Il weekend cinematografico italiano si è concluso e guardiamo insieme la classifica degli incassi. Com’è Bello Far l’Amore di Fausto Brizzi mantiene la prima posizione, ma il calo è cospicuo rispetto al già non convincente esordio della scorsa settimana. Negli ultimi tre giorni ha incassato 1.51 milioni di euro nelle quasi 600 sale ancora a disposizione, con una media di nemmeno 3mila euro per sala.
Il calo è stato del 40% per un totale che in 10 giorni sfiora i 5 milioni di euro. Sembra ormai certo che questo sarà il primo film del regista a non superare la soglia dei 10 milioni come invece avevano fatto le sue cinque precedenti pellicole.
Esordio oltre le aspettative per In Time, il thriller fantascientifico diretto da Andrew Niccol con protagonisti Justin Timberlake e Amanda Seyfried che sembra proprio aver attirato in sala i giovanissimi (e non). Il film ha incassato 1.36 milioni di euro corrispondente a quasi 200mila spettatori. Considerando che il film è uscito in circa 300 sale, la media schizza oltre i 4mila euro: davvero un ottimo risultato considerando che la pellicola è uscita lo scorso autunno nelle sale americane e copie pirata giravano da tempo sul web.
Non ha deluso nemmeno Paradiso Amaro, il film diretto da Alexander Payne con protagonista George Clooney. Con lo stesso numero di copie di In Time è riuscito ad incassare 1.14 milioni di euro (186mila spettatori), sfiorando quindi la media di 4mila euro per sala. Non ha risentito troppo della concorrenza anche un’altra pellicola che ha ricevuto molte candidature agli Oscar. Si tratta di Hugo Cabret, film di Martin Scorsese che ha convinto più nel nostro paese che in altri mercati: poco più di un milione di euro l’incasso del weekend, per un totale di 5.3 milioni di euro (620mila spettatori).
Tra le nuove uscite non è riuscito a convincere War Horse, il nuovo film diretto da Steven Spielberg che non è andato oltre i 545mila euro nel weekend. Scopriremo solo con i primi dati feriali se il film, grazie al passaparola, riuscirà a mantenere una buona media e tenuta grazie al passaparola.
Proseguendo la classifica troviamo due commedie. Benvenuti al Nord e Tre uomini e una pecora, che negli ultimi tre giorni hanno incassato rispettivamente 534mila e 479mila euro, per due totali di 26.6 milioni di euro e 1.54 milioni. Completamente ignorata un’altra commedia che esordiva venerdì nelle nostre sale: si tratta di Jack and Jill, nuovo film con protagonista Adam Sandler che conferma di non essere particolarmente apprezzato in Italia. Solo 338mila euro incassati in oltre 200 sale, con una media di nemmeno 2mila euro.
Salutano la classifica il quarto episodio di Mission: Impossible, che grazie ai 261mila euro del weekend raggiunge quota 5.73 milioni e chiuderà intorno ai 6 milioni, mentre il thriller 40 Carati sembra destinato a non superare neanche il milione di euro in totale: solo 179mila euro al suo secondo weekend. Chiudiamo con ATM – Trappola mortale, che ha raccolto 117mila euro in una sessantina di schermi, mentre l’acclamato E ora parliamo di Kevin... con Tilda Swinton si è fermato a 22mila euro, con una media per sala per nulla convincente.
Chi avrà vinto il round della Box Office Cup? Lo scopriremo tra poco, mentre vi ricordo che potete trovare tutti gli aggiornamenti sugli incassi nella nostra sezione dedicata al Boxoffice e sulla bacheca della nostra pagina Facebook.
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e star wars 3d?
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il successo di in time dimostra che fare uscire un film mesi e mesi dopo la release mondiale non vuol dire automaticamente destinarlo al massacro. nonostante copie “alternative” siano in rete da molto tempo, la gente è accorsa nelle sale e il film è stato un grande successo.
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159mila euro, meno di 700mila il totale in 10 giorni.
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@ Federico: e non va bene lo stesso (anche THE DESCENDANTS è in dvd scr da tempo). Non tanto perché è giusto vederli solo su pc solo perché in rete o perché bisogna seguire assolutamente le date di uscita internazionali , ci mancherebbe. Qui ahinoi paga la quasi totale ignoranza dell’inglese da parte dei più giovani che usano la lingua in maniera inconsulta e del tutto sbagliata ma non la conoscono. Anche a livelli, diciamo così, che non ti aspetteresti. Altrimenti non saprei. Non è che in Francia o altrove conoscono la lingua d’Albione a menadito, no, ma almeno non ci riempiono intere frasi. Ma questo è un altro discorso.
