Capolavoro di comicità come non se ne fanno davvero più, Frankenstein Junior ci permette di concludere con una nota di allegria la nostra piccola escursione nell’universo del dottor Frankenstein (“Si pronuncia Frankenstin!”). Il film di Mel Brooks può essere considerato il migliore esempio di spoof, quel genere tipicamente americano che ridicolizza determinate scene o cliché di un filone cinematografico. In questo caso si tratta naturalmente del’horror, ma soprattutto dei classici film di mostri Universal, e in particolare della saga di Frankenstein, appunto. Le citazioni abbondano, da Frankenstein a La moglie di Frankenstein, ai numerosi sequel prodotti negli anni, ma la sostanza rimane: Frankenstein Junior non è solo un omaggio a tutto quel cinema, fatto di laboratori segreti, esperimenti oltre i confini della scienza, mostri, damigelle in pericolo, scienziati pazzi – è anche un’opera divertentissima che si regge sulle sue gambe.
Brooks ricorda il giorno in cui nacque l’idea del film: “Stavo girando Mezzogiorno e mezzo di fuoco nella Antelope Valley, e Gene Wilder e io stavamo bevendo una tazza di caffè. Lui mi fece ‘Ho un’idea per un altro film di Frankenstein’. Gli dissi che ne avevamo già avuti troppi di quei film, il figlio, il cugino, il cognato, non ne servivano altri. La sua idea era molto semplice: il nipote del dottor Frankenstein non voleva avere nulla a che fare con la sua famiglia. Si vergognava di quel branco di lunatici. Gli dissi, ‘Divertente’”.
Gene Wilder è eccezionale nei panni di un uomo che passa dall’odio, alla comprensione per il suo famoso nonno, e infine a cadere nello stesso delirio di onnipotenza. Il resto del cast, che comprende Peter Boyle (il mostro), Cloris Leachman (Frau Blücher), Teri Garr (Inga) e Kenneth Mars (l’ispettore Kemp) chiaramente si diverte un mondo. Ma su tutti a rimanere nella leggenda è l’Igor di Marty Feldman, un personaggio sardonico e irresistibile, che ruba la scena a tutti. Feldman, come anche gli altri attori, improvvisò diversi dialoghi, e fu lui ad avere l’idea di spostare la gobba, una trovata che inizialmente applicò in segreto, finché qualcuno non se ne accorse. A lui dedichiamo la clip della settimana!
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Cosa dire che non sia già stato detto su questo film ?!
Capolavoro.
Anche se ormai conosco tutte le battute a memoria ci rido ancora.
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Bisogna semplicemente inchinarsi di fronte a questo film!;)
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meraviglioso…e dio benedica la nexo che lo ha riportato (anche solo per un gorno) al cinema!!
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Oggi non sono più in grado di fare parodie così … che sono dei saggi critici ed allo stesso tempo ‘pezzi di vero cinema’ d’autore. Non c’è più quella perizia cinematografica, quel rigore filologico e citazionista, l’amore, la competenza, la passione ed il rsipeto per il racconto e la dimensione comica e fantastica …

basta fare spazio alla volgarità, alle sceneggiature fabbricate in catena di montaggio, alle copiature sopra altre copiature. ‘Prego, si appoggi a me, si aiuti con questo!’
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