Jennifer Lawrence nella nuova immagine da The Hunger Games

Scritto il 27 novembre 2011 @ 16:00 da Marco Triolo in

La nuova immagine da The Hunger Games evoca un feeling da futuro distopico anni Settanta, tra L’uomo che fuggì dal futuro e Arancia meccanica…

Vorrei spendere un paio di minuti per riflettere su questa nuova immagine tratta da The Hunger Games, l’adattamento del primo in una trilogia di romanzi scritti da Suzanne Collins, diretto da Gary Ross. Nella foto, vediamo Jennifer Lawrence, alias Katniss Everdeen, mentre viene scortata verso l’arena e i giochi che la vedranno scontrarsi con una gruppo di suoi coetanei per il piacere degli spettatori di Panem, un regime totalitario che sorge sulle ceneri degli Stati Uniti. Diamo un’occhiata.

The Hunger Games Jennifer Lawrence

Ora, la mia modesta considerazione. Non sono un fan dei romanzi, e i trailer non mi hanno detto gran che. Ma credo che questa foto sia in assoluto la migliore di Hunger Games vista finora. Il perché è presto detto: guardate le uniformi della polizia e provate a dirmi che non vi fanno venire in mente tutti i film sui futuri distopici messi assieme, in primis L’uomo che fuggì dal futuro e Arancia meccanica. E’ una bella scelta di costumi, molto retrò, e da sola potrebbe convincermi a vedere il film. Voi cosa ne dite?

The Hunger Games uscirà in Italia il 16 aprile. Per saperne di più, consultate le news dal blog.

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1 commento su “Jennifer Lawrence nella nuova immagine da The Hunger Games”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    La ricerca sul decor e sul cotè da dare al film lo pone al di sopra dei film come Twilight. Ho notato un pizzico di Rollerball ( del 1975 ) e de L’Implacabile, qualcosa di Zardoz e della Fuga di Logan.
    Per me i riferimenti più forti appartengono alla fantascienza pop degli anni Sessanta, francese e italiana
    ( Alphaville, Mario Bava, e soprattutto Barbarella di Vadim ) nei personaggi secondari ( da Lenny Kravitz, a Stanley Tucci fino a Woody Harrelson ). Trucco, acconciature, costumi, la bizzarra aguzzina che sorteggia i Tributi. Un tocco di kitsch, un po’ alla Bob Fosse, sublimata da un’impostazione asettica e da boot camp. Per me Gary Ross strizza l’occhio a Sucker Punch e forse ha rubato qualche elemento dal film.

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