Non si arresta la corsa di Benvenuti al Nord, in particolare grazie alle giornate del sabato e soprattutto della domenica. Nella sola giornata di ieri ha incassato ben 2.33 milioni mentre negli ultimi tre giorni ha raccolto 5.4 milioni di euro!
Si tratta di uno dei migliori secondi weekend di sempre in Italia. Il calo c’è stato, ma il film continua a convincere ed incassare per un totale che è già di ben 20.87 milioni dopo meno di due settimane nelle sale (3.2 milioni di spettatori). A meno di bruschi cali nel prossimo weekend (ma almeno fino all’arrivo di Fausto Brizzi il 10 febbraio la concorrenza comedy è nulla) la commedia diretta da Luca Miniero con Claudio Bisio ha seria intenzione di replicare i quasi 30 milioni di euro del primo capitolo. Ci riuscirà?
Buon esordio per Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, quarto capitolo del franchise questa volta diretto da Brad Bird e con protagonista sempre Tom Cruise. La pellicola, che ieri ha superato i 200 milioni di dollari negli USA, è finalmente sbarcata anche nel nostro paese raccogliendo poco meno di 2.3 milioni di euro (330mila spettatori) con una media nelle sale monitorate di oltre 4mila euro. Nella giornata di ieri ha raccolto un milione, e probabilmente la pellicola avrà una buona tenuta grazie al passaparola positivo, così come è avvenuto nel mondo intero (oltre 550 milioni incassati fino ad oggi).
Risultato convincente anche per A.C.A.B. – All Cops Are Bastards, esordio cinematografico di Stefano Sollima con protagonisti Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro e Marco Giallini. L’incasso del weekend è di 1.1 milioni di euro, con una media per sala (circa 300) di poco inferiore ai 4mila euro. Anche in questo caso è stato convincente il risultato domenicale con quasi 500mila euro raccolti.
Nei limiti delle (elevate) aspettative troviamo anche The Iron Lady, il biopic di Margaret Thatcher con protagonista una Meryl Streep, sempre molto amata dal pubblico italiano. Ben 841mila euro è l’incasso proveniente da meno di 200 schermi con una media addirittura superiore ai 4mila euro. Si può dire che le pellicole nelle prime quattro posizioni sono riuscite a convincere contemporaneamente e a permettere di incassare complessivamente nel weekend ben 12.4 milioni di euro (1.83 milioni).
Proseguendo la top-ten troviamo Underworld: Il Risveglio, in calo di oltre il 50% rispetto all’esordio, che ha incassato altri 435mila euro nel week-end per un totale di 1.8 milioni. Con gli incassi di ieri è diventato, per pochi euro, il migliore della saga e chiuderà ben sopra i 2 milioni. Non molla la presa Alvin Superstar 3, una delle poche scelte per famiglie presenti in sala, con altri 284mila euro raccolti per un totale di 5.8 milioni (replicherà i 6 milioni del secondo episodio). La Talpa, spy-story con Gary Oldman al suo terzo weekend nelle sale, incassa invece 248mila euro per un totale di 2.5 milioni.
Non spicca il volo The Help, che questa notte si è aggiudicato ben 3 SAG Awards, ma non è andato oltre i 202mila euro nel weekend (totale di 638mila euro) mentre J.Edgar arriva a sfiorare i 6 milioni totali grazie ai 148mila euro del weekend. Delusione per L’Arte di Vincere (Moneyball), pellicola candidata a ben sei premi Oscar con protagonista Brad Pitt: nonostante avesse solo 40 schermi a disposizione, la media per sala è rimasta bassa e ha incassato solo 103mila euro nel weekend. Sono poco più di 15mila gli euro incassati dall’ultima pellicola esordiente del weekend, Il Sentiero.
Che ne pensate degli incassi del weekend?