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@ROELBOS: A quanto pare il forum box office non prende piu’ i commenti che abbia un limite e sia stato raggiunto?4537 commenti mi pare che siamo ora prova tu e dimmi qui…………
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il flop di brizzi dimostra che la commedia 3d era inutile, e la distribuzione italiana assurda a insistere su questo titolo,diciamolo, brizzi è un neri parenti piu giovane, ma con stampa a favore e protezione
per carità nulla contro di lui,ma a parte benevnuti al nord e forse immaturi, le commedie italiane non stanno avendo ciò che si pensava,
se non fanno un benevenuti al centro e un immauti 10 pio dodicesimo, la vedo dura i prossimi anni
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In Time è davvero una sorpresa. Non avrei scommesso sul titolo ma alla fine ha prevalso l’effetto calamita su giovani e giovanissimi, l’immagine della coppia di attori protagonisti e la martellante ripetzione dei trailer dentro i multiplex commerciali, oltre l’idea di partenza che fa presa. Aspetto di vedere la tenuta nei feriali e nel prossimo fine settimana per vedere se sarà un fuoco di paglia. Secondo me release troppo dilatate nel tempo, penalizzano buona parte dei film, in particolare i film di genere e di nicchia, anche se capita ogni tanto qualche eccezione, anche al contrario. Ed altri titoli importanti potevano fare meglio, se distribuiti nel periodo previsto.
Come MI 4, Millennium e War Horse. Forse non avrebbero fatto lo stesso sfracelli, ma un incasso più robusto poteva starci.
Per Tre Uomini ed una Pecora e The Descendants pensavo ad incassi più modesti.
Evidentemente hanno incontrato l’esigenza di una commedia ‘sfrenata’ e di un film molto pompato in chiave Oscar, con un divo famoso e protagonista.
Per Brizzi dopo cinque hit di fila era naturale che prima o poi arrivasse la battuta d’arresto. Infelice l’idea di presentarlo in 3D ( non necessario per il tipo di film e realizzato poveramente ) e di puntare ancora una volta su De Luigi, troppo inflazionato.
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@alex: intanto, parliamo solo di incassi, non di qualità, Immaturi 2 e Ban, hanno fatto il loro dovere al botteghino. Sono certe previsioni di incasso esagerate a rivelarsi sballate, soprattutto se fatte dai rispettivi produttori. E con ogni probabilità, questi due titoli resteranno i film più visti del 2012, se non per l’intero anno, conserveranno il primato per parecchi mesi. I produttori italiani sono incorsi nell’errore di voler ripetere il filotto di successi ottenuto la scorsa stagione, grazie alle commedie ‘generaliste’ Lo scorso anno qualcuna ha fallito, quelle più piccole, tutte le altre hanno brillato, con una cadenza di una commedia ogni quindici giorni. Quest’anno il numero è diminuito, è aumentato il numero di piccoli film con scarsa distribuzione, e i titoli usciti hanno provato a concentrare gli incassi.
Su Brizzi rinvio la valutazione. Uscire ogni anno a febbraio senza proporre qualcosa di diverso, e mi riferisco alla costruzione delle sceneggiature, da cui deriva l’estetica e la scelta di alcuni attori, non può farlo vivere di rendita per sempre.
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@ROELBOS:tutto ok su box office
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@tonystark:appunto,solo loro hanno fatto il proprio dovere, gli altri sono andati poco bene ,
quindi se non arriva una copia francese,le idee sono solo quelle
da notare come medusa affermi che in time ha demolito la concorrenza dell’oscar, e invece brizzi sta andando bene!!!!!,con questa gente al vertice del cinema italiano,dove andremo mai????
tra l’altro clooney è andato benissimo ,
fortunatamente oggi con internet , e con voi , si possono esprimere opinioni e anche essere piu obiettivi,
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Felice che Paradiso amaro sia partito bene e che Hugo Cabret stia dimostrando una bella tenuta. Dispiaciutissimo per Spielberg che, dopo Tintin, rischia un altro flop italiano immeritato con War Horse.
