Io e la mia sedia, la recensione

Scritto il 4 febbraio 2012 @ 18:06 da Filippo Magnifico in

Pochi conoscono Enzo Del Re e la sua musica. A pochissimo tempo dalla sua morte ecco che arriva un documentario, intitolato Io e la mia sedia, a rendergli il giusto e doveroso omaggio…

Io e la mia sedia Poster Italia 01Regia: Angelo Amoroso D’Aragona
Cast: Enzo Del Re, Vinicio Capossela, Antonio Infantino, Roberta Fancelli in Popovich, Paolo Ciarchi, Isabella Ciarchi, Vittorio Franceschi, Claudio Lolli, Gianni Cellamare, Romolo Epifania
Durata: 1h 3m
Anno: 2011

Pochi conoscono Enzo Del Re e la sua musica, anche se, come spesso accade, il titolo di una sua canzone è stato e continua ad essere sulla bocca di tutti. Il motivo è semplicissimo e risale al 2004, anno in cui il regista Guido Chiesa ha girato Lavorare con lentezza, un nome che richiama un brano che negli anni ’70 è stato scelto come sigla d’apertura e chiusura della bolognese Radio Alice.

A pochissimo tempo dalla sua morte ecco che arriva un documentario, intitolato Io e la mia sedia (riferimento ad un oggetto di uso comune in grado di trasformarsi nelle mani di questo compositore un vero e proprio strumento musicale), a rendergli il giusto e doveroso omaggio. Perché Enzo Del Re è una di quelle persone che nel corso della sua vita ha condotto la sua rivoluzione silenziosa (per modo di dire), che l’ha portato a viaggiare l’Italia e non solo, collaborando con personalità del calibro di Nanni Ricordi, Dario Fo e Vinicio Capossela, che nel 2010 l’ha fatto salire sul palco del Primo Maggio, di fronte ad una folla che, nonostante fosse composta per la maggior parte da persone che non lo conoscevano, è stato in grado di conquistare in poco più di una manciata di secondi.

L’opera diretta da Angelo Amoroso D’Aragona cerca di celebrare la figura di un uomo che nella sua vita ha vissuto moltissime avventure e che è stato in grado di dimostrare che è possibile “stare al mondo senza doversi arrendere al mondo”. Nel farlo si divide tra le parole dello stesso Enzo e le testimonianze di chi l’ha conosciuto molto bene e di chi, in più di un’occasione, ha diviso la strada con lui.

Il ritratto che ne emerge è quello di una figura che sarebbe troppo riduttivo definire artista. Una personalità forte, che è stata in grado di “piegare il mondo a sé e di non farsi piegare da esso”.

Vi ricordiamo che Io e la mia sedia sarà in programmazione al Cinema Aquila di Roma. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.cinemaaquila.com.

Contenuto interessante? Consiglialo!

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon