Attack the Block, la fantascienza dei ragazzi inglesi

Scritto il 28 novembre 2011 @ 13:56 da emanuele.r in


Il revival è croce e delizia degli ultimi anni, non solo al cinema, il citazionismo o la nostalgia di tempi passati e forsi migliori dilagano in ogni forma di spettacolo, arte, cultura. Ma a volte riesce a dare dei buoni prodotti: è il caso di Attack the Block, film d’esordio dell’inglese Joe Cornish (tra gli sceneggiatori delle Avventure di Tintindi Spielberg) che porta in concorso al 29° Torino Film Fest un film per e con ragazzi che aggiorna le grandi avventure degli anni ’80, come Gremlinso i Goonies.
Protagonisti un gruppo di ragazzini di un quartiere malfamato, dediti a furtarelli e aggressioni varie, che si trovano ad affrontare una terribile invasione di voraci mostri alieni che sta attaccando il loro isolato. Assieme a loro un’infermiera che avevano cercato di rapinare, ma contro di loro saranno anche la polizia e una gang rivale. Scritto dal regista, il film è fantascienza di serie B piena d’azione e un po’ di violenza, fatto con e per i ragazzi degli anni ’10 ma che guarda ai maestri del genere come Carpentere Dante.

Infatti al centro del film è l’idea dell’assedio, dello spazio chiuso da difendere, in questo caso anche in senso sociale, contro gli invasori ma anche vicolo cieco nel quale trovarsi immischiati, metafora con cui vengono ritratti i ragazzi fin troppo emancipati e anche solitari, che vorrebbero chiudersi da tutti appendendosi all’idea di patria o comunità, ma hanno bisogno anche degli altri: oltre alla parodia delle pose da gangster, Cornish mette in scena uno sguardo sociale attraverso il cinema di genere, proprio come facevano i suoi maestri. Dai quali fortunatamente ha preso anche il divertimento dell’action-movie e una certa scaltrezza commerciale.
La sceneggiatura è secca e serrata come si deve, senza difettare di humour (la scena nella camera del fumo), la regia disegna i mostri con spartana originalità e si lancia in un ritmo incessante, accompagnato dalle azzeccate musiche techno-rap di Steven Price: e poi c’è il nuovo Jena Plissken, il degno successore di Kurt Russell in 1997 fuga da New York, John Boyega, il cui Moses è uno di quegli eroi criminali di cui si sente spesso la mancanza al cinema. Dovrebbe uscire a febbraio in Italia, non perdetelo. E intanto continuate a seguire le nostre novità da Torino, su Screenweek.

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3 commenti su “Attack the Block, la fantascienza dei ragazzi inglesi”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    Grazie per la bella recensione … Attendevo da molto un pezzo su questo film. Non lo so, ma tra le righe vedo un film generazionale, un appello ed un richiamo ‘sociale’ alla coesione, alla rivolta ma la contrario del passato, forti emozioni ma nessuna capacità di azione ‘politica’ e sociale … Penso subito a film come Alba Rossa ed a ritratti come la trilogia di Molly, declinati in chiave action, con l’allegoria sci-fi …
    Mi fermo quì perchè vorrei scrivere ed estendere il concetto dopo aver visto il film …

  • Dio scrive:

    Grandissimo film.

  • emanuele.r scrive:

    Hai ragione Tony, elementi che sono presenti anche se tra le righe.

Commenti

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