Settembre ormai ce lo siamo lasciati alle spalle. Gli incassi, in quello che è stato definito come il più caldo degli ultimi 150 anni, non saranno purtroppo altrettanto memorabili ed in questo fine settimana di ottobre caratterizzato da temperature folli gli introiti sono tornati a valori estivi.
Ne ha approfittato senza grosse sorprese I Puffi, l’unica pellicola che ha realmente sorpreso in queste ultime settimane, che è rimasto in testa alla classifica italiana per il terzo fine settimana consecutivo.
Quasi 1.3 milioni di euro incassati anche in questo weekend (1.296.677 euro per la precisione) per un totale che raggiunge gli 8.2 milioni di euro e che chiuderà a non meno di 10 milioni senza dubbio. Ricordo che nel mondo la pellicola con gli omini blu ha già ampiamente superato i 500 milioni di dollari.
Seconda posizione, come previsto, per la commedia Baciato dalla Fortuna con protagonisti Vincenzo Salemme, Asia Argento, Alessandro Gassman e Nicole Grimaudo. Quello che invece non avevamo previsto era che la pellicola, nonostante i quasi 400 schermi a disposizione, non raggiungesse nemmeno il milione di euro.
Solo 856.093 euro incassati nei tre giorni con una media di soli 2300 euro per sala. Forse i fan di Salemme una volta tornati dall’ultimo weekend di mare accorreranno in sala per vedere il film, dubito che riuscirà a raggiungere i 4 milioni totali di No Problem.
Cala del 50% anche L’Alba del Pianeta delle Scimmie, kolossal della Fox che nel nostro paese non è riuscito a sfondare come nel resto del mondo. Solo 620.225 euro in questo secondo fine settimana di programmazione per un totale di 2.35 milioni in 10 giorni: ci si aspettava nettamente di più.
Delusione della settimana per Drive, acclamata pellicola del regista danese Nicolas Winding Refn con protagonisti Ryan Gosling, Bryan Cranston, Carey Mulligan, Albert Brooks, Christina Hendricks, e vincitore del premio per la Miglior Regia a Cannes 2011.
Della pellicola ormai se ne parlava da mesi, eppure l’hype che si era creato non corrispondeva al reale ed i commenti degli spettatori sembrano non condividere il pensiero della critica (replicando perfettamente quanto avvenuto negli Stati Uniti).
Il film ha raccolto in tre giorni solo 525.166 euro con una media per sala davvero deludente di 1600 euro. Recupererà con i feriali, non vi è dubbio, ma ormai il danno è stato fatto.
A sorpresa, viste le premesse, non floppa Blood Story, horror diretto da Matt Reeves e remake americano di Lasciami Entrare che è datato 2010. Il film ha incassato 513.586 euro con una media di circa 2mila euro per sala, mentre nelle previsioni della vigilia si temeva non potesse nemmeno raggiungere i 300mila.
L’unico film che realmente può “festeggiare” nel weekend è A Dangerous Method, diretto da David Cronenberg e con protagonisti Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Vincent Cassel.
La sesta posizione e un incasso da 438.556 euro nei tre giorni non è certamente un record, ma essendo uscito solamente in 121 schermi ha ottenuto la più alta media per sala della classifica: oltre 3600 euro, quindi quasi il doppio delle altre pellicole esordienti.
Crolla in settima posizione La Pelle che Abito di Pedro Almodóvar con solo 337.128 euro incassati in questo fine settimana per un deludente totale di 1.2 milioni, ben lontano dalle altre pellicole del maestro spagnolo. Meglio Carnage di Roman Polanski che grazie ai 307.750 euro del fine settimana si avvicina sempre più ai 3 milioni totali.
Dato per spacciato ad inizio corsa, la commedia Ma come fa a far Tutto? con Sarah Jessica Parker ha quasi raggiunto quota 1 milione di euro in 10 giorni (258mila euro nel weekend) mentre Boxoffice 3D di Ezio Greggio supera i 2.6 milioni in totale e saluta la classifica.
Terribile esordio per l’erotico Sex and Zen 3D, che nonostante disponesse di ben 132 schermi tridimensionali (più di Cronenberg) non è andato oltre i 62.719 euro, con una media per sala da record negativo di circa 500 euro.
