La standing ovation prima che Boxoffice 3D inizi è lunga e convinta, e non è perché dietro di Greggio ci siano soprattutto gli invitati dal produttore e distributore, la cosiddetta claque: anche in platea, tra il pubblico normale, critici, giornalisti e semplici spettatori, sono in tanti a battere le mani in segno di tributo: Ezio Greggio è un personaggio da sempre amato, mai al centro di polemiche (almeno prima di questo festival che, davvero misteriosamente, ha deciso di affidargli una pre-apertura della kermesse), seguito da italiani di qualsiasi idea politica grazie alla più che ventennale conduzione di Striscia la notizia e a varie partecipazioni in film e serie televisive sempre molto garbate.
Lui ricambia, applaude gli spettatori e il pubblico in sala grande gli risponde a sua volta, prolungando un battito di mani che a questo punto coinvolge anche tutto il resto del cast, presentato nel frattempo da un altoparlante che cita anche costumista, direttore della fotografia e attore con una sola battuta, l’importante è che sia in sala. Le luci si spengono, parte la prima parodia, è quella di Il codice da Vinci e davvero non c’è niente da fare, anche arrivando al cinema senza pregiudizi, con la voglia di divertirsi, di essere di bocca buona, non pretendere genialità per concedere un sorriso e farsi coinvolgere dall’euforia generale, no, non c’è niente da fare, il film è troppo tristemente banale, povero di una anche più minima inventiva, con una chiusura oltretutto così presuntuosamente autoreferenziale – Greggio in smoking che si rivolge al pubblico spiegando come sia lui ad aver scritto, diretto e prodotto il film – che quando arrivano i titoli di coda, in platea sono in pochi ad applaudire, lo fanno giusto quelle persone che lo farebbero in qualsiasi caso, quelli che batterebbero le mani davanti a qualsiasi celebrità, gente per cui il rumore degli schiocchi alla fine di un’opera significa celebrare sé stessi, l’essere lì in quel momento, e più lungo e rumoroso è il tributo più per loro sarà facile tatuarlo nella propria memoria o dire il giorno dopo agli amici al bar: “io c’ero”.
Il 3D del film di Greggio significa semplicemente biglietto maggiorato e maggiore possibilità di addormentarsi in sala (gli occhialetti sono un’ottima tendina nascondi-uminosità quando il film è noioso), l’assenza di sottotitoli in inglese, caso più unico che raro a Venezia, la volontà dei distributori o del festival stesso di non sottoporsi all’impietoso giudizio della stampa straniera, potenzialmente più intransigente con gli organizzatori del festival (che secondo un articolo di Paolo Mereghetti sul Corriere della sera sarebbero stati pressati in maniera quasi asfissiante per concedere questa vetrina di prestigio al film) che con una pellicola che in Laguna non ci dove stare. E non perché la parodia sia un genere minore, ma questa qui, no, è davvero un insulto all’intelligenza e ai portafogli di chi ama Greggio e lo seguirebbe persino al cinema pagando un biglietto maggiorato per il 3D.
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@andrea- mi dispiace per il fatto che hai dovuto vedere questo film, ma e’ lavoro…
su con la vita
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Ipse dixit: basta aver seguito la discussione qui su Screen per il film … non c’è bisogno di aggiungere altro. Greggio prova a fare il salto con il cinema e giustamente tenta di prolungare la sua carriera … In tv per limiti di età e di durata delle trasmissioni che lo hanno consacrato, tutte targate Ricci, continuerà ma non in eterno … Ho visto alcune cose precedenti ma non ci siamo. Non ha la stoffa necessaria per sostenere la sfida e ritagliarsi un ruolo davanti alla mdp e fuori dalle telecamere.
Il film è venuto brutto, ‘na schifezza, i produttori se ne sono accorti, i soldi sono stati spesi e bisogna metterci una pezza e salvare il salvabile. Ma non si può, perchè anche i cinepanettoni hanno cominciato a stancare ed a generare rifiuto tra ‘gli appassionati’. Auguro ad Ezio Greggio una felice ( e nuova ) carriera come produttore, impresario e talent scout, visto che ha già una società di promozione di eventi e di immagine, per modelle ed aspiranti showgirl e dirige il Comedy Film Festival a Montecarlo.
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io davvero continuo a non capire come mai gli hanno affidato la pre-apertura della kermesse!!!!!
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@claudia: a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca
Per me si tratta di ‘un credito’ che la Mostra doveva a qualcuno … collegato al film. Uno scambio di favori oppure ‘l’intervento’ di qualcuno ( o più di qualcuno ) a cui evidentemente non si può dire di no …
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Mi dispiace molto,ho sperato fino all’ultimo che fosse una specie di Silenzio dei prosciutti.
Ma dalle recensioni che ho letto,proprio non fa ridere.
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Ci si diverte di più leggendone le recensioni-stroncature ed i reportage che testimoniano gli imbarazzanti effetti causati sui malcapitati presenti.
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