Tutti si aspettavano James Franco, e invece è stato Ben Foster a ottenere il ruolo di John Gotti Jr. nel biopic Gotti: In the Shadow of My Father, diretto da Barry Levinson e interpretato da John Travolta (nei panni di Gotti Sr.), Lindsay Lohan, Al Pacino e Kelly Preston. Joe Pesci, dato per sicuro nel ruolo del consigliere Angelo Ruggiero, attualmente è in causa con la compagnia di produzione Fiore Films dopo che questa ha cambiato in corsa il suo ruolo infrangendo, secondo lui, il contratto.
Il cast di Gotti è davvero interessante, anche solo per l’idea di vedere Pacino e Pesci insieme sullo schermo. Il problema è che il film, che dovrebbe concentrarsi sul rapporto tra Gotti Jr. e Sr., è prodotto dalla famiglia Gotti e praticamente co-sceneggiato dal vero John Jr. Come dire, non è che le premesse facciano pensare a un film tanto obbiettivo, e c’è qualcosa di strano a proposito dell’abbandono di Nick Cassavetes, primo regista designato, pochi giorni dopo una conferenza di presentazione in grande stile. Staremo a vedere come si svilupperà il progetto ma, per citare Han Solo, “ho una brutta sensazione al riguardo”.
(Fonte: Variety via ComingSoon.net)
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Direi che è meglio così. Ben Foster mi piace ma il progetto resta interessante solo sulla carta.

Barry Levinson mi sembra una scelta molto pilotabile e convenzionale, il cast è di reduci, nonostante Pacino e Pesci che debbono riscattarsi ma mi sembrano in fase nettamente calante. Resta la curiosità per LL che potrebbe ritagliarsi lo spazio giusto per tornare alla ribalta e mettersi in evidenza.
E’ impressionante sapere che il film è ‘un espressione’ della famiglia Gotti, del loro estate …
Immagino una sorta di scopiazzatura dei film di Scorsese e del Padrino, un santino agiografico ed una mitizzazione facile ed assolutoria dei personaggi. In altre parole il film se lo fanno, lo producono e se lo girano da soli!!! Per me Franco ha fatto bene a non ‘immischiarsi’.
Ed il film è una sfacciata operazione di riciclaggio di denaro!!!
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Beh sul riciclaggio
… i Gotti hanno preso le distanze dalla malavita, almeno è quello che dicono. Poi, sì è facile che si cada nell’agiografia più sfacciata, perché chi mai vorrebbe, in tutta onestà, gettare fango sul nome del proprio padre, pure se già abbastanza infangato?
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