Torniamo a parlare di John Carter, film live-action basato sul romanzo classico La principessa di Marte di Edgar Rice Burroughs ed ambientato sull’esotico e misterioso pianeta di Barsoom (Marte).
Dopo la marea di informazioni che il regista Andrew Stanton (Alla ricerca di Nemo, Wall-E) e i protagonisti del kolossal hanno rilasciato circa un mese fa in occasione di un incontro con alcuni blogger americani (qui l’articolo), ecco arrivare una nuova immagine dal film.
È Entertainment Weekly a pubblicarla ed il regista ha svelato alcuni particolari riguardanti la mostruosa “Scimmia bianca” contro il quale combatte John Carter, alias Taylor Kitsch:
Nel romanzo ci sono delle specie di enormi gorilla che ritornano spesso durante la storia. Nel primo romanzo non avevano però uno scopo narrativo, e abbiamo così trasformato le Scimmie Bianche in creature delle quale sentiamo parlare spesso durante il film, ma che vedremo solo in quel momento!
È stato Michael Kutsche (Alice in Wonderland) a sviluppare il progetto di queste enormi bestie. Le ha trasformate in creature notturne come le talpe, non usano quindi gli occhi ma hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato. Ci serviva una scena in cui John Carter doveva fuggire dalla pena di morte e la storia doveva proseguire, e ci siamo detto “E se lo facessimo scontrare con una delle creature?”
Così ha svelato Stanton spiegando dove posizionare l’immagine all’interno della pellicola, che ha un budget di ben 250 milioni di dollari. Vi ricordo che John Carter uscirà il 9 marzo 2012 in Italia e per rimanere sempre aggiornati e non per perdere nemmeno una news cliccate sul riquadro qui sotto. Il film ha anche una fanpage italiana ufficiale su Facebook a cui potrete accedere semplicemente cliccando QUI.
Fonte: EW
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Sarà un indicibile flop.
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veramente ci hanno investito 250 milioni? mi sembra un’ esagerazione per un prodotto dall’ appeal così discutibile. e l’ uscita a inizio marzo non mi sembra il massimo per un kolossal fantasy di questa portata (Alice di Burton è un’ eccezione più unica che rara, avendo avuto dalla sua parte l’ appeal di un regista e di una star di prima grandezza e la popolarità di un romanzo universalmente riconosciuto come capolavoro letterario).
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Il film mi sembra sbilanciato sul …Kitsch … Per me da quel poco che si vede hanno sbagliato completamente l’estetica: costumi, look delle creature e degli alieni … Un pasticcio nato dalla volontà di inseguire i vecchi film di avventura, i colossal storici, i peplum, le favole orientali, Indiana e Luke Skywalker. In più hanno preso una coppia di protagonisti senza spessore. La Disney ci aveva già provato con Prince of Persia … Il solito rancor Monster non basterà a salvare la baracca … Fallimento colossale in arrivo.
P.S: e poi la Disney ha fatto storie per il budget di The Lone Ranger? Era meglio trasformare questo progetto in un film di animazione targato Pixar e utilizzare il resto dei soldi per realizzare TLR come si deve.
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@Tony quello che fa strano e’ il come si voglia rifar vivere i fasti di un vecchio cinema che si basava fondamentalmente sul b-movie indy, star wars sono nati come b-movie o come omaggi ad essi…i quali aggiornavano il fascino del classico con ambientazioni esotiche ma anche verosimili, creando quel sense of wonder che la cgi ha sperperato con una sovrabbondanza di titoli che abusano di cgi ad ogni livello, ottenedo un effetto contrario impressionante, ovvero il costante disinteresse a queste produzioni posticce.. lasciando sullo sfondo il senso del fantastico nel senso della scrittura, la cgi consente movimenti macchina esasperati, esagerati, spesso inutili all’economia di un buon film, tanto da gridare al miracolo quando dei piccoli film con molto molto meno riescono a creare delle alchimie credute perse…
vedi nel suo piccolo il bello (anche se imperfetto) super 8 o quel gioiellino anni 80 di Cowboys & Alien che ormai parlano un linguaggio talmente diverso dalle logiche cinematografiche attuali da quasi stentare al botteghino, ora il poco che si e’ visto di JCM e’ abbastanza avvilente perche’ non c’e’ un briciolo di originalita’, si frulla il dejavue visivio nella speranza di risvegliare quella scintilla affogata da troppi film simili… non lo so forse la crisi economica mondiale riinneschera’ un modo piu’ equilibrato di proporre cinema, con budget piu bassi, e utilizzi piu’ parsimoniosi di certe tecniche.. rifavorendo un certo lavoro di scrittura ai bombardament ivisivi fini a se stesso…una sorta di diluvio universale cinematografico dove magari si salvera’ il meglio….sperando che non si verifichi il contrario..:)
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@insetto: condivido … la critica che ho mosso non è tanto nelle intenzioni quanto nel merito e nel metodo. Purtroppo John Carter sembra cadere perchè non sembra cogliere la distinzione tra classico e vecchio, ovvero tra un modo di rendere contemporaneo e moderno uno stile ed una modalità di racconto ‘eterno’ che costituisce uno dei fondamentali del cinema e di rinnovarlo secondo le possibilità in un dato periodo storico.E’ caduto nella trappola Sherlock Holmes e Super 8, per via di un’adesione troppo spinta al modello originale. Purtroppo la stabdardizzazione delle tecnologie sviluppate ed impiegate, tutte digitali ma legate a pochi percorsi di ricerca e innovazione, simili tra loro e con alternative limitate, ha favorito un appiattimento generalizzato. Fino agli anni Ottanta vi era una pluralità di studi cinematografici in concorrenza tra di loro, grandi e piccoli e alcuni erano responsabili di una loro nicchia o specialità propria. Idem per le factory degli effetti speciali, con gli studi che avevavno loro divisioni interne, praticamente dismesse e scomparse. Ed erano film concepiti per il pubblico non per i pubblici del marketing. Beninteso, Hollywood è sempre stata un’industria, con attenzioni a varie fasce di età e di genere … Ma si partiva dal presupposto che lo spettatore è adulto e intelligente e va rispettato sempre e comunque. E poi gli studios sono divenante corporation con le stesse logiche delle multinazionali e con le logiche della finanza, di cui il management degli ultimi dieci anni è l’espressione, a loro volta appartenenti a complessi industriali, tecnologici e finanziari …
Bisognerebbe tornare agli anni Settanta, a quel tipo di mondo cinematografico e … fare come Di Caprio in Inception … un nuovo innesto.
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Che bei commenti ragazzi! anzi, che bei trattati!
Il discorso è molto interessante, io tuttavia rimango ancora sconvolto del fatto che la Disney abbia davvero investito così tanto in un progetto così rischioso (che tra l’altro esce a marzo non a giugno!)
Se non ci fosse il nome di Stanton, parlerei di flop assicurato in ogni senso… poi mi viene in mente Wall-E, un capolavoro assoluto, e la fiducia ritorna…
Sono ancora perplesso di quanto Hollywood punti su Kitsch: due kolossal enormi in uscita dov’è subito protagonista. Sarà la bufala del 2012 o la scoperta di un talento?
Io tra l’altro non l’ho mai visto recitare o non me lo ricordo… Di certo non ho mai guardato una puntata di Friday Night Lights…
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@Leo. date le premesse e viste le condizioni attuali, preferivo un film PIxar tratto da John Carter, proprio per i motivi elencati nei post sopra. Per me, gli unici settori del cinema Usa ancora in grado di fare innvazione sono l’Animazione ed il Documentario, oltre ai corti … E se il progetto è MOLTO ambizioso come in questo caso, meglio affidarsi al genere che attualmente è in grado di sostenere la sfida.
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