La crisi colpisce anche il cinema italiano, primo stop da Medusa

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Attualità • 23 maggio 2012 - 20:06 • Scritto da Marlen Vazzoler

La crisi colpisce anche il cinema italiano, primo stop da Medusa

Primo stop da parte di Medusa ad uno dei film che dovevano entrare in produzione quest'anno. Si tratta di Tre uomini in buca 9 di Francesco Martinotti, una commedia in stile Full Monty ambientata nel mondo del golf con Salemme e Ruffini. Letta conferma che ci sono altre pellicole a rischio, ovvero i nuovi film di Virzì, Ozpetek, Brizzi, Pieraccioni, Paolo Sorrentino...
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paolo-virzi

Da un po’ di giorni circola in Italia la notizia che Mediaset è in crisi e oggi la rivista francese Ecran Total riporta che

Il gruppo Mediaset ha registrato un calo dei ricavi pubblicitari nel primo trimestre 2012 da 7 a 1: le entrate passano a 10,3 milioni di € contro i 68,4 mln € dell’anno precedente. Dalle dimissioni di Silvio Berlusconi, a novembre dello scorso anno, le azioni Mediaset hanno perduto circa il 40% del loro valore”.

A questa dichiarazione, sempre da Cannes, si aggiunge quella del presidente dell’Anica Umberto Tozzi che dice:

Dopo aver tagliato nella fiction 100 milioni di euro, Mediaset sta fermando l’attività di investimento nel cinema”.

Poco dopo, da Mediaset è arrivata la seguente precisazione:

[Nel biennio 2012-2013 investiremo] soltanto nell’audiovisivo italiano, escluse le produzioni di intrattenimento, oltre 335 milioni di euro. Una cifra che conferma la fiducia e l’ottimismo che Mediaset, pur in momento difficilissimo, nutre nella ripresa economica del Paese”.

L’azienda fa inoltre sapere che Tozzi è “male informato” e che quest’anno:

Saranno 75 le serate di fiction prodotte da Mediaset, serate che cresceranno a 95 nel 2013. Anche gli investimenti aumenteranno: da 110 milioni di euro del 2012 a 125 nel 2013. [Nella sezione cinema di Medusa] sono 23 i titoli italiani già contrattualizzati per un valore di oltre 100 milioni di euro”.

Tozzi ha precisato che il caso Medusa non è l’unico, anche la Rai è stata colpita dalla crisi:

Si vedrà nei prossimi mesi con la Rai. Intanto siamo riusciti a scongiurarla per un pelo. I tagli degli investimenti nella produzione Rai riguardano la fiction, 100 milioni. Questo significa ufficialmente non licenziare i dipendenti Rai, ma penalizzare l’indotto. E sul futuro non sono per niente fiducioso: senza l’aiuto della politica, del governo, l’industria del cinema che si è sempre rimboccata le maniche da sola, questa volta non ce la farà”.

Medusa e RaiCinema sono i maggiori canali produttivi di film in Italia, e la crisi economica che stringe in una morsa il paese sta provocando allarme tra i produttori e i registi italiani. Tozzi ha dichiarato all’Ansa che nel 2011 sono stati prodotti 150 film ma:

Per il 2012 questa cifra ce la possiamo sognare e nel 2013 sarà ancora peggio”.

Per fronteggiare la situazione in questi giorni è stato presentato a Cannes il progetto ‘Italia in Luce‘ (QUI il nostro reportage da Cannes) che avrà il compito di promuovere il cinema e l’audiovisivo italiano con una partnership pubblica-privata. Presente alla conferenza anche il regista Francesco Raniero Martinotti che due sere fa aveva raccontato all’ansa la vicenda dello stop del suo nuovo film, Tre uomini in buca 9, a venti giorni prima dell’inizio delle riprese, previsto per il 14 maggio a Piombino. La pellicola prodotta dalla Medusa e sostenuta dalla Film Commission Toscana, annoverava nel cast Vincenzo Salemme, Luisa Ranieri, Ricky Memphis e Paolo Ruffini. Martinotti aveva descritto il film come:

È una sorta di Full Monty ambientato a Piombino, con tre operai delle acciaierie licenziati che si reinventano nel mondo del golf”.

Il regista ha dichiarato che sarà uno dei 70 firmatari di una lettera di protesta che verrà indirizzata a Piersilvio Berlusconi. Per il regista questa mossa sarà una prima scossa:

Di un bradisisma che coinvolgerà tutti”.