Continuate a seguirci in questi giorni per aggiornamenti costanti sugli incassi feriali delle pellicole, che troverete nella nostra sezione dedicata al Boxoffice e sulla bacheca della nostra pagina Facebook. Vi ricordo che un nuovo round della Box Office Cup sta per partire a questo link.
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Vorrei fare una riflessione sulla media per sale di Moneyball, attenzione a gridare al flop, lo dico per esperienza personale, volevo andarlo a vedere al cinema questo weekend ma alla fine ho rinunciato a causa delle dimensioni delle sale, tutti i multiplex o i cinema che ho verificato gli avevano dato la sala più piccola a disposizione. Addirittura in un cinema, la sala era da 60 posti (me lo guardo a casa allora!).
Questo per dire che quando ci sono film che neanche i gestori ci credono e gli vengono affidate le sale piu piccole è difficile poi calcolare il dato.
L’ho già detto un’altra volta ma non è corretto conteggiare 1 sala da 1000 posti che ho visto (benvenuti al sud) con 1 sala da 60 posti (moneyball) finchè vengono conteggiate alla pari queste casistiche, il dato della media per sala lascia il tempo che trova.
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Basta: da oggi in poi tutte le sale cinematografiche devono avere lo stesso numero di posti, sia che si trovino a Milano, sia che si trovino a San Perchippone (325 anime).
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@upper:
Ma cosa c’entra scusa??? Cosa stai dicendo!???
Non ho mai detto che le sale devono essere tutte uguali, ho semplicemente detto che se Moneyball ha 40 sale di cui avevano una media di 100 posti x sala, anche se viene riempita fino all’ultimo posto in tutti i cinema, la media più di tanto non può salire.
Mentre magari Benvenuti al nord la media posti per sala è 600.
Il dato della media per sala non è un dato attendibile, ti da solo una indicazione ma a volte può essere completamente falsato.
A mio parere sarebbe corretto fare un calcolo sul numero di posti delle sale e non sul numero di sale.
E non venitemi a dire che con le tecnologie attuali è una cosa impossibile.
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Mco, ne aveva gia discusso una volta. Hai ragione a non considerare la media per sala un valore assoluto come potrebbe essere l’indice di saturazione delle sale. Allo stesso tempo non si può negare che 100mila euro incassati in 40 sale da un film con Brad Pitt e candidato a 6 Oscar sia un risultato francamente deludente. Sai bene che ci sono film che in meno sale hanno cmq fatto registrare medie anhe doppie…
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Bisognerebbe anche vedere quante volte un cinema proietta un film in un giorno.
Sono sostanzialmente d’accordo con il fatto che gli incassi sono gestiti dalle sale. C’è molta gente che va al cinema senza sapere quello che vuole vedere e una volta arrivati decide anche in base alla sala. Ci sono cinema nella mia città che hanno sale più piccole del mio salotto e pretendono che paghi lo stesso costo del biglietto rispetto ad una sala “normale” è chiaro che per moneyball aspetto l’home video e mission impossibile lo vedo al cinema. I film italiani sono spinti molto più di quelli americani, nonostante siano delle cavolate mostruose, fortunatamente quest’anno il cinepanettone ha incassato meno, il buon Holmes lo ha spodestato.
spero di essere stato chiaro.
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Questo è vero, e hai perfettamente ragione. Ma questa volta sono stato particolarmente colpito dal numero di posti di tutte le sale che ho guardato (una decina) non c’era una che superava i 150 posti.
Non mi era mai capitato neanche per questa tipologia di film.
Mentre Benvenuti al nord c’erano sale da 1000, 800, 700 etc.. posti.
Una sala di benvenuti al nord a Milano, vale tutte le 10 di Moneyball in lombardia, anche questo deve far riflettere, e penso che questo film sia stato penalizzato particolarmente da questo fattore.
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in tutto questo sto odiando la pubblicità dei muppet qui affianco! quasi quasi rimpiango quella di mission impossible!
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Mco, purtroppo è sempre così. I veri numeri sono quelli del box office americano. Da quelli puoi renderti conto se un film è stato un flop o meno.
