Pezzi di cinema: I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)

Scritto il 16 luglio 2011 @ 09:42 da Marco Triolo in

Trattiamo oggi di un cult thriller/horror nostrano, I corpi presentano tracce di violenza carnale. Un film considerato l’antesignano dello slasher…

Visto che l’abbiamo citato l’ultima volta, è bene addentrarci ancora di più nel sangue e parlare de I corpi presentano tracce di violenza carnale, uno dei più amati film di quel bravo mestierante del B-movie all’italiana che era (poveraccio, è ancora vivo, ma non è più quello di allora) Sergio Martino.

Regista prolifico, come del resto molti colleghi dell’epoca, nella sua carriera Martino ha spaziato dalla commedia sexy (Giovannona coscialunga disonorata con onore), al western (Mannaja), al poliziottesco (La polizia accusa: il servizio segreto uccide) con ammirabile nonchalance. Con I corpi, conosciuto in USA con il titolo di Torso e amato da Quentin Tarantino ed Eli Roth, Martino ha praticamente inventato il genere slasher con un lustro di anticipo rispetto a Carpenter. Nel suo film c’è già tutto: le giovincelle ingrifate che si fanno squartare una ad una dal misterioso serial killer, le soggettive del misterioso serial killer medesimo, le esplosioni gore.

Il film è stato confezionato dal top dei professionisti di genere dell’epoca: alla sceneggiatura c’è Ernesto Gastaldi, autore dei copioni di poliziotteschi come Il cinico, l’infame, il violento, Milano odia: la polizia non può sparare, e (non accreditato) tra gli sceneggiatori di C’era una volta in America. Al montaggio troviamo Eugenio Alabiso, che negli anni Settanta ha montato praticamente TUTTO. E infine alle musiche i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, indimenticati autori di colonne sonore come La polizia incrimina, la legge assolve, Sandokan, Altrimenti ci arrabbiamo.

Ne esce un film diviso in due: nella prima parte, c’è abbondanza di gore, nella seconda invece si gioca principalmente sulla tensione, e il caro Martino sa giocare davvero, tenendo lo spettatore incollato da navigato maestro del brivido. Certo, non manca qualche ingenuità nei dialoghi, e il sangue rosso pomodoro dell’epoca a volte strappa un sorriso. Ma dannazione se non ci manca quel periodo fantastico in cui anche in Italia sapevamo girare gli horror come diavolo comanda.

A seguire, l’agghiacciante sequenza dell’omicidio nel bosco.

Contenuto interessante? Consiglialo!

1 commento su “Pezzi di cinema: I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)”

Feed dei commenti di questo post

  • tonystark scrive:

    … e ci mancano i titoli supercreativi e un po’ provinciali, sensazionalistici che ‘plagiano’ i successi più recenti dell’epoca … come la trilogia degli animali… un vero cult. Tipo: Non si sevizia così un paperino … da antologia. ;)

    Segnala

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon