La redazione di Screenweek questa mattina ha avuto il piacere di assistere in anteprima italiana alla proiezione organizzata da Universal Pictures Italia a Roma di un footage in 3D di Transformers 3, il terzo capitolo della saga diretto ancora una volta da Michael Bay e in uscita il 29 giugno nel nostro paese.
Sono state mostrate due lunghe scene inframezzate da spettacolari frammenti del kolossal, che ricordo ha come protagonisti Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, John Turturro, John Malkovich, Frances McDormand, Patrick Dempsey e per la prima volta sullo schermo la modella Rosie Huntington-Whiteley.
L’intero footage, della durata di circa 20 minuti, è stato presentato in 3D, formato con cui Bay ha ripreso l’intero film utilizzando le più avanzate tecnologie a disposizione ed il risultato è a dir poco spettacolare, indubbiamente la migliore visione in tre dimensioni dai tempi di Avatar.
Ecco la descrizione dell’evento nel dettaglio:
Il footage è iniziato con l’intera sequenza di apertura del kolossal. Il film inizia con uno spettacolare flashback della battaglia avvenuta sul pianeta nativo dei Transformers.
Si tratta di una scena di circa due minuti visivamente perfetta ed estremamente coinvolgente. Ricorda Star Wars, soprattutto nella sequenza in cui viene inseguita un’astronave attraverso stretti cunicoli, e l’effetto 3D è a dir poco incredibile. La profondità del campo visivo è elevata alla massima potenza e lo spettatore non può che esserne coinvolto.
Nonostante non piovani oggetti addosso allo spettatore (i trucchetti di “Viaggio al centro della Terra“) sono molti i dettagli resi estremamente realistici grazie alla visione in tre dimensioni, come i rottami che volano, l’esplosioni e gli spari dei robot.
La scena sul pianeta finisce con un’astronave che riesce a decollare, inseguita da un fascio di missili che si attorcigliano con un effetto spirale riuscendo a colpire la coda della nave poco prima di lasciare l’atmosfera di quel mondo.
Dopo un lungo viaggio sarà proprio quella nave a schiantarsi sulla faccia nascosta della Luna, come suggerisce già visto il titolo in lingua originale: “Dark of the Moon”.
L’ambientazione si sposta sulla Terra, quando i primi tecnici capiscono che l’oggetto che si è schiantato non è un asteroide. Viene informato immediatamente il presidente degli Stati Uniti, e visto che siamo a metà degli anni ’60 troviamo John F. Kennedy nello studio Ovale.
Dopo essersi consultato con i suoi collaboratori il Presidente darà il via alla campagna lunare, con lo scopo proprio di arrivare il prima possibile sul nostro satellite per esaminare l’oggetto volante non identificato schiantatosi.
Per le scene sono state utilizzate delle vere immagini di repertorio con il reale JFK, come alcuni discorsi televisivi, sapientemente integrate con sequenze girate da Bay. Molto bella una sequenza ripresa di lato dove sullo sfondo l’attore che interpreta il Presidente sta parlando alla nazione girato, mentre in primo piano gli spettatori possono guardare in un televisore la vera trasmissione televisiva di Kennedy.
Il mix di scene riprese dal regista e immagini di repertorio continua anche con la partenza dell’Apollo 11 quasi cinque anni più tardi, fino al momento storico della ripresa del primo passo sulla Luna. Bay è stato fedelissimo nel ricreare ogni dettaglio della scena con la massima precisione.
Dopo che gli astronauti hanno effettuato i primi passi e tranquillizzato ed entusiasmato il mondo, i militari simulano una perdita del contatto radio in modo da permetter loro di andare ad esplorare l’astronave aliena, situata a breve distanza dal sito dell’atterraggio del modulo lunare.
Con grande sorpresa scopriranno gli enormi robot, ormai spenti ed esamineranno nel poco tempo a disposizione l’astronave. La scena finisce con la frase “Non siamo soli!” e si assembla sullo schermo in 3D il logo del film.
Segue una serie di brevissimi frammenti presi in sequenza dall’intera pellicola: possiamo vedere Sam parlare con Bumblebee, la prima inquadratura in assoluto di Rosie Huntington-Whiteley, e diversi brevi scene d’azione tutte finalizzate a mostrare l’effetto 3D nella sua spettacolarità.
Buona parte della pellicola si svolge a Chicago, una metropoli che verrà quasi rasa al suolo dalla terribile battaglia tra robot. Se nei primi due capitoli avevamo visto al massimo 4-5 robot combattere insieme, qui ce ne sono a decine accompagnati anche da diverse astronavi da battaglia.
I militari sono quasi inerti di fronte a tale potenza e gli automi metallici distruggono qualsiasi cosa si ponga sul loro cammino, come il gigantesco grattacielo che vediamo crollare alla fine del trailer.
E’ seguita poi la proiezione della scena intera presa direttamente dal film, una delle più spettacolari senza ombra di dubbio. Un robot salta dal tetto di uno dei grattacieli e si scaraventa su un aeroplano pieno di militari: i soldati per evitare il massacro dovranno lanciarsi con il paracadute ma grazie ad una speciale tuta alata compiono un vorticoso tour aereo di Chicago, inseguiti dai robot e dai loro spari.
La scena, come ha spiegato Bay in questi giorni, è stata girata interamente in 3D e i paracadutisti non sono stati ricreati in CG. Il regista ha posizionato una camera tridimensionale sul casco degli stunt men e lo spettatore vive l’intera scena totalmente in prima persona. Eccezionale quando proveranno a volare attraverso il cratere nel mezzo di un palazzo bombardato, un tunnel perfettamente ricreato in tre dimensioni.
Poi sono stati proiettati altri frammenti tra cui una scena di 30 secondi talmente entusiasmante che il pubblico di giornalisti e appassionati in sala ha applaudito. Si tratta di una sequenza a velocità rallentata in cui Sam in seguito ad un esplosione è sbalzato in aria e mentre vola (e urla!) Bumblebee riesce a proteggerlo dai rottami che si trovano in aria e lo “cattura” dentro il suo corpo mentre si trasforma nella Camaro gialla che tutti conosciamo, giusto in tempo per evitare di schiantarsi sul suolo.
La sola visione di questa scena in 3D credo possa valere il prezzo del biglietto, ve lo posso assicurare!
Il footage si è concluso con la proiezione del trailer italiano della pellicola sempre in 3D, che probabilmente qualcuno di voi avrà già avuto modo di vedere davanti alle copie di Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare.
Tirando le somme, Michael Bay inizialmente non voleva girare il film in 3D ed è stato quasi obbligato. Una volta che lo standard è stato stabilito, il perfezionismo del regista lo ha portato ad applicare al kolossal le più avanzate tecniche di stereoscopia tridimensionale per quanto riguarda le riprese in 3D quella create in CG (si parla di 3D nativo in questo caso).
Il risultato è altamente spettacolare e coinvolgente e siamo tutti usciti dalla sala con lo stesso entusiasmo provato dopo aver visto Avatar lo scorso anno per la prima volta.
Transformers 3 è un film che merita di essere visto in tre dimensioni, possibilmente su uno schermo di grande dimensioni e con un buon impianto sonoro. L’attesa probabilmente verrà ricompensata perché sembra proprio che Michael Bay abbia confezionato il migliore episodio della trilogia garantendo un epico finale alla saga.
Il film uscirà mercoledì 29 giugno in tutto il mondo in 2D, 3D e IMAX 3D. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che il film si trova anche su Facebook, con la pagina ufficiale italiana e quella americana. Infine a questo link trovate il nostro blog tematico dedicato a Transformers.
