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Una Separazione, la recensione in anteprima

20 ottobre 2011, 19:30 | di Leotruman

Nader e Simin hanno ottenuto il visto per lasciare l’Iran ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso con la figlia Termeh, ma una serie di eventi cambierà le loro vite. Finalmente in Italia il film che ha sbancato Berlino.

Una Separazione Teaser Poster ItaliaRegia: Asghar Farhadi
Cast: Leila Hatami, Peyman Moaadi, Sareh Bayat, Shahab Hosseini, Sarina Farhadi
Durata: 2h 03m
Anno: 2011

Nader e Simin hanno ottenuto il visto per lasciare l’Iran ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso con la figlia Termeh e, nel frattempo, torna a vivere da sua madre. L’uomo deve così assumere una giovane donna che possa prendersi cura del padre mentre lui lavora, ma non sa che questa, molto religiosa, non solo è incinta ma sta anche lavorando senza il permesso del marito. Ben presto si troverà coinvolto in una rete di bugie, manipolazioni e confronti, mentre la sua separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare.

Quando una pellicola vince tutti i premi più importanti in uno dei Festival più importanti al mondo, quello di Berlino, le aspettative non possono essere meno che alle stelle.

Eppure Una Separazione riesce addirittura a superarle. Il regista iraniano Asghar Farhadi è ci propone con il suo quinto lungometraggio un vero e proprio thriller ad altissima densità emotiva.

Girato principalmente in ambienti chiusi, quasi claustrofobici, i personaggi del film non stanno mai fermi, con il corpo, la bocca e la mente, ed il loro crescente grado di agitazione si riflette anche sullo spettatore. La solida sceneggiatura (non una sbavatura, non un eccesso o una forzatura) costruisce un meccanismo che inizialmente fornisce molti dubbi e poche certezze. Con lo sviluppo della vicenda anche le poche certezze cominciano a cadere e non si riesce a simpatizzare per nessuno, né allo stesso tempo detestare qualcuno dei personaggi: semplicemente si prova una forte empatia verso tutti.

Ognuno ha le sue buone ragioni per mentire e compiere scelte ed azioni anche assurde, che fanno sprofondare tutti in un profondo baratro. A dir poco eccellenti gli interpreti e durante la pellicola mi continuavo a chiedere chi avessero premiato perché non riuscivo a ricordarmelo e soprattutto perché è impossibile capire che sia più bravo tra i tre protagonisti maschili e le tre femminili. Mistero risolto a fine film: hanno premiato tutto il cast perché non si poteva fare altrimenti! Personalmente l’attore Peyman Moaadi ed il suo ruolo di padre (e figlio) disperato mi è rimasto ancor più degli altri: ogni sua risposta alle domande della figlia, o del magistrato, o degli altri accusatori è una risposta che da anche a noi spettatori e prova continuamente a convincerci della sua innocenza.

Particolarmente interessante come Farhadi sia riuscito a parlare dell’attualità iraniana pur non accennando a niente in modo diretto. Sotto la lente di ingrandimento la burocrazia ed il sistema giudiziario, con i suoi difetti (che non sono quelli che ti aspetteresti), ma anche la religione e come influisce sulla vita delle persone e sulle loro scelte quotidiane: un vero e proprio film politico senza esserlo in modo esplicito.

Molto intelligente il finale, che riesce a tenerti incollato fino alla fine dei titoli di coda neanche fosse un cinecomic pronto a svelare una scena inedita. Una Separazione è un film da vedere ed è un film per tutti, per nulla pretenzioso e adatto anche a chi si crede allergico al cinema d’autore (non a caso in Francia ha staccato 2 milioni di biglietti).

Un serio candidato al premio Oscar 2012 per il Miglior Film straniero.

Voto: 8.5

Una Separazione sarà nelle sale italiane da domani, venerdì 21 ottobre. Per tutte le informazioni ed i materiali sulla pellicola, cliccate sul riquadro sottostante.

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