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La censura cinese ha colpito ancora. Prima che l’ultimo film di Men in Black III potesse uscire nei cinema cinesi, il governo ha deciso di rimuovere tre scene dal film per un totale di 13 minuti, perché giudicate offensive. Le scene in questione riguardano la sequenza ambientata a Chinatown in cui J (Will Smith) e K (Tommy Lee Jones) devono combattere contro una serie di alieni.

Anche se due delle scene incriminate sono state mostrate nel trailer, attenzione se volete proseguire nella lettura.

Spoiler

La prima scene mostra K discutere animatamente con il proprietario del ristorante che si scopre, un farabutto, perché vende cibo extraterrestre a ignari esseri umani, invece del cibo normale.

Dopo una serie di combattimenti, un alieno con le sembianze di una cinese, situata dietro al bancone del locale, attacca J con la sua lunga lingua, ma l’agente del MIB la mette a KO senza alcun problema.

Infine J per evitare domande inopportune usa come al solito il neuralyzer, un oggetto che permette di cancellare la memoria del bersaglio a seconda di quanto viene premuto il pulsante, sui cinesi che hanno visto il combattimento tra J e il gigantesco pesce alieno.

Fine spoiler

Il cinese Southern Daily riporta che la scena con il neuralizer

Potrebbe essere stata un riferimento all’uso della censura su internet per mantenere la stabilità [in Cina]”.

e per questo motivo è stata eliminata. Il governo cinese è determinato a mostrare costantemente lo stato sotto una luce positiva, e quando questo non avviene, interviene la censura.

Robert Cain, un rappresentante della Pacific Bridge Picture una compagnia specializzata in produzioni cinesi, ha dichiarato a tal proposito:

A meno che non ci sia un’immagine lusinghiera del popolo cinese, dobbiamo imbatterci in una sfida con lo State Administration of Film, Televisione e Radio (SARFT). La lista dei tabù è così lunga che molto spesso è troppo difficile fare qualcosa di divertente. Avevo un amico che ha presentato una sceneggiatura e la censura gli ha chiesto di cambiare il nome di uno dei personaggi. Non riusciva a capire il perché così gli ha chiesto [il motivo] ed hanno detto che il nome era il vezzeggiativo che Deng Xiaoping (ex leader della Cina Paramount) utilizzava per sua nipote”.

Negli ultimi due anni la situazione è migliorata, precedentemente la censura avrebbe semplicemente bloccato i film, come è accaduto con Salt, perché la Corea del nord, un alleato della Cina, è stata presentata negativamente. Problemi simili ci sono stati per il remake di Red Dawn, per il quale la MGM ha dovuto trasformare i nemici cinesi in nord coreani. Per questo motivo in Iron Man 3, nessun cinese interpreterà il ruolo di un cattivo e la figura del Mandarino non sarà centrale e subirà probabilmente delle modifiche.

Infine segnaliamo che la scorsa settimana, presso la corte suprema di New York, un extra del film ha citato la Columbia Pictures, l’Amblin Entertainment e diverse persone addette al dipartimento dei costumi di Men in Black III. Danika Gerner riporta di aver subito delle serie ferite al corpo a causa del malfunzionamento dei costumi, durante le riprese che si sono tenute a New York dal 9 al 4 maggio del 2011. La donna non specifica la natura del malfunzionamento e quali ferite ha subito, ma spiega che è ancora in ricovero e per questo motivo non ha potuto fare il suo solito lavoro di modella e personal trainer.

La scorsa settimana un extra di Transformers 3 ha ricevuto un indennizzo di 18,5 milioni di dollari, dopo essersi ferito gravemente in uno stunt andato male. Gli studio hanno deciso di trovare a questo punto delle soluzioni di tipo legale, per non rincorrere più in questi problemi.

Fonte Telegraph, THR