Sia Tre uomini e una pecora che Com’è bello far l’amore mi sono piaciuti, anche se non da impazzire, comunque mi hanno fatto fare tante belle risate (non erano delle pirl@te come molti sostengono, per fortuna!)!
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”Secondo me release troppo dilatate nel tempo, penalizzano buona parte dei film, in particolare i film di genere e di nicchia, anche se capita ogni tanto qualche eccezione, anche al contrario.”
Ci stavo pensando. In effetti IN TIME è un film per il grande pubblico dunque spettatori ne trovi lo stesso. Uno come MACHETE, invece, è stato ucciso.
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”ma a parte benevnuti al nord e forse immaturi, le commedie italiane non stanno avendo ciò che si pensava”
Per la verità, ne ho già scritto altrove, anche BaN in casa Medusa ha parzialmente deluso. L’incasso è ottimo, ma da quelle parti pensavano ben altro. E su questo pongo una domandina provocatoria: voi credete che quasi dieci anni di governo B. alla Medusa sono passati invano?
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”il flop di brizzi dimostra che la commedia 3d era inutile, e la distribuzione italiana assurda a insistere su questo titolo,diciamolo, brizzi è un neri parenti piu giovane, ma con stampa a favore e protezione
per carità nulla contro di lui,ma a parte benevnuti al nord e forse immaturi, le commedie italiane non stanno avendo ciò che si pensava”
Come già scritto altrove, anche questo, questa gente non ha assolutamente rispetto e considerazione per il proprio pubblico. Per loro sembrano quasi obbligati ad andare al cinema. Una cosa che mi manda in bestia è l’invenzione del sedicente ‘cinema pop’ di Brizzi. E che cosa sarebbe ‘sto cinema pop? Roba che si mangia?
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Credevo che il problema del film di Brizzi fosse il 3D. Mi sbagliavo. Seppure questo strasopravvalutato registucolo aveva mostrato qualche banalissima idea nei primi film, già in Femmine contro maschi, aveva mostrato il vuoto pneumatico delle sue potenzialità sfruttando tettine e culi a ripetizione. Com’è bello far l’amore è un ripieno di immondizia e volgarità che farebbe arrossire anche un maiale che si rotola nel fango. Attori tremendi al servizio di una sceneggiatura disgustosa, ripetitiva e idiota. Filippo Timi è da fucilare, ci si chiede come stia facendo a sputtanarsi in queste boiate pazzesche dopo aver recitato per Bellocchio. La Gerini sembra una vacca da mungere e De Luigi ripete per l’ennesima volta il suo unico personaggio, anche citando la pubblicità del Dash che l’ha reso televisivamente noto (in uno sketch in farmacia compare addirittura l’attrice che fa la mamma nello spot). Irrecuperabile sotto ogni punto di vista. La sceneggiatura sembra scritta da dei mufloni ciechi che non hanno trovato altro di meglio da fare se non copiare qualche idea da internet (la storia della lista dei superdotati della storia è da conati, sembra che stiano recitando una pagina di wikipedia). Non c’è una scena in cui non ti chiedi “perché”. Un fortissimo candidato come PEGGIOR FILM del 2012.
Tutto questo senza menzionare l’inutilità del 3D che, a questo punto, mi pare l’ultimo dei problemi.
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@roelbos: pensavo ai film presentati nei Festival, non solo pellicole d’autore, basta guardare a Le Idi Di Marzo ). Film che potrebbero avere un loro pubblico, come E ora parliamo di Kevin vengono confinati in uscite tecniche o clandestine … Si possono citare Kick Ass o Super nell’altro filone. Su Brizzi mi esprimerò in un’altra occasione.
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Di IN TIME trovo sicuramente azzeccata l’idea (il tempo come assoluto valore, per nulla banale) che, attenzione, era già stata usata ne I VIAGGIATORI DELLA SERA: romanzo di Umberto Simonetta prima e film di e con Ugo Tognazzi e con Ornella Vanoni poi, 1979. Però deve fare i conti con una durata eccessiva per l’idea e, sopratutto, per un protagonista disastroso. Qualsiasi cosa gli accada rimane sempre con la stessa espressione ed è impossibile avere preoccupazione per lui (lei è bravina). Questo dimostra che non sempre l’esperienza è un guadagno.
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