The Walking Dead, il commento a La sentenza

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Recensioni • 06 marzo 2012 - 14:36 • Scritto da emanuele.r

The Walking Dead, il commento a La sentenza

L'undicesimo episodio della seconda stagione per la serie horror trasmessa da Fox ogni lunedì è probabilmente il più bello della serie: umanamente ricchissimo, teso e complesso, fino al drammatico finale.
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Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggetelo a vostro rischio o se avete visto l’episodio. 

The Walking Dead 2x11 Dale Promo 02

L’abbiamo detto più volte: la seconda parte di questa seconda stagione di The Walking Dead sta nettamente migliorando e correggendo i difetti che avevano fatto discutere gli appassionati durante gli episodi precedenti. Ma La sentenza (in originale Judge, Jury and Executioner), undicesimo episodio della stagione in corso è per molti aspetti il migliore della serie.

The Walking Dead 2x11 Carl Promo 04

Il gruppo è giunto a un momento cruciale: che fare di Randall? Ucciderlo perché in contatto, seppur superficialmente, con chi aveva cercato di ucciderli al saloon, o lasciarlo in vita per affermare il rifiuto della legge del più forte? La scelta per ognuno dei membri sarà difficile. Scritto da Angela Kang e diretto da Greg Nicotero (responsabile degli effetti speciali), l’episodio sembra la versione survivor di La parola ai giurati, film di Sidney Lumet che è diventato cardine di moltissime serie tv.

The Walking Dead 2x11 Promo 05

Se ci avete fatto caso, infatti, ogni serie crime, gialla o poliziesca ha un episodio in cui un giurato in un processo deve convincere tutti gli altri dell’innocenza di un uomo. Qui, quel ruolo spetta a Dale, che dopo la frettolosa decisione di far fuori Randall – dovuta alla “confessione” di conoscere superficialmente il gruppo di banditi che sparò loro al saloon (estorta dalle botte di Daryl a inizio episodio) – chiede a Rick una sorta di processo, o perlomeno 24 ore per convincere il gruppo a non fare fuori il prigioniero. Non solo perché in realtà, Randall non ha fatto nulla di male, se non essere stato testimone di uno stupro, ma soprattutto perché con un’esecuzione sommaria si decreta ufficialmente la morte dell’umanità, della civiltà (“Uccidiamo un uomo solo perché non sappiamo che farne?” si chiede Dale). E dell’innocenza, che perde il piccolo Carl in quella che è la seconda linea narrativa dell’episodio.

Dopo essere stato rimproverato da Shane perché, parlando con Randall, ha rischiato di “abbassare la guardia”, Carl vaga per il bosco e incrocia uno zombie bloccato nel greto del fiume: il bambino, che sta facendo i conti da poco col concetto di vita o morte, forza e debolezza, comincia a stuzzicare il morto vivente con sassi e lancio di rami. Finché il mostro si libera e attacca Carl, che però riesce a scappare. Ma il vero shock, anche per lo spettatore, viene dopo: avendo il gruppo sentenziato per la morte di Randall, Rick si prepara all’esecuzione, ma l’apparizione di Carl nel granaio lo fa desistere, optando per la “detenzione” e dando ragione alle idee di Dale. Il quale in disaccordo col gruppo è fuori, a riflettere, prima di vedere una mucca morta, attaccata da un non-morto. Lo stesso che aveva minacciato Carl. E che ora dilania il ventre di Dale, costringendo Daryl a premere il grilletto per non farlo più soffrire.

The Walking Dead 2x11 Hershel Carol Rick Daryl Promo 09

Finale sconvolgente e perfettamente conseguente alla riflessione umana e morale messa su da un episodio complesso, molto ricco (bella la scena in cui Hershel regala a Glenn l’orologio del nonno come segno della fiducia che prova verso l’uomo della figlia), pieno di tensione umana, spessore filosofico e suspense orrifica, nonché di violenza nelle scene clou. La sentenza è The Walking Dead al suo meglio, con in più rispetto al solito quel coraggio nel prendere decisioni rischiose e spietate che mancavano fino a ora: uccidere uno dei personaggi principali, l’unico che credeva nel possibile ristabilirsi della normalità è un bel pugno nello stomaco dell’ottimismo.


Cosa ne pensate? Buttate un occhio al promo del prossimo episodio, commentate l’episodio e restate con noi su Screenweek ed Episode39 per scoprire tutto su The Walking Dead.

5 Commenti a The Walking Dead, il commento a La sentenza

  • Leotruman scrive:

    Un episodio molto bello, però ho iniziato a detestare Carl…

  • bambolo scrive:

    Prenderei Carl e lo farei mangiare dagli zombie è per colpa sua che Dale è morto…lo poteva anche dire che c’era uno zombie nei paraggi.Davvero stupido.

  • Starla scrive:

    Ciao a tutti:)
    sì è un bell’episodio, ma l’ho trovato molto prevedibile dall’inizio alla fine.

