Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggetelo a vostro rischio o se avete visto l’episodio.
Quale mezzo migliore dello sport, nella fattispecie il baseball, per stemperare ogni tensione? Lo pensano, e lo praticano, i medici del Seattle Grace in Coach, fammi giocare (in originale, Put Me in, Coach, da una canzone di John Fogerty), settimo episodio per l’ottava stagione di Grey’s Anatomy, la serie medica di Shonda Rhimes in onda ogni lunedì sera su FoxLife.
Il perno dell’episodio, infatti, è proprio la partita di baseball tra le squadre di due ospedali di Seattle, di cui il Grace è chiaramente la più debole tanto che Owen deve chiedere aiuto a Henry per sistemarla. Nel frattempo vari casi arrivano all’ospedale, tra cui quello di una ragazza malata di tumore che Derek vorrebbe operare in modo innovativo, mentre Alex cerca di scoprire qualcosa in più sulla pratica di adozione di Zola. Episodio scritto da Jeannine Renshaw e diretto da Debbie Allen, Coach, fammi giocare ha come tema principale quello dell’impegno e dei risultati.
Ovviamente, come in ogni prodotto in cui compare, lo sport diventa metafora dei valori, qui associata al modo in cui un chirurgo deve affrontare ogni intervento come se fosse decisivo, cercando di non fallire mai: così Christina prosegue il suo ritorno alle basi praticando una “maratona” di angioplastica, Derek deve affrontare la fiducia di una madre nelle sue capacità di neuro-chirurgo senza che la figlia diventi una cavia da laboratorio, Kepner – da che criticata perché mai nel vivo di un’operazione ma semplice amministrativa – si ritrova a dare il suo contributo in ben due emergenze, quella di Christina e quella di Callie, alle prese con una mano da ricostruire.
E ognuno dà il suo meglio e, anche prima della divertente partita (comunque persa, ma con onore), riesce a vincere i suoi problemi, come quelli tra Meredith e Miranda, quest’ultima ormai convinta del ruolo che la dottoressa Grey potrebbe avere nella sua ricerca grazie a uno studio effettuato sulle precedenti ricerche della madre, che rivela l’errore che stava facendo impazzire la dottoressa Bailey. Il ruolo migliore dell’episodio però spetta a Karev, che usa tutto il suo savoir faire e la sua onestà mascherata da strafottenza per scoprire e, in un certo senso, corrompere il giudice che deve decidere dell’affidamento di Zola.
E l’episodio si conclude proprio con il messaggio che comunica a Derek e Meredith che il giudice sta per fissare l’udienza: un tocco di felicità che conclude un episodio piacevole e sorridente, sneza drammi né suspense ma con quell’ironia leggera che è da sempre ingrediente fondamentale per lo show di Rhimes. Che non sempre dà il massimo, ed è da un po’ che non effettua fuoricampo (per rimanere nella metafora dell’episodio), ma che il suo onesto gioco sa ancora farlo.
Che ne pensate? Vi è piaciuto l’episodio? E cosa ne pensate del promo del prossimo? Guardatelo di seguito, commentate l’episodio e restate su Episode39 e Screenweek per tutte le novità su Grey’s Anatomy.
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