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Spero in settimana di riuscire a vedere MI4, The Iron Lady e Moneyball (nonostante il numero ahimè limitatissimo di sale).
Che bello, il prossimo weekend escono anche da noi Millennium, I Muppet e soprattutto Hugo Cabret!
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@mco: le sale sono tutte x benvenuti al nord, gli altri film quando ci sta medusa(proprietaria di the space cinema)devono stare a regole assurde,o visto x mission impossibile pochi posti, ma esauriti, mentre posti vuoti x loro, che si riempiono togliendo la possibilità di vedere un altro film, e quindi di buttarsi su loro, un po come x le tv, loro non volgiono concorrenza, ma solo guadagnare guadagnare
morale:il cinema americnao non ha nessun problema, quello italiano piccolo muore,
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Ma se neanche la media è un indice attendibile, cosa lo è?
Se la media non basta esce l’indice di saturazione della sala (:O), poi però bisogna tener conto del numero di spettacoli al giorno (l’Odeon a Milano ne fa 6 al dì), e bisogna pure considerare che non sempre la sala è piena durante lo spettacolo perché magari uno si assenta per andare a fare pipì o per comprare il pop corn.
E i bambini piccoli? Vogliamo mettere? Quelli non pagano eppure ci sono!
Per non parlare degli adulti bassini, quelli son terribili, si nascondono nei cappotti della gente e poi si vedono il film in piedi lungo il corridoio!
E vogliamo spendere due parole per i troll? Chi può dire veramente quanti ce n’erano a vedere Moneyball? Tutti sanno che hanno la capacità di diventare invisibili. Sono stati loro: loro hanno penalizzato il film con Brad Pitt perché c’erano ma non hanno pagato e quindi la media per sala era bassa.
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Aggiungo che i multiplex cambiano in corso d’opera la collocazione di un film, ‘scalando’ le sale in base all’andamento degli incassi. Vale soprattutto per le multisala più grandi e alcuni multiplex effettuano il ‘cambio-sala’ già dopo il primo giorno di programmazione o dopo il primo weekend, scambiando in genere una sala grande con una sala piccola. E’ accaduto con J.Edgar, e più in generale con film d’autore che vedono la presenza di un grande divo o un cast di richiamo ma non sono commerciali, o con film italiani d’autore ( vedi L’Industriale ) a cui si riserva all’inizio la sala principale di un cinema di qualità e poi viene declassato nella terza/quarta sala di ‘riserva’ e/o con solo due spettacoli serali.
@alex: il problema è la concentrazione di sale nelle mani di due/tre operatori che creano di fatto un oligopolio e ‘accordi’ di cartello tra di loro. The Space e Uci hanno assorbito Vis Pathè e Cine Citè, tanto per fare esempi. Se al posto di Medusa+Benetton ci fosse stato qualcun altro, la musica non cambiava.
Manca un circuito di sale riferibile alla Rai ed a 01, uno a Sky, ed uno ad un altro concorrente straniero o italiano. Con cinque, sei soggetti diversi, e di peso medio l’offerta migliorebbe così come gli spazi e la visibilità per altri tipi di cinema.
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Concordo con Upper. Alla fine bisogna ‘intendersi’ e trovare un criterio comune di analisi, ed arrivare ad un compromesso accettabile. I dati contengono in ogni caso, qualunque sia il criterio adottato, una percentuale di approssimazione ed una variabilità di fondo. Quello che conta non è avere un dato preciso al mille per mille ma un quadro tendenziale attendibile con un margine di tolleranza coerente con il metodo di rilevazione scelto, per risultare attendibili..
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Vorrei far notare che la Medusa viene da una serie di grosse delusioni tra cui IMMATURI 2 con cui, m’è stato riferito, ai piani alti credevano di raggiungere se non superare i 15 mln del film precedente e, sopratutto, con Ficarra e Picone costato un botto di pubblicità. Mettiamoci anche Pieraccioni, certo.