Tra i film prodotti da Medusa che rischiano di saltare c’è Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, e le nuove pellicole di Ozpetek, Brizzi, Pieraccioni, Paolo Sorrentino, Paolo Genovese e l’opera prima di Angela Finocchiaro. Giampaolo Letta ha confermato la difficile situazione:

Vogliamo continuare a fare lo stesso numero di film ma la crisi è gravissima ed è vero che stiamo pensando di interrompete alcuni progetti, ma non parlerei di fermo come fa Riccardo Tozzi, per ora l’unico stop riguarda Martinotti. Certo, di fronte al drastico calo delle risorse pubblicitarie ci vuole una presa di coscienza da parte di tutti, occorre abbassare i costi di produzione, ridimensionare i cachet degli artisti.
Se ci rendiamo conto di essere tutti nella stessa situazione, forse ce la possiamo fare. Bisogna abbassare i costi, lavorare con più flessibilità, far capire ai talenti che i compensi non sono quelli cui erano abituati. L’obiettivo è stesso numero di film, dieci l’anno, a costi inferiori”.

Fonti CN, K4B, PO, LS

8 Commenti a La crisi colpisce anche il cinema italiano, primo stop da Medusa

  • roelbos scrive:

    A me non fa piacere sapere che molta gente potrebbe perdere il posto di lavoro. Non parlo degli attori e dei registi ovviamente. Il punto è che Medusa avrebbe potuto fare tanto per il nostro cinema e invece… beh cosa ha fatto lo sappiamo. Si parla sempre di quei quattro cinque successi che ha avuto, ma nessuno che volga il pensiero a i flop che sono la maggior parte. E non parlo solo di quei film che si pensava dovessero incassare chissà quanto (IMMATURI 2, quello con Ficarra e Picone: cito questi due perché fra tutti sono quelli per cui a via Aurelia Antica hanno speso di più in pubblicità. Per capirci, neanche al film di Pieraccioni o a QUANT’E BELLO FAR L’AMORE è stato dato tutto quello spazio). Abbiamo visto quanti film ha prodotto nel giro di due anni. Ne usciva praticamente uno a settimana; quasi tutta robaccia. Cosa che neanche la Titanus o la Cineriz negli anni sessanta e settanta. Non credo costassero molto ma, certamente, non hanno mai recuperato i costi. Sopratutto perché dopo la realizzazione c’era la stampa delle copie e Medusa non è MAI scesa sotto le 300 copie! Ora c’è solo che da aspettare e vedere ma per quanto sia giusto che una casa di produzione produca questo e quello è pur vero che produrre film con dei fenomeni tv che vivono delle loro apparizioni e niente altro non può portare soldi in cassa. Ma come fai! E poi hanno fatto troppe commedie tutte uguali. Di ‘serio’ ricordo solo LA RAGAZZA DEL LAGO che, tra l’altro, ha incassicchiato. Forse qui e li ci sarà stato qualcos’altro, ma veramente veramente poco.

  • roelbos scrive:

    Comunque basterebbe che si concentrassero su più film qualitativi. Magari di grande presa, certo. Ma che la smettessero con le rodriguez e le cossio della situazione.

  • Giovi 88 scrive:

    Dispiace quando si parla di crisi e di gente che perde il posto di lavoro, ma questa è una diretta conseguenza dei soliti film (spesso scadenti) che facciamo! Bisogna cambiare genere e innovarsi, non realizzare sempre le solite commedie prevedibili e troppo spesso scadenti. Occhio agli incassi non esaltanti dell’ultimo cinepanettone: sembra che in Italia stia cambiando qualcosa!

  • Varrell scrive:

    Ragazzi la crisi di Medusa è legata essenzialmente a Mediaset, di cui ne è una costola: c’entrano poco i veri o presunti flop di medusa, i film italiani costano pochissimo in relazioni ad altre cinematografie europee, inoltre medusa distribuisce anche, praticamente tutti i maggiori successi al box office nel nostro paese li distribuisce lei. È Mediaset che sta crollando per via della raccolta pubblicitaria, inoltre ha perso tantissimo in Borsa, secondo voi Berlusconi perché si è dimesso? Mica per ‘senso di responsabilità’, lo ha chiamato Confalonieri e gli ha detto, ‘Silvio se non ti dimetti qui falliamo in pochi mesi’. Questo è quanto

  • tonystark scrive:

    Le interpretazioni di Roelbos e di Varrell si incrociano perfettamente, tranne secondo me, la parte legata alle dimissioni, avvenute per ben altri motivi e per ben altre pressioni internazionali
    ( entro aprile si dovevano rinnovare almeno 457 miliardi di titoli del debito pubblico in scadenza ed il precedenrte governo era stato sfiduciato dalle grandi banche d’affari internazionali che hanno minacciato vendite a pioggia e la chiusura dei rubinetti, oltre a conseguenze catastrofiche per il sitema bancario europeo, e italiano con default a cascata ). Ho precisato le cifre per dare le giuste proporzioni: Mediaset aveva un valore di mercato compreso tra 6,5 miliardi e mezzo e sette miliardi e mezzo di euro, una briciola rispetto ai colossi multimediali stranieri o davanti alla prospettiva di bancarotta dello Stato italiano. Tra i primi settori ad essere intaccati vi è proprio quello pubblicitario. Le aziende non investono, tagliano ed il mercato è molto contratto, debole o insesitente a seconda dei casi. E medaiset non ha più modello di business valido. La pubblicità si sta trasferendo sul web e le televisioni free perdono terreno. L’unica alternativa è farsi pagare i contenuti con Premium ( peraltro non tanto dissimili dalle reti generaliste, proprio all’insegan della massima sinergia e risparmio ), tagliare i rami secchi e ridurre gli investimenti. C’è da fare una distinzione tra cinema e fiction. la Rai può contare sul gettito del canone, di cui solo una parte va a finanzare l’azienda di Stato, ma è un’ancora preziosa su cui la Rai può contare in tempi di crisi perchè va a compensare e sostituire in parte la dimunzione del gettito pubblicitario. Finanziamenti in calo ma costanti, con una vera e propria guerra tra le case di produzione per farsi approvare dal Cda le fiction cantierabili. E conta per alcune di esse, l’aspetto politico e di relazione politica con i vertici ed i referenti e gruppi presenti in Parlamento, oltre al peso specifico di ciascuna realtà produtttiva. In Mediaset viè la Taodue e la Ares film, chedal prossimo anno produce anche per la Rai,entrambe divisioni del gruppo. E devono fare di necessità virtù, con i soldi che il network mette a disposizione devono fare tutto e garantire il numero di serate previste. La Taodue in autunno ha fatto flop con Distretto 11 e poi con il 13mo apostolo ed ha rinviato nell’autunno 2012 fiction già pronte … E utilizzare il product placement che è presente molto più di prima, in film, serie tv e programmi, per racimolare. Quindi si deve allungare e diluire il prodotto nuovo perchè si prdouce poco e non si vogliono bruciare serie o titoli sicuri, se non altro per il vuoto dell’offerta e la concorrenza Rai, che vince gli ascolti con le fiction. Per il cinema valgono entrambi i discorsi di Roelbos e Varrell. Il modello di businees e di produzione italiano targato Medusa mostra la corda, ma funziona per la distribuzione e per il circuito delle sale.

  • Varrell scrive:

    Sulle dimissioni ahimé non ho inventato nulla, su alcuni quotidiani on line è stata riportata l’indiscrezione (mai smentita) della telefonata… Dietro la ‘grande responsabilità’ c’era un serio tornaconto personale…

  • tonystark scrive:

    @Varrell: non lo nego … anzi … ma è una questione di proporzioni … In una situazione del genere, di fronte ad un default ed a dimissioni non date, ci sarebbero stae serie conseguenze e ‘mani libere’ su interessi vitali ( tv e giustizia ), più che un default di Medusa dovuto a cause economiche … Nuove leggi che cambaino lo status quo, per intenderci. Per concludere: il core business resta per ora in Italia. Il business strategico del fondatore ( non politico ) si è spostato in altri lidi, con cospicui investimenti in Russia nel settore del petrolio e dell’energia. La gestione effettiva è affidata da tempo agli eredi. Il futuro televisivo, non è più redditizio come prima e prova ad allargare i confini nei paesi Mediterranei e nordafricani, tramite Nessma tv. Se non ci fosse l’utilità politica derivante dalle tv e da altri mezzi affini, sarebbero già stati venduti settori come il Milan FC, i quotidiani ( Foglio ed Il Giornale ) e ogni altro ramo non sinergico poco produttivo. Chiusa la parentesi, Medusa produce troppo, in molti casi male. Dovrà ridefinirsi ma sono indietro anni luce con il web. Come lo sviluppo della rete in Italia, del resto.

  • roelbos scrive:

    Conoscendo diverse persone che lavorano lì, una delle cose che, secondo loro, ha portato Medusa a questa situazione è stata il voler farla diventare parte integrante del gruppo Mediaset. Fino ad un giorno prima le cose funzionavano in un modo, dopo cambiarono in maniera radicale. E’ innegabile che questa situazione non conosce precedenti. Nessuna società cinematografica fu tanto strettamente legata da un governo.


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Primo stop da parte di Medusa ad uno dei film che dovevano entrare in produzione quest'anno. Si tratta di Tre uomini in buca 9 di Francesco Martinotti, una commedia in stile Full Monty ambientata nel mondo del golf con Salemme e Ruffini. Letta conferma che ci sono altre pellicole a rischio, ovvero i nuovi film di Virzì, Ozpetek, Brizzi, Pieraccioni, Paolo Sorrentino...

paolo-virzi

Da un po’ di giorni circola in Italia la notizia che Mediaset è in crisi e oggi la rivista francese Ecran Total riporta che

Il gruppo Mediaset ha registrato un calo dei ricavi pubblicitari nel primo trimestre 2012 da 7 a 1: le entrate passano a 10,3 milioni di € contro i 68,4 mln € dell’anno precedente. Dalle dimissioni di Silvio Berlusconi, a novembre dello scorso anno, le azioni Mediaset hanno perduto circa il 40% del loro valore”.

A questa dichiarazione, sempre da Cannes, si aggiunge quella del presidente dell’Anica Umberto Tozzi che dice:

Dopo aver tagliato nella fiction 100 milioni di euro, Mediaset sta fermando l’attività di investimento nel cinema”.

Poco dopo, da Mediaset è arrivata la seguente precisazione:

[Nel biennio 2012-2013 investiremo] soltanto nell’audiovisivo italiano, escluse le produzioni di intrattenimento, oltre 335 milioni di euro. Una cifra che conferma la fiducia e l’ottimismo che Mediaset, pur in momento difficilissimo, nutre nella ripresa economica del Paese”.

L’azienda fa inoltre sapere che Tozzi è “male informato” e che quest’anno:

Saranno 75 le serate di fiction prodotte da Mediaset, serate che cresceranno a 95 nel 2013. Anche gli investimenti aumenteranno: da 110 milioni di euro del 2012 a 125 nel 2013. [Nella sezione cinema di Medusa] sono 23 i titoli italiani già contrattualizzati per un valore di oltre 100 milioni di euro”.

Tozzi ha precisato che il caso Medusa non è l’unico, anche la Rai è stata colpita dalla crisi:

Si vedrà nei prossimi mesi con la Rai. Intanto siamo riusciti a scongiurarla per un pelo. I tagli degli investimenti nella produzione Rai riguardano la fiction, 100 milioni. Questo significa ufficialmente non licenziare i dipendenti Rai, ma penalizzare l’indotto. E sul futuro non sono per niente fiducioso: senza l’aiuto della politica, del governo, l’industria del cinema che si è sempre rimboccata le maniche da sola, questa volta non ce la farà”.

Medusa e RaiCinema sono i maggiori canali produttivi di film in Italia, e la crisi economica che stringe in una morsa il paese sta provocando allarme tra i produttori e i registi italiani. Tozzi ha dichiarato all’Ansa che nel 2011 sono stati prodotti 150 film ma:

Per il 2012 questa cifra ce la possiamo sognare e nel 2013 sarà ancora peggio”.

Per fronteggiare la situazione in questi giorni è stato presentato a Cannes il progetto ‘Italia in Luce‘ (QUI il nostro reportage da Cannes) che avrà il compito di promuovere il cinema e l’audiovisivo italiano con una partnership pubblica-privata. Presente alla conferenza anche il regista Francesco Raniero Martinotti che due sere fa aveva raccontato all’ansa la vicenda dello stop del suo nuovo film, Tre uomini in buca 9, a venti giorni prima dell’inizio delle riprese, previsto per il 14 maggio a Piombino. La pellicola prodotta dalla Medusa e sostenuta dalla Film Commission Toscana, annoverava nel cast Vincenzo Salemme, Luisa Ranieri, Ricky Memphis e Paolo Ruffini. Martinotti aveva descritto il film come:

È una sorta di Full Monty ambientato a Piombino, con tre operai delle acciaierie licenziati che si reinventano nel mondo del golf”.

Il regista ha dichiarato che sarà uno dei 70 firmatari di una lettera di protesta che verrà indirizzata a Piersilvio Berlusconi. Per il regista questa mossa sarà una prima scossa:

Di un bradisisma che coinvolgerà tutti”.

Tra i film prodotti da Medusa che rischiano di saltare c’è Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, e le nuove pellicole di Ozpetek, Brizzi, Pieraccioni, Paolo Sorrentino, Paolo Genovese e l’opera prima di Angela Finocchiaro. Giampaolo Letta ha confermato la difficile situazione:

Vogliamo continuare a fare lo stesso numero di film ma la crisi è gravissima ed è vero che stiamo pensando di interrompete alcuni progetti, ma non parlerei di fermo come fa Riccardo Tozzi, per ora l’unico stop riguarda Martinotti. Certo, di fronte al drastico calo delle risorse pubblicitarie ci vuole una presa di coscienza da parte di tutti, occorre abbassare i costi di produzione, ridimensionare i cachet degli artisti.
Se ci rendiamo conto di essere tutti nella stessa situazione, forse ce la possiamo fare. Bisogna abbassare i costi, lavorare con più flessibilità, far capire ai talenti che i compensi non sono quelli cui erano abituati. L’obiettivo è stesso numero di film, dieci l’anno, a costi inferiori”.

Fonti CN, K4B, PO, LS

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