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Per i fan di Harry Potter già in astinenza dopo la fine della saga letteraria e cinematografica, ci sono poche possibilità concrete per colmare questo vuoto. L’unica a livello europeo è senza dubbio nei dintorni di Londra.

Si tratta del The Making of Harry Potter, un percorso preparato dalla Warner Bros presso i Leavesden Film Studios nel Regno Unito (a nord-est di Londra) che dura diverse ore dando ai fan la possibilità di vedere  e toccare con mano scene, costumi, oggetti di scena e gli effetti speciali utilizzati in tutti i film della saga di Harry Potter.

Dopo l’apertura ufficiale lo scorso fine marzo (QUI il video della premiere con le star della saga), una bella sorpresa per i lettori di ScreenWeek.

La nostra inviata Marika Micalizzi, una giovane studentessa grandissima appassionata di Harry Potter, è andata qualche giorno fa a visitare i Leavesden Studios insieme agli amici di Portus, ed ecco il suo appassionante reportage. Un racconto ricco di dettagli e di emozioni, che i fan del maghetto non possono perdersi (ringraziamo Marika anche per le bellissime foto):

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L’uomo più felice della terra guarderebbe nello specchio e vedrebbe solamente se stesso, esattamente com’è…“. Ed è proprio ciò che ho visto quando mi sono specchiata nel famoso Specchio delle Brame durante la mia visita ai set di Harry Potter, il mio riflesso e nient’altro. Ancora una volta Silente aveva ragione.

The Making of Harry Potter Tour - Foto 40La mia magica esperienza è cominciata il 30 Aprile alle ore 15.00 in compagnia dei miei amici di Portus, il fansite italiano dedicato ad Harry Potter. Un gruppo di quasi 20 fan ha assediato il treno diretto a Watford, con la stessa emozione provata da Harry e Ron durante il loro primo viaggio ad Hogwarts.
Usciti dalla stazione un simpatico signore ci da il benvenuto e ci dice dove aspettare la navetta per gli studios, che sarà lì a minuti. Ovviamente i minuti più lunghi delle nostre vite.

Alla vista della navetta parte il nostro caloroso applauso, sotto gli sguardi smarriti degli altri fan presenti, ma Italians do it better. Ci affrettiamo a salire sulla navetta e ripercorriamo la stessa strada che probabilmente molti degli attori hanno dovuto fare ogni mattina durante le riprese… o almeno è quello che ci piace pensare. Ancora una volta, gli italiani si fanno riconoscere e alla prima vista dei Leavesden Studios ecco partire un urlo di felicità. Da addetta alle prenotazioni mi fiondo fuori dalla navetta diretta alla biglietteria, con l’ansia che qualcosa vada storto, come un errore nella prenotazione e cose del genere, ma per fortuna i biglietti sono nostri e dopo una foto di gruppo fuori gli studi, siamo pronti ad entrare. Lasciamo borse e soprabiti al guardaroba e finalmente via verso la realizzazione di un sogno.

Il sottoscala dove ha vissuto Harry fino ai suoi 11 anni è il primo set che ci viene presentato. Gli occhialetti rotondi e i soldatini di piombo sono in bella vista sulla mensola del letto e gli scarponi marroni sul pavimento, sembra davvero che un giovane Harry viva ancora lì.
Si passa poi per le impronte delle mani degli attori, mentre sulle mura è possibile leggere la memorabile frase detta da Jo Rowling durante l’ultima première a Trafalgar Square.

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Entriamo in una stanza rettangolare con diversi schermi sulle pareti, sui quali scorrono numerosi poster dei vari film, tra cui alcuni inediti. Una ragazza dello staff ci da il benvenuto e ci dice di scegliere uno schermo e restare a guardare. Parte così un breve documentario sulla nascita del primo adattamento cinematografico, con il produttore David Heyman che racconta come ha conosciuto il primo libro della saga, “Harry Potter e la pietra filosofale”. Assistiamo quindi ad un excursus del fenomeno di Harry Potter, dalla decisione di David Heyman a voler produrre i film fino all’enorme successo che questo ha ricevuto in tutto il mondo. Vedere le immagini di migliaia di fan di tutto il mondo accorsi alle varie première è stato davvero emozionante e fa capire quale sia la portata di questo fenomeno. Ti rende davvero fiero di averne fatto parte.

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Ma se pensate di esservi emozionati fin qui, allora non avete idea di cosa vi aspetta dopo. Mi spiace ma non sarò io a rovinarvi questa sorpresa, quindi vi chiedo scusa se salto questo passaggio, ma a tempo debito mi ringrazierete.
Con gli occhi lucidi e gonfi ci troviamo davanti l’immenso portone della Sala Grande e dopo un “Welcome to Hogwarts” detto con enorme enfasi dalla guida, ecco spalancarsi le porte.

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L’emozione alla vista dell’enorme Sala Grande è indescrivibile e sembriamo davvero tanti piccoli undicenni che spalacano gli occhi, sbalorditi, davanti le lunghe tavole imbandite, i finestroni e il leggio a forma di gufo di Silente. E così giriamo per la Sala Grande, diamo un’occhiata agli abiti di scena dei fantasmi, degli studenti e dei professori, ai calici e alle brocche sui tavoli e alle clessidre segnapunti delle quattro case di Hogwarts (ovviamente Grifondoro è in testa!).
Purtroppo il tempo nella Sala Grande è limitato, quindi dopo una veloce foto di gruppo al tavolo libero dalle transenne, passiamo alla prossima stanza.

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Qui inizia il percorso non guidato, un enorme spazio dedicato a tutti gli oggetti di scena e ai set minori, dove è possibile notare gli innumerevoli dettagli che fanno comprandere con quanta minuzia e dedizione siano stati realizzati gli otto film della saga.
I vestiti dei campioni al Ballo del Ceppo, le candele che popolano il soffitto della Sala Grande, il cancello di Hogwarts, le parrucche dei personaggi e molto altro ancora.

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Il primo dei set minori è il dormitorio maschile di Grifondoro, con i piccoli letti a baldacchino e le tende di velluto. Anche qui è facile capire a chi appartiene ogni letto, e non a causa delle iniziali incise sui bauli. Ad esempio, la Ricordella sul comodino ci fa capire che quello è il letto di Neville, la coperta del Manchester United deve per forza appartenere a Dean Thomas e il pigiama a quadri rossi non può che essere di Ron Weasley.

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Passiamo davanti lo Specchio delle Brame che mostra la famosa incisione “Erised stra ehru oyt ube cafru oyt on wohsi” e il ritratto della Signora Grassa (quella del primo film). È poi la volta di un altro dei set minori, si tratta della meravigliosa sala comune di Grifondoro, con i divanetti rossi, il camino e la scala a chiocciola. Tra un divano e l’altro troviamo i vestiti di scena del trio nel terzo film, mentre in cima alle scale notiamo i teneri maglioni alla Molly Weasley ricamati con una H e una R. Lì vicino possiamo ammirare il famoso Mantello dell’Invisibilità.

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Poi veniamo subito catturati dall’imponente orologio a pendolo di Hogwarts, esposto tra i vestiti di Sirius, Lupin e Tonks e la scala a chiocciola dell’ufficio di Silente. Proprio lì accanto troviamo l’ufficio del Preside e c’è davvero da stupirsi di tutti gli aggeggi magici che riempiono le vetrine e la scrivania. Quadri di maghi e streghe coprono le pareti, le fialette che contengono i ricordi di Silente sono in perfetto ordine accanto al Pensatoio, centinaia di libri sono riposti dietro la scrivania e la spada di Godric Grifondoro è al sicuro in una teca di vetro.

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Usciamo dall’ufficio di Silente e ci soffermiamo su altri oggetti di scena esposti in verie vetrine, come la coppa Tremaghi con l’uovo di drago, il calice di fuoco e gli Horcrux.
Il prossimo set è la lunga aula di Pozioni, con i tavoli coperti di calderoni fumanti che si mescolano da soli e gli scaffali alle pareti ricchi degli ingredienti più strani.

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Passiamo davanti le porte della Camera dei Segreti e delle camere blindate della Gringott, prima di dare un’occhiata al capanno di Hagrid, anche questo ricco di dettagli, come gabbie e altri strani aggeggi appesi al soffitto.

Arriviamo ad uno dei miei set preferiti, la Tana, la umile dimora della famiglia Weasley. L’effetto è lo stesso che prova Harry la prima volta che vi mette piede, non si può non trovare magnifica questa casa. Il salame si affetta da solo, come da sole si lavano le padelle e lo strano orologio che invece di riportare l’ora riporta la posizione di tutti i membri della famiglia è lì sulla parete.

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Diamo ancora uno sguardo in giro e vediamo le scale a cui piace cambiare, la cassa dove viene tenuto il vero Malocchio Moody e il baule di Remus Lupin, che premendo un bottone apre da solo le cassettiere e tira fuori scarpe e vestiti. A quanto pare la magia esiste davvero. Poi ancora, la fontana e le pareti del Ministero della Magia, il camino di casa Malfoy e l’ufficio di Dolores Umbridge rigorosamente rosa.
Ci avviamo alla lunga fila per cavalcare la scopa volante e nel frattempo ammiriamo i famosi mezzi di trasporto dei maghi, come le scope e la motocicletta di Sirius con dietro il green screen.

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Il nostro turno è arrivato, quindi indossiamo un mantello Grifondoro e saliamo su una scopa. Vento sul viso e diventiamo un po’ attori grazie allo schermo davanti a noi che ci mostra dove voliamo, sul lago nero, sui tetti di Hogwarts e per le strade di Londra.
Dopo aver ritirato la nostra foto siamo pronti ad uscire all’aria aperta, per vedere i set esterni e sorseggiare una Burrobirra.
Tutti insieme brindiamo a Portus, senza il quale non ci saremmo mai conosciuti e non avremmo avuto questa fantastica esperienza e, curiosi, assaggiamo la Burrobirra. Si tratta di una bevanda fersca e frizzante, molto dolce, ricoperta da uno strato di schiuma al caramello. Il sapore è davvero delizioso e crea facilmente dipendenza.

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Con il nostro bicchiere di Burrobirra giriamo per i set esterni, come il Numero 4 di Privet Drive (la casa degli zii di Harry, per chi non lo sapesse), il Nottetempo, il ponte di Hogwarts, la tomba di Tom Riddle e la casa (distrutta) dei Potter a Godric’s Hollow. Sempre lì troviamo anche la famosa macchina volante del signor Weasley.

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Il Tour continua all’interno e ci troviamo nella sala dedicata alle creature magiche. I folletti della Gringott, i giganti, le creature acquatiche, Fanny, Kreacher, i Thestral, Edvige, Lupin versione lupo mannaro, Grop, Aragog, il Basilisco e Fierobecco, che davvero risponde al tuo inchino, sono tutti lì a stupirci.

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Giriamo l’angolo ed eccoci a Diagon Alley, un altro dei set che ho amato. Proprio come Harry, passiamo davanti Ollivander, la Gringott, Il Ghirigoro, Florian Fortebraccio, i Tiri Vispi Weasley e altri negozi.

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La vetrina del Ghirigoro è piena di libri di Gilderoy Allock, così come quella di Accessori di prima qualità per il Quidditch è ricca di mazze, pluffe e la famosa Firebolt.
Ma una delle miei vetrine preferita è quella dei Tiri Vispi Weasley, dove possiamo vedere gli oggetti più strani inventati dai gemelli.
Attraversiamo poi due piccole stanze, contenenti, una i bozzetti di produzione del mitico Stuart Craig, scenografo della saga, e l’altra i modellini in cartone di numerosi set, con alle pareti dei bellissimi Concept Art.

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Eccoci giunti alla fine del nostro Tour, che termina con il modellino del imponente Castello di Hogwarts. Appena entriamo restiamo letteralmente senza fiato alla vista della maestosa riproduzione in scala della Scuola di Magia, tanto da restare lì ad ammirarla per un tempo indefinito, cosa che abbiamo fatto senza nemmeno rendercene conto.

Il Castello è perfetto in ogni minimo dettaglio, dalle mura, alle finestre e alle torrette, e ogni quattro minuti c’è una simulazione del ciclo di luce giornaliero. Dopo aver girato ogni angolo del Castello, entriamo in una stanza con le mura ricoperte di scatole di bacchette. Sul ogni scatola ci sono i nomi delle persone che hanno lavorato agli otto film, una sorta di tributo a tutti gli addetti ai lavori. Dal trio protagonista all’autista di David Yates, tutti sono importanti e hanno aiutato a dar vita a questo fenomeno. Un signore munito di bacchetta è lì per aiutarti a trovare il tuo preferito o a dirti che ruolo aveva quel nome che non conosci.

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Tristi per la fine del Tour, ci consoliamo con lo Shop. Bacchette, divise da Quidditch, cravatte e sciarpe delle quattro case, stendardi, poster, animali di peluche e dolci magici ci aspettano per essere portati a casa e ricordarci di questa già indimenticabile esperienza.
Ma il tempo è volato e siamo lì da più di cinque ore. Una voce annuncia la chiusura degli studios e l’imminente partenza dell’ultima navetta per la stazione. Così interrompiamo lo shopping e ci affrettiamo a pagare. Dico alla commessa che probabilmente ci toccherà passare la notte lì, e lei risponde di non preoccuparmi, ci sono cinque letti nel dormitorio di Grifondoro.

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Purtroppo la navetta parte senza di noi, quindi lo staff è costretto a chiamarci un taxi. Vogliamo aspettare all’interno degli studios, ma ad un tratto le luci si spengono e siamo quindi invitati ad uscire. Volando Londra unicamente per l’Harry Potter Tour, ci sembra giusto restare fin proprio alla fine. Come direbbe Jo Rowling, “We have stuck with the WB Studio Tour until the very end”.

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E così termina questa indimenticabile e magica esperienza, che ho atteso per circa dieci anni. Entrare nella Sala Grande è stato davvero come essere tornata a casa, dopotutto ho vissuto tra quelle mura per dieci anni attraverso i libri e i film. Stanchi ma soddisfatti della nostra visita ci dirigiamo in aeroporto, dove scartiamo le Cioccorane, ci scambiamo le figurine e assaggiamo le Gelatine Tuttigusti+1. Un consiglio? Preparate un fazzoletto e un bicchiere d’acqua prima di assaggiare quella al gusto di Vomito.

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Devo dire che il racconto della nostra amica non fa che crescere il desiderio di andare a visitare il The Making of Harry Potter. Qualcuno di voi ha già prenotato? Pare che in futuro verranno inseriti anche nuovi set e la mostra potrebbe diventare permanente, quindi avete tutto il tempo.

Ricordo che Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2 è disponibile nel formato DVD e Blu-Ray, con edizioni singole e cofanetti vari. A fine estate sarà disponibile il supercofanetto che racchiuderà tutte le otto pellicole della saga e numerosi contenuti speciali. Trovate i link Amazon dopo la nostra scheda film.

Fonte: ScreenWeek