti. Più che fredda, sembra timida, forse un po’ sfuggente, di sicuro stanca per i viaggi con cui sta promuovendo Great Expectations, nuovo adattamento BBC del classico di Dickens. Ma quando ti accorgi della lentezza suadente con cui parla, della luce che emanano occhi e sorriso, il ricordo dell’agente Scully e di altri personaggi di cui molti spettatori si sono innamorati è ancora vivo.

Come ci si approccia approccia a un personaggio come Miss Havisham in Great Expectations e a lavorare con un colosso della tv di qualità come BBC?

Avevo già lavorato con BBC ed è sempre bellissimo. Non ero del tutto consapevole dell’importanza di BBC prima di trasferirmi in America, ma poi dopo averci vissuto a lungo ho capito la fama e l’aura che si portava dietro, come esempio di scrittura e tv di qualità. Quando poi ti propongono poi di lavorare in un adattamento di Dickens non puoi dire di no, perché è un progetto grandioso per un attore. Affrontare Havisham richiede un certo timore, nel senso che spaventa interpretare un’icona della letteratura e che porta gli attori anche a dividersi su come portarla sullo schermo. Senti la pressione, senti le grandi attese, e scusate il gioco di parole.

Dopo la chiusura di X-Files e la popolarità che ne è derivata, come fa un attore ad affrontare la carriera che ne segue, sia come professionista, ma anche umanamente?

Quando finì X-Files ero eccitata di saltare nel resto della mia carriera e della mia vita. Così sono tornata a Londra per tornare sui palchi del teatro e ho trovato subito una pièce che mi desse questa possibilità. Volevo vivere di nuovo in Inghilterra e questa decisione ha avuto un impatto enorme nei tipi di lavoro che ho scelto e che mi sono stati proposti. Sono influenzata anche da ciò che si vede, in tv e teatro, e oltretutto è importante perché il livello di scrittura è talmente alto che anche la mia voglia di scrivere ne esce amplificata. E poi, il fatto di avere 3 figli ti cambia prospettive e priorità; avrei avuto le stesse tendenze anche vivendo a Los Angeles, ma l’ambiente londinese mi permette di essere sempre più specifica e mirata per ciò che voglio fare.

Stasera riceverà l’Excellence Award per la carriera: che sfida è per un attore fare meglio di quanto ha fatto dopo un premio del genere, giunto ancora nel vivo di un percorso?

Fare meglio di quanto si è fatto è la sfida di ogni artista e di ogni attore, la mia sicuramente. E’ sempre importante trovare qualcosa che funzioni e che possa piacerti, dipende sempre dalla bontà del materiale che ti propongono, ma devo dire che continuano a esserci buone idee: si pensa spesso che tutto ciò che di buona si poteva ideare sia già stato ideato, e quindi rimango stupita quando mi accorgo delle nuove idee che escono fuori dal cinema e dalla tv.

Ci saluta con dolce riservatezza Gillian Anderson, in attesa di vederla stasera in Great Expectations. Se siete fan dell’ex-agente Scully commentate l’articolo e restate con Screenweek per tutte le novità dal Roma Fiction Fest 2012.