  • gnosfono scrive:

    no, prevedibile no. prevedibile è stato solo il fatto che, alla fine, Rick non uccidesse il ragazzo. Io mi sarei aspettato invece che Shane agisse da solo, uccidendolo.. anche se ad un certo punto pensavo veramente che a farlo fuori sarebbe stato Carl…Bhà, pessimo nella puntata ma… Bho, bambino e Unico bambino.. magari prima c era l’ altra ragazzina con cui poteva confrontarsi ma ora si è ritrovato catapultato in un mondo moooooooooooooooooooooolto rischioso dominato da uomini che, per farcela, devono agire…. sembra quasi figlio di Shane. Che secondo me ha preso come punto di riferimento… arriverà magari anche ad accusare il padre d essere devole,… però mi gusta questa svolta, nonostante ci sia rimasto male per la morte di Dale… :( ah, ODIO la bionda u.u

  • Fabry\Terry scrive:

    enti] The Walking Dead 2×11 – Judge, Jury, Executioner
    Puntata sorprendente. La più teorica,politica, etica e morale.
    Una accurata,anche se non sempre incisiva, riflessione sul valore dell’essere umano.
    Persino Rick,il peggiore di tutti,forse secondo solo alla moglie,assume una valenza simbolica umana. Dale diventa ,infatti, la vittima sacrificale della sua stessa fede,ideologia, proprio per essersi così fortemente battuto contro la sua stessa natura,che alla fine,inconsciamente e non, è quella di ogni essere umano. E Carl perde la sua innocenza tentando di farsi accettare da un mondo adulto che lo ritiene incapace di comprendere il mondo,le situazioni gli eventi che andranno a coinvolgerlo, finendo con il creare qualcosa di ancora più grande,spaventoso e minaccioso di quello da cui gli adulti volevano proteggerlo. Rimangono comunque,seppur sopite dalla linea di trama della puntata, le solite piccole stonature dei personaggi,dei dialoghi e delle situazioni. I piccoli moralismi,i piccoli e inutili autoritarismi di Rick nei confronti di Carl.
    Ma godiamoci, comunque, un finale che promette davvero bene


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L'undicesimo episodio della seconda stagione per la serie horror trasmessa da Fox ogni lunedì è probabilmente il più bello della serie: umanamente ricchissimo, teso e complesso, fino al drammatico finale.

Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggetelo a vostro rischio o se avete visto l’episodio. 

The Walking Dead 2x11 Dale Promo 02

L’abbiamo detto più volte: la seconda parte di questa seconda stagione di The Walking Dead sta nettamente migliorando e correggendo i difetti che avevano fatto discutere gli appassionati durante gli episodi precedenti. Ma La sentenza (in originale Judge, Jury and Executioner), undicesimo episodio della stagione in corso è per molti aspetti il migliore della serie.

The Walking Dead 2x11 Carl Promo 04

Il gruppo è giunto a un momento cruciale: che fare di Randall? Ucciderlo perché in contatto, seppur superficialmente, con chi aveva cercato di ucciderli al saloon, o lasciarlo in vita per affermare il rifiuto della legge del più forte? La scelta per ognuno dei membri sarà difficile. Scritto da Angela Kang e diretto da Greg Nicotero (responsabile degli effetti speciali), l’episodio sembra la versione survivor di La parola ai giurati, film di Sidney Lumet che è diventato cardine di moltissime serie tv.

The Walking Dead 2x11 Promo 05

Se ci avete fatto caso, infatti, ogni serie crime, gialla o poliziesca ha un episodio in cui un giurato in un processo deve convincere tutti gli altri dell’innocenza di un uomo. Qui, quel ruolo spetta a Dale, che dopo la frettolosa decisione di far fuori Randall – dovuta alla “confessione” di conoscere superficialmente il gruppo di banditi che sparò loro al saloon (estorta dalle botte di Daryl a inizio episodio) – chiede a Rick una sorta di processo, o perlomeno 24 ore per convincere il gruppo a non fare fuori il prigioniero. Non solo perché in realtà, Randall non ha fatto nulla di male, se non essere stato testimone di uno stupro, ma soprattutto perché con un’esecuzione sommaria si decreta ufficialmente la morte dell’umanità, della civiltà (“Uccidiamo un uomo solo perché non sappiamo che farne?” si chiede Dale). E dell’innocenza, che perde il piccolo Carl in quella che è la seconda linea narrativa dell’episodio.

Dopo essere stato rimproverato da Shane perché, parlando con Randall, ha rischiato di “abbassare la guardia”, Carl vaga per il bosco e incrocia uno zombie bloccato nel greto del fiume: il bambino, che sta facendo i conti da poco col concetto di vita o morte, forza e debolezza, comincia a stuzzicare il morto vivente con sassi e lancio di rami. Finché il mostro si libera e attacca Carl, che però riesce a scappare. Ma il vero shock, anche per lo spettatore, viene dopo: avendo il gruppo sentenziato per la morte di Randall, Rick si prepara all’esecuzione, ma l’apparizione di Carl nel granaio lo fa desistere, optando per la “detenzione” e dando ragione alle idee di Dale. Il quale in disaccordo col gruppo è fuori, a riflettere, prima di vedere una mucca morta, attaccata da un non-morto. Lo stesso che aveva minacciato Carl. E che ora dilania il ventre di Dale, costringendo Daryl a premere il grilletto per non farlo più soffrire.

The Walking Dead 2x11 Hershel Carol Rick Daryl Promo 09

Finale sconvolgente e perfettamente conseguente alla riflessione umana e morale messa su da un episodio complesso, molto ricco (bella la scena in cui Hershel regala a Glenn l’orologio del nonno come segno della fiducia che prova verso l’uomo della figlia), pieno di tensione umana, spessore filosofico e suspense orrifica, nonché di violenza nelle scene clou. La sentenza è The Walking Dead al suo meglio, con in più rispetto al solito quel coraggio nel prendere decisioni rischiose e spietate che mancavano fino a ora: uccidere uno dei personaggi principali, l’unico che credeva nel possibile ristabilirsi della normalità è un bel pugno nello stomaco dell’ottimismo.


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