David Yates: “Ecco perché ho lasciato L’ombra dello scorpione”

Scritto il 12 novembre 2011 @ 13:00 da Marco Triolo in

Il regista della saga di Harry Potter spiega per quale motivo ha rinunciato a un progetto ambizioso e stimolante come l’adattamento del romanzo di Stephen King…

In un’intervista rilasciata al sito Collider, il regista della saga di Harry Potter, David Yates, ha spiegato perché si è ritirato da L’ombra dello scorpione, l’ambizioso adattamento di Stephen King che avrebbe dovuto realizzare in coppia con lo sceneggiatore Steve Kloves, ma che invece andrà a Ben Affleck. Ecco le sue parole:

“Mi hanno offerto L’ombra dello scorpione. Un libro che amo, l’ho letto da piccolo ed era uno dei miei romanzi preferiti da ragazzo. Adoro Stephen King, credo sia un scrittore notevole. E uscendo da Potter volevo lavorare con un autore della stessa statura di Jo Rowling, e francamente Stephen King lo è. I miei problemi stavano nell’adattamento. Volevo lavorare con Steve Kloves e Steve Kloves voleva lavorare con me, eravamo entrambi molto dedicati, ma nel tempo che mi è occorso per lasciare Potter e pensare a come avremmo adattato il libro, abbiamo deciso entrambi che non era roba per noi. Ci siamo praticamente ritirati.

Ciò che amo del lavoro di King e de L’ombra dello scorpione è il fatto che Stephen King ti fa davvero entrare nelle vite di queste persone, vedi il mondo da un livello intimo e umano. Ma realizzare un film così costoso da questo materiale è pressante, e poi mancavano quelle scene d’azione straordinarie che invece ci sono nei libri di Potter, ed ero preoccupato che alla fine non avrei realizzato il film che lo studio sperava. Forse una miniserie l’avrei vista possibile, una interessante, complessa, stratificata e divertente storia a lungo termine, ma per me mancavano i grossi momenti, le scene d’azione”.

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1 commento su “David Yates: “Ecco perché ho lasciato L’ombra dello scorpione””

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    Cioè mancano le scene d’azione che ‘vogliono’ gli studios e la caterva di effetti speciali spettacolari. In maniera elegante ha detto che un film ad alto budget realmente fedele al libro e con caratteristiche di originalità rispetto alla media non si può realizzare ad Hollywood. E per evitare di fare un pasticcio, un film di compromesso che poteva diventare un flop, oppure essere costretto a lasciare per ‘divergenze’ creative, ovvero manacto rispetto degli standard richiesti dalla produzione e normalmente impiegati per kolossal e film ad alto budget con obbligo di rientro e ritorno, ha preferito passare ad altro. Ha fatto bene. Mi rimane il dubbio che lui e Kloves non sarebbero stati comunque la scelta adatta, visto il tipo di materiale.

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