Se volete commentare le pellicole viste nel fine settimana, potete farlo a questo link. Chi avrà vinto la Boxoffice Cup? Lo scopriremo presto mentre un nuovo round è già partito (lo trovate a questo link).
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Guardate DRIVE film stupendo
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La gente ha snobbato Drive perché non sapeva cosa aspettarsi: è un film d’azione oppure un pulp movie oppure una storia d’amore? Non si capisce bene e lo spettatore è confuso. Molto meglio dirigersi su pellicole da cui aspettarsi qualcosa di banale, come ad esempio Cronenberg (che io non ho visto ma ne parlano tutti come del suo peggior film) oppure Salemme. Drive è un film che ti spiazza, imprevedibile e allo spettatore medio non piace essere trattato come un idiota.
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Notevole il risultato de I Puffi, in testa per il 3° weekend di seguito in Italia e per l’8° (!) oltreoceano!

Ieri me li sono rivisti per la 3a volta: intrattenimento allo stato puro, non il migliore nel suo genere (poteva venire meglio) ma neppure il peggiore (poteva venire molto peggio). Mitici Puffi!!
Mi spiace per Super 8 e L’alba del pianeta delle scimmie: meritavano molto di più!
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a dangerous method non è per niente un brutto film, anzi. io l’ ho trovato stupendo.
anche la pelle che abito è strepitoso, e mi spiace che il pubblico lo rifiuti in questo modo.
drive ancora mi manca, ne parlano un gran bene, ma anche in questo caso gli italiani stanno alla larga… pazienza, che si godano i puffi!!!
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@Leo: volevo condividere una riflessione di carattere generale. E’ presto per ‘tirare le somme’ e capire se le pellicole italiane, soprattutto le commedie, riusciranno a bissare l’anno d’oro della scorsa stagione ma colgo dei segnali che fanno riflettere. Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti dal banco di Striscia che parlano di grandioso successo per Box Office 3D ( ma dove ? ), Vincenzo Mollica che sottolinea come Baciato dalla Fortuna sia al secondo posto degli incassi ( in entrambi i casi non vengono volutamente specificati gli incassi e offerti dati precisi ), Il Roma Fiction Fest 2011 che premia esclusivamente fiction italiane ( Rai Fiction ) con il direttore che, per un puro caso, troneggia alla cerimonia di apertura e ‘ritira’ i premi di quella di chiusura ( con una programma al 90%e oltre composto da fiction italiane, non importa la qualità o ‘l’interesse …). In altre parole vedo una sorta di ‘autarchia’ provinciale, forse nata sull’onda di una crisi economico-sociale sempre più forte, che ‘vede’ nella difesa, nella proposizione e nel racconto senza distinzione alcuna, del prodotto italiano come unico possibile, a cui riservare attenzioni e coperture mediatiche ( e premi ) fuori dalla norma, in nome dell’autoreferenzialità e dell’autodifesa. senza minimamente correggere e fare quello che andrebbe fatto. Con l’ovvio danno per il pubblico che in mancanza d’altro ‘premia’ ciò che trova ( reti generaliste ). Stiamo assistendo ad una contrazione complessiva del mercato ? Se fosse così, ognuno difende ad ogni costo le proprie quote e si preoccupa solo del suo ‘orto’ … Ed i valori economici in campo si riducono, in parallelo al giro d’affari ..
Non credo che il pubblico non sia andato in sala perchè si è accorto che sono due operazioni furbissime, come invece credo.
E cambiano i valori di riferimento. Se sette o otto anni fa una fiction per essere di successo doveva puntare ad almeno 7 – 8 milioni di spettatori o di più, oggi si scende e si accontentano di ascolti inferiori ai 5 milioni … Ho la netta sensazione di una certa ruffianeria e finta discrezione, atteggiamenti di comodo, che nascono più che dalla convinzione, dall’idea di suddividere tra pochi ‘monopolisti’ della fiction e della commedia gli incassi, soprattutto se calanti. E un’intento di rabbonire il pubblico con l’evasione a buon mercato in tempi di crisi e di tagli sulle scelte, proponendo clichè sopra i tanti clichè che dominano gran parte di questi prodotti. Su Drive e forse Almodovar, forse ha pesato il fatto che entrambi i film non sono stati percepiti come mainstream, pellicole importanti con storie, registi ed interpreti forti. E le campagne di comunicazione, basate essenzialmente sul web, hanno provato a costruire intorno a questi parameteri, l’idea da trasmettere riguardo al film. Entrambi non si collocano su questo piano, o meglio, ne abbracciano alcuni elementi, ma li assumono in maniera propria, diventando qualcosa di molto differente, con stili lche si allontanano dal consueto e rimarcano la loro originalità. Da questo scarto di prospettive nasce la distanza del pubblico, e come suggerisce Wikipedia per Drive, costruire campagne on line, che puntano unicamente sul web, con fanbase virtuali, anche se censiti, non sempre si traduce in un pari spostamento di pubblico nelle sale. Quindi l’attesa è rimasta confinata agli addetti ai lavori, ad alcuni cinefili, appassionati e curiosi ed al pubblico da festival. Film per pochi, al contrario delle intenzioni degli autori: rompere gli schemi, rinnovando i generi, con film che prendono le mosse da generi consolidati e costruiscono un discorso insieme dentro e fuori dalle rispettive matrici. Poco visibili per il pubblico le seconde, radicali, in anticipo sul tempo, poco avvezzi o comunicati fuori sintonia i primi, i carteeri innovativi o peculiari. Risultato: considerati film sperimentali e per pochi.
E allota tutti ( tranne me ..) a vedere i Puffi
Super 8 e Le Scimmie evocano bene la dimensione mainstream, e sperimentano a loro volta, senza farsi accogere di questo. E come per altri mercati, vista la pochezza di altre proposte confrontabili, in Italia potevano fare di meglio. Per motivi diversi, non mi dispiace che abbiano incassato poco da noi. Ma è un fatto che risponde più a casualità che giustizia
Peccato per Contagion, che meritava altre posizioni. Qual’è il suo incasso definitivo?
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@Tony: i tuoi commenti e le tue analisi sono sempre preziosi. Condivido ogni parola. (per non parlare del travaso di bile ogni volta che sento “record di incassi” o frasi simili riferiti a Boxoffice 3D… p.s.: Contagion fermo ad 1.5 milioni)
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@Leo: a dire la verità volevo esprimermi in modo più duro e diretto … In altre parole noto da parte di alcuni campioni dello star system italico ( della commedia e della fiction tv in particolare ) un compiacimento ed un’acquiescienza verso se stessi ed il circuito produttivo eccessivo, esibito e palesemente falso, in contrasto con i tempi che si vorrebbero assecondare, limitare, non contraddire, per far sopravvivere e continuare con il proprio utilitarismo particolare, che ha garantito fino a questo momento reddito, visibilità, successo e ad alcuni privilegi, che si vogliono continuare ad avere, anche quando non sono più giustificabili, almeno ottenuti in quel modo e in queste proporzioni. E penso che si avverta tra le righe, un senso di pericolo, per la propria sopravvivenza artistica in certi ambiti, e di esssere o ritrovarsi ufficialmente superati dalla realtà e dal pubblico che cambia, senza mai mettersi in discussione.
L’istinto di conservazione è giusto, ma c’è un fondo talmente fastidioso da roisultare irritante e reazionario. Una mancanza di rispetto verso il pubblico trattato come una massa informe, a cui si dà ciò che si stabilisce o si pensa acriticamente possa piacere, da confinare in uno stato di minorità, con l’aggravante di porsi dalla parte dello spettatore e di essere fintamente amichevoli, disponibili, sorridenti, ilari, ‘uno come noi’ … Un mezzo imbroglio e un circolo vizioso poco edificante, almeno per me e tranne le dovute eccezioni. Uno schema eredidato dalla politica e trasferito nel mondo dello spettacolo italiano.
I giornali dovrebbero occuparsi anche di queste cose, mettendole a fuoco, e non facendo le solite grancasse ai vari circoli e conoscenze, o i press agent in pectore.
p.s: non a caso su Striscia nel precedente weekend hanno cercato di rianimare disperatamente Mozzarella Stories, facendo benedire il protagonista dal duo di protagonisti, poichè proviene dalla factory di Ricci. Per non dire del Cinematografo di Marzullo, degli spot di servizio dei vari Tg, di certe interviste iperleccate di La7, di Quelli che il calcio .. prima o dopo Simona Ventura non importa etc.
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