Alzi la mano chi non se l’aspettava… vuol dire che non conoscete davvero Lars Von Trier! Il regista, famoso per la sua controversia, ha fatto scalpore in maggio quando dichiarò a Cannes di comprendere Hitler: “Capisco Hitler, l’uomo, a volte me lo immagino seduto nel suo bunker quando tutto era finito, e credo di comprenderlo”, disse. “Non sono contro gli ebrei, ma certo Israele è un problema [...]. Noi nazisti facciamo le cose in grande”. Qui trovate il video in cui una sconvolta Kirsten Dunst assiste al tutto impotente.
Intervistato da GQ, il regista ha avuto modo di tornare sull’episodio, che gli costò l’esplusione dal Festival di Cannes, e guarda un po’ non è affatto pentito: “Non sono dispiaciuto. Mi dispiace di non aver chiarito che si trattava di una battuta, ma non posso essere dispiaciuto per ciò che ho detto, è contro la mia natura. Non credo ci sia un modo sbagliato o giusto per dire le cose, credo che si possa dire tutto. Questo è ciò che penso e vale anche per i film, tutto può essere fatto in un film. Se la mente umana lo può pensare, allora può essere detto e visto in un film. Certo, poi vengono i guai, ma questo non rende la cosa sbagliata. Dire che mi spiace per ciò che ho detto significherebbe dire che mi spiace per come sono, per i miei valori, e questo mi distruggerebbe. Non è vero, non mi dispiace per ciò che ho detto. Non mi pento di aver fatto una battuta, ma mi dispiace che non sia apparso più chiaramente che fosse una battuta”.
Insomma, Lars voleva scherzare, anche se si è impantanato in un discorso da cui ha faticato ad uscire. Personalmente gli credo, sono convinto che fosse una battuta politicamente scorretta e che la nostra società sia diventata un tantino iper-sensibile. Certo, la figuraccia rimane, ma senza queste uscite non sarebbe Lars Von Trier. Voi che ne dite?
Google+





Feed RSS
YouTube

io dico che di battute al bar ne ho sentite di peggio, ma che una persona a un festiva internazionale con tutta quella attenzione mediatica addosso (perlopiu’ ad una conferenza stampa) non puo’ permettersi di fare battute da bar, e’ una questione morale di messaggio e di decoro, poi ovviamente la stampa amplifica ogni cazzata, ma proprio per questo non e’ accettabile una battuta del genere.
Credo sia stato buttato fuori giustamente per evitare future battute di chichessia, non credo si tratti di ipersensibilita’, ma di salvaguardia di immagine ..quello che manca da noi dalla politica, al cinema (basti pensare a ezio geggio a venezia) ….
Segnala
Sono in parte d’accordo, ma bisogna ricordare che ci troviamo di fronte a star del cinema – bizzarre di natura – e in particolare davanti a uno che si sa essere un po’ suonato. Quindi, più che in altri casi, è meglio distinguere nettamente tra artista e persona. D’altronde nessuno si sognerebbe di bandire Polanski qualora si decidesse a partecipare a Cannes o Venezia, e lui più che parlare ha fatto. Due pesi e due misure?
Segnala
vero verissimo la diatriba polanski comunque e’ un gran casino, sembra piu una atto di persecuzione, addirittura quella che dovrebbe accusarlo non lo accusa..e’ un diavolo di casino, intendiamoci non intendo difendere nessuno, ma se mentre polanski ha fatto un danno al difuori di un festival…qui si parla di una “bravata” durante una conferenza stampa dentro il festival…cioe’ ha un bel peso diverso..perde la credibilita’ il festival per polanski per mettere fine ai suoi problemi con gli usa dovrebbe affrontare la cosa e non scappare in giro per il mondo…. quasi fosse un perseguito politico…
Segnala
per quanto riguarda “la follia d’artista” proprio non mi va giu’, gli artisti possono essere folli ma non intoccabili ..essere riconosciuto “artista” e’ un onoreficenza alla proprio intelligenza e sensibilita’ non un pass per l’imbecillita’ impunita..
Segnala
C’è una parola magica e si chiama ‘esempio’ e ‘coerenza’ … Se Von Trier voleva toccare a suo modo nodi così delicati perchè non lo ha fatto tramite il mezzo che gli è congeniale ? Un Festival ha delle regole, non è detto che siano sempre giuste, ma se accetti di partecipare devi condividire implicitamente quello che il Festival rappresenta … Ha sbagliato bersaglio e sede. E’ troppo facile utilizzare uno scranno molto in vista e poi sparare a zero vedendo in seguito che effetto fa.
Segnala