M’è stato detto, altresì, che con BaN contavano di arrivare a cifre folli (sui 50 mln e non scherzo). Il guaio è che quando si ha troppo potere si perde di vista la terra su cui posi i piedi e prima di rendersene conto s’inciampa. Se mai arriverà ai 30 mln di nuovo sarà COMUNQUE un risultato straordinario, ma c’è a chi non s’accontenta (si fa per dire…). E alla Medusa sono in parecchi a rischiare d’inciampare!
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@upper qua siamo su un blog di cinema, non a Zelig se hai voglia di fare tutto questo spirito fai domanda a Gino e Michele e vediamo se ti chiamano.
In ogni caso non capisco il tuo ragionamento, siccome neanche l’indice di saturazione seppur piu attendibile della media per sala non è un valore assoluto al 100% allora scherziamoci su e la buttiamo tutta a tarallucci e vino.
Ovvio che neanche l’indice di saturazione ti da il dato perfetto ma se si può migliorare un qualche cosa perchè non si puo pensare di farlo???
Se tutti ragionassero come te saremmo fermi ancora al 1300, nessuno avrebbe voglia di cambiare niente tanto seppur si migliora una cosa non sarà perfetta quindi lasciamo stare e rimaniamo cosi a vita. Bel ragionamento veramente.
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@tonystark
Questo è ovvio e anche la risposta è altrettanto ovvia, la saturazione delle sale come diceva giustamente Leotruman è più attendibile della media per sala, e quindi non capisco perchè non si dovrebbe applicarla.
Non mi sembra di dire eresie, sto solo cercando di capire perchè non viene applicato il criterio più preciso, visto che con le tecnologie attuali non penso ci siano problemi a rilevare questo semplice dato.
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Che il comportamento della Medusa superi ampiamente l’arroganza è dato certo (vi ricordate le 325 sale per quei orridi carciofi della defilippi che si facevano chiamare troppo belli le 335 sale per bbelen e le 435 per SOTTO IL VESTITO NIENTE 3?). Ma nulla supererà quanto fatto a Natale 2003 quando ricattando gli esercenti indipendenti con la storia del RITORNO DEL RE, pretesero (ed ottennero purtroppo) di far rimanere nelle sale il super flop TOTO’ SAPORE con gli esercenti disperati perché tutte le proiezioni pomeridiane riservate a questo film le facevano per le poltrone. Ora, non saranno stati gli unici ed anche in passato c’erano produttori tanto potenti (nel 1976 fece il giro di Roma il divieto ai 14 anni dato allo spintissimo CATTIVI PENSIERI di e con Tognazzi e con la Fenech – i ragazzini che c’erano! – e l’assai crudo ROMA VIOLENTA con Merli dell’anno prima prodotti da Edmondo Amati) quanto arroganti (DeLaurentiis, Dino ovviamente, era intrattabile ma che film ha lasciato?), ma erano anche un bel po’. La 01 potrebbe fare la differenza, ma ha prodotto e continua a produrre troppa m***a (ALBAKIARA, UN GIOCO DA RAGAZZE…
).
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Mco, leggi bene i tuoi commenti: io porto solo all’esasperazione ironica le tue incredibili cazzate qualunquiste. Non sono io che faccio cabaret, o meglio sei tu che mi ispiri. Parlare di indice di saturazione e di altri macchinosi (e fantasiosi) strumenti per calcolare le presenze è pura teoria. L’innovazione sarebbe possibile solo considerando non più gli incassi ma i biglietti staccati e pure quello non sarebbe del tutto comprensivo di tutti i parametri che sanciscono il successo o l’insuccesso di un prodotto. Continua a vedere i tuoi folletti, i tuoi troll (non bisognava sforzarsi tanto per capire la metafora), a me la media per sala per il momento va benissimo e ti consiglio di vedere la puntata di South Park intitolata TMI (15×04), quella in cui si disquisisce sulla formula corretta per calcolare la lunghezza del pene: leggendo quello che scrivi scommetto che ci troverai molti spunti interessanti.
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@mco: il tuo suggerimento è chiarissimo ma la risposta alla tua domanda è già contenuta negli altri post, compresi quelli ovvi
. Non tutti i multiplex hanno sistemi elettronici di prenotazione o di rilevazione automatica ed in tempo reale delle presenze effettive. Certo, con la tecnologia si può fare tutto.Cambiare sistema di rilevazione è una scelta che spetta solo agli operatori cinematografici ed a loro va bene così, un quadro imperfetto ma in grado ancora di fornire stime realistiche, sufficienti per orientare le loro strategie.
@roelbos: concordo. Il problema è proprio la posizione dominante nel mercato di un paio di circuiti, con altre realtà medie e piccole che resistono a fatica oppure chiudono. Le previsioni che hai riportato sono degne di un fantasy
e questo mi fa sorgere più di un dubbio sulle vere capacità produttive e distributive di Medusa, che si pone come player principale e nutre ambizioni da leader anche sul piano del prestigio e della qualità. Hanno scambiato il cinema per una partita di Monopoli o per un gioco in Borsa? E applicano la logica televisiva delle audience ‘passive’, concetto superato, per spremere il filone fino all’ultimo, senza preoccuparsi della credibilità.
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Vi leggo solo adesso (come mai l’articolo non è stato linkato sulla boxoffice cup? perlomeno io non lo vedo) e sono d’accordo un po’ con tutte e due le fazioni… è vero che date le dimensioni delle sale e i numeri degli spettacoli alcuni film anche volendo non potrebbero fare più di 3000/3500 euro a weekend (io ho fatto sto calcolo per il multisala della mia città in cui la sala più piccola ha 55 posti, in cui avevo visto The tree of life), ma d’altro canto il bello delle classifiche è che offrono dati facili e immediati comprensibili per tutti, anche con il rischio di essere falsati da diversi fattori (si può notare che 3D a parte, il prezzo medio dei biglietti varia da film a film a seconda del distributore, delle sale, della settimana di programmazione, ecc.), forse oltre alla media di euro per sala, ci vorrebbe una media di spettaori per sala…
Per il caso Moneyball…se veramente avesse saturato le sale e/o avrà un buon passaparola saranno le prossime settimane a darci la risposta, anche se la vedo dura… si veda anche il caso The artist (che di sicuro non viene proiettato in sale da 400 posti) con medie normali nel primo weekend, ma che tuttavia sopravvive ancora adesso con risultati più alti che all’inizio….
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”Hanno scambiato il cinema per una partita di Monopoli o per un gioco in Borsa? E applicano la logica televisiva delle audience ‘passive’, concetto superato, per spremere il filone fino all’ultimo, senza preoccuparsi della credibilità.”
La Medusa ha due ‘anime’ (vietati i giochi di parole, grazie!) diciamo così. La prima è quella a cui fa capo Giampaolo Letta, che distribuisce film come la trilogia tolkeniana, i film di Scorsese, quelli di Tornatore o LA TALPA (è grazie a lui se Medusa si è potuta fregiare di titoli tanto prestigiosi). La seconda è quella delle commedie paratelevisive. Letta, nonostante il gran potere, non può fare granchè da solo. Sopratutto da quando è diventata parte integrante del gruppo Mediaset. In pratica non c’è differenza con, chessò, Canale 5. Pare che tentò di opporsi in tutti i modi addirittura alla produzione di TROPPO BELLI minacciando le dimissioni (che lo poteva pure fare, non credo che avrebbe impiegato molto tempo per trovare altro impiego). Stringo, questa seconda anima è quella di cui tu dici: il pubblico passivo. E questo fa pensare.
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Che poi non ci sarebbe nulla di male nel produrre commedie da quattro soldi se non fosse:
1) che tramite giornalisti compiacenti vengono fatte passare per ‘eredi’ di quelle di Monicelli e Risi (doppia bestemmia)
2) che in pratica buona parte dell’industria si regge solo su queste e non sempre funzionano, anzi.
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@upper
ma cosa insulti? qua si sta parlando normalmente senza insulti o mancanze di rispetto e l’unico che tra tutti ha questo atteggiamento sei tu, non riesco a capire cosa credi di dimostrare a scrivere in questo modo.
A insultare sono capaci tutti, ti credi più intelligente perchè insulti la gente? anzi questo dimostra proprio il contrario.
Io non voglio insultarti perchè di certo non mi interessa abbassarmi al tuo triste livello.
Scrivi come se la saturazione delle sale fosse la cosa più cretina del mondo, guarda che è una cosa già in vigore, il problema è che viene utilizzato solo da alcuni esercenti, qua si sta solo discutendo di ampliarlo a tutta italia nessuno sta inventando nulla. Dai tuoi commenti sembra che si stia parlando di una cosa assurda che mi sono inventato io oggi. Boh…
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“forse oltre alla media di euro per sala, ci vorrebbe una media di spettaori per sala…”
concordo con questa frase che ha scritto Marco, basterebbe anche aggiungere un dato non per forza bisogna eliminare per sempre la media per sala, semplicemente sarebbe bello avere dei dati ancora più precisi.
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@marco
se per media per sala intendi saturazione, perchè se intendi veramente il numero di spettatori per sale allora il dato c’è già, il numero di presenze totali viene già indicato e riportato, e quindi sarebbe sufficiente dividerlo per il numero di sale e hai questo dato…
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@roelbos: a dire la verità molti critici ( e registi come Bellocchio ) le definiscono ‘brutte copie’ di quelle di Monicelli e Risi
e tanto si va in sala a vederle lo stesso, alla ricerca del nome famoso, del cabarettista o visto in tv o a teatro.
Le commedie sono state da sempre il ‘core business’ del cinema italiano, solo che in altri decenni una parte buona dei ricavi serviva per finanziare film d’autore, opere più complesse, film impegnati e di ricerca, pellicole di grandi registi, esordi impegnativi e seconde opere etc. In teoria dovrebbe essere ancora così, nei fatti molto meno.
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@tonystark: vero hai perfettamente ragione concordo,è proprio mentalità di distribuzione ,anche uci ecc sarebbe uguale
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COME PREVISTO, OGGI SIANI(MEDIOCRE)RILASCIA DICHIARAZIONI ESALTANDO IL FATTO DI AVER BATTUTO TOM CRUISE(SOLITA MENTALITà DI ANDARE CONTRO ALTRI)PECCATO CHE SIANI E COMPANY NEL MONDO NON CI ARRIVERRANNO MAI, RICORDO POI CHE MISSION IMPOSSIBLE ARRIVA IN ITALIA AVENDO GIà SUPERATO I 500 MILIONI DI DOLLARI ,E IL RECORD PRECEDENTE,
BISGONA AVERE LE PALLE E CHIEDERE A QUESTI SIGNORI: MA NEL MONDO PERCHè NESSUNO RIDE DELLE VOSTRE BATTUTE?SHERLOCK HOLMES è UNA COMMEDIA CHE VA NEL MONDO, LA COMMEDIA ITALIANA TANTO ACCLAMATA NON SUPERA LE ALPI
AL DI LA DI MISSION IMPOSSIBLE ECC, LA QUALITà VA PREMIATA , SIA ITALIANA O GIAPPONESE, INVECE NOI PREMIAMO UN PRODOTTO SCARSO ITALIANO DAVANTI A UN PRODOTTO DI QUALITAà STRANIERO
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Triste ed allo stesso tempo irritante. Così come D’Alessio che aveva ‘battuto’ TITANIC a Napoli e Salemme he aveva ‘battuto’ George Clooney nel film MICHAEL CLAYTON. Non ho pietà per questa gentaccia. Davvero!
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@roelbos ed alex: ci sarebbero ottimi spunti per fare una ‘vera’ commedia italiana, indipendente e satirica su queste manfrine e personaggi. Un ‘Divo’ su questa parte del cinema italiano

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Mco, rileggiti i messaggi e vedi chi ha insultato chi per primo. Io non ti avevo neanche menzionato e tu vedi un po’ che scrivevi:
@upper qua siamo su un blog di cinema, non a Zelig se hai voglia di fare tutto questo spirito fai domanda a Gino e Michele e vediamo se ti chiamano.
[...]
Se tutti ragionassero come te saremmo fermi ancora al 1300, nessuno avrebbe voglia di cambiare niente tanto seppur si migliora una cosa non sarà perfetta quindi lasciamo stare e rimaniamo cosi a vita. Bel ragionamento veramente.
Detto ciò, ti manca l’ironia per capire che in un sistema a N parametri non è possibile un metodo di studio che non comprenda meno di N modi di analizzare i parametri. Come già tutti ti hanno detto turlupinandoti (ma tu sei sicuro che l’abbia fatto solo io perché ho usato qualche termine più diretto) un metodo che sia infallibile e contemporaneamente rapido e comprensibile NON esiste. E’ chiaro o ti devo fare un disegnino?
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@roelbos: appunto. Niente di strano ad avere una seconda sezione commerciale più dichiarata …
Proprio per questi motivi mi sarei aspettato una gestione migliore di questo settore e viceversa la Rai fa altrettanto a livello di produzione ma non con gli stessi risultati economici ( fiction a parte ).
Alla fine è un circolo vizioso che non può prescindere dal passaggio televisivo e dal modo di rivolgersi e di catturare l’attenzione di quel pubblico ‘generalista’, in altre parole fare sinergia. E trasferire il bacino d’utenza da un medium all’altro. Se la proprietà vuole così finchè gli equilibri restano questi. E non c’è interesse e possibilità per modificarli.
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Nel multisala della mia città vedo che Moneyball sarà in programmazione dal prossimo weekend, segno che potrebbe avere una piccola espansione…
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Turlupinandoti??? Ahhahaha ma da dove sei uscito???
Mamma mia che tristezza, parli come mio nonno di 90 anni, veramente faccio fatica a smettere di ridere.
Dai dimmi anche che sono un villano, perbacco!!!:D ahahahhaha
Cmq dopo aver letto la parola “turlupinandoti” direi che è arrivato proprio il momento di chiudere la conversazione.
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Sono uscito da un uovo di Pasqua covato da un troll invisibile che era andato a vedere Moneyball ma non era stato conteggiato.
Sì, sì, chiudi la conversazione e chiuditi pure tu in qualche sgabuzzino, magari ti scambiano per una scopa e diventi utile. Daltronde (Conosci la parola ‘daltronde’? Si usa ancora?) non posso pretendere che tu possa rispondere ad un’analisi logica delle stupidaggini che dici.
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@ Tony Stark: probabilmente hai ragione. Però trovo che sia un metodo pericoloso che non porta frutti di nessun tipo e che, alla lunga, disamorerà (anzi, lo sta già facendo) una buona fetta di pubblico dall’andare in sala.
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@roelbos: condivido. Al di là delle lucide analisi fatte su Medusa, ritengo che è proprio il modello di business ad essere poco professionale e ad essere superato. Ed entro pochi anni potrebbe andare in pezzi. La strada per me è stata tracciata da ITunes e dalla chiusura di Megavideo e Megaupload.
Ci vuole un salto di crescita del sistema, visto che l’integrazione è tra sala/cinema/home video/internet che assorbe anche la tv. Per me anche Premium, con cui vorrebbero tirare avanti per i prossimi dieci anni e Sky Italia in misura inferiore sono ‘out’.
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