Nonostante in patria Millennium: Uomini che odiano le donne abbia già incassato 77 milioni di dollari a dispetto del divieto ai minori e della durata di quasi tre ore, il box office del film non può essere considerato un successo. Tanto più che la Sony si aspettava grandi incassi nella vecchia Europa, e ha ricevuto una doccia fredda. Eppure, le speranze rimangono e sono abbastanza forti da spingere lo studio, tramite il suo presidente Amy Pascal e il produttore Scott Rudin, a dare il via libera ai due sequel nella trilogia basata sui romanzi di Stieg Larsson. La ragazza che giocava con il fuoco è già stato scritto da Steve Zaillian, mentre lo stesso si metterà presto al lavoro su La regina dei castelli di carta. I produttori non hanno ancora la conferma che David Fincher tornerà, ma tempo fa il regista aveva rilasciato dichiarazioni che facevano ben sperare (dicendo che avrebbe voluto dirigere il secondo e il terzo film contemporaneamente).
La Sony si aspetta che all’estero Uomini che odiano le donne arriverà a incassare tra i 200 e i 300 milioni di dollari, ma non ha aspettato di averne la conferma prima di dare luce verde alla trilogia. E forse non sta considerando a dovere il fatto che, in Europa, quei film li abbiamo già visti negli scorsi anni. Il dado è tratto, comunque: ora non resta che aspettare il 3 febbraio per farci un’idea del primo film. Che ne dite?
(Fonte: Deadline)
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Beh !! La Sony punta su coloro , come il sottoscritto , che :

1-i libri di Larsson non li ha letti
2-i film con N. Rapace non li ha visti
3-il trailer della versione di Fincher non lo hanno volutamente visto
In giro , nascosti sotto i sassi , di “personaggi” così ce ne sono ancora molti !!!
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La Sony è famosa per delle uscite fuor di ogni logica. Vi ricordate di THIS IS IT?
@ Davide: se sei interessato tanto vale vederti gli originali.
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Concordo con Davide. Aggiungo che c’è una fetta di pubblico, tra cui mi ci metto anche io, che è rimasto completamente insoddisfatto della trilogia televisiva svedese e aspetta questa versione per ottenere giustizia. La Sony ha sottovalutato un aspetto centrale. La mancanza di novità e di appeal verso storie e personaggi di cui si sa tutto grazie ai libri ed ai film e che hanno esaurito il loro momento d’oro.
Ovvio che si punti tutto sullo stile della pellicola, l’impatto visivo, la scelta del cast, a quanto pare molto felice e superiore ai precedenti, e sulle singole performance degli attori.
Per me dovevano aspettare qualche anno e poi fare un’operazione di questo tipo.
Ma tant’è: vogliono puntare su una base di pubblico che hanno già individuato dopo l’uscita di Millenium e che sembra interessata al brand, non più fenomeno di comunicazione.
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