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Ho saltoto alcuni passi della descrizione , per esempio la scena spettacolare che vale il prezzo del biglietto ,ho preferito non leggerla dominar l’attesa e snervante non vedo l’ora
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Fatto bene dai
comunque anche se la leggevi non avrebbe reso l’idea di quello che ti trovarai davanti. Mi raccomando però, scegli un bel cinema, con uno schermo bello grande 
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Io c’ero
e lo posso dire con orgoglio
. Confermo tutto quanto ha detto Leotruman e aggiungo qualche notazione. Il film, da quello si evince, si annuncia molto spettacolare, con il meglio che la tecnologia visiva e sonora a disposizione che unita alla grande competenza tecnica di Bay, offre grande soddisfazione emotiva e sensoriale. Dopo diversi film con un 3D finto, posticcio e poco curato, aggiunto solo per incassare la differenza sul prezzo del biglietto, ecco finalmente un film che riconcilia con il formato perchè concepito e realizzato per come il 3D realmente deve essere e con le finalità per cui è nato.
Ideale è la visione del film su uno schermo IMAX ed i pochi che potranno goderselo verranno completamente ripagati. Dal materiale girato, alternato con i brani tratti da un’efficace intervista doppia, con protagonisti Bay ed il suo ‘idolo’ James Cameron, si comprende come il 3D nelle mani giuste può diventare un valore aggiunto di un film , purchè il film sia progettato in maniera tale da consentire al 3D di trovare dentro il film la massima esaltazione e significato possibili. In altre parole uno strumento che è parte integrante e funzionale al processo creativo ed alle soluzioni stilistiche ed espressive del film, con un occhio particolare alla qualità delle tecnologie impiegate ed agli obiettivi che la storia si pone. Nelle sequenze viste, è evidente come Michael Bay ha trasformato il terzo film in una ‘summa’ della sua intera cinematografia, che rappresenta un corpus unico, citato e ripreso in vari aspetti all’interno della conclusione della saga, che mantiene una propria originalità: in particolare i retroscena ‘presidenziali’ e del centro di comando spaziale sulla Terra, sono rivisitazioni più belle di scene che abbiamo visto in Armageddon ed In Pearl Harbour, ed il terzo film ci riporta al livello raggiunto dal primo capitolo.
Dalle immagini sembra che Bay abbia eliminato in parte o contenuto le varie gag fine a se stesse che imperversavano soprattutto nel secondo film ed ha scelto un’impostazione da film anni ’70, dove combinare il genere catastrofico fantascientifico, con l’adventure game ed il film di guerra alieno.
La ‘follia’ di Bay, che ricorda quella dei precursori del cinema, lo spinge a portare le tecniche di ripresa fino all’estremo limite, e se la scena dei paracadutisti pipistrello si può accostare alle evoluzioni aeree di Havoc in X Men l’inizio, la scena con il robo Kraken talpa diventa subito di culto.
Altre citazioni memorabili: la sequenza dei soldati che scivolano sulle pareti inclinate dello skyline spezzato, ripresa dal film A Team, l’apparizione di Rosie Huntington Whitely, per ora indecifrabile e non valutabile, in abito bianco e in stand up vicino ad una fuoriserie rossa… la mdp ‘confonde’ le curve di RSW con le sinuosità della macchina …
Il footage conferma la tendenza hollywoodiana di remixare, reinterpretare, campionare e fare ‘mash up’ di stili e formati visivi dei decenni passati, combinandoli con fatti storici,
L’evolouzione degli universi paralleli e dei mondi diacronici in letteratura e nella fantascienza classica, si traduce sullo schermo con questa chiave di aggiornamento.
Era dai tempi di Zemeckis e di Forrest Gump che non vedevo una consapevolezza ed una riflessione così mirata e gratificante in questo particolare tipo di messa in scena.
Altro aspetto notevole, che rafforza e genera uno scambio reciproco positivo, è la fotografia che ‘espande’ ed amplifica il 3D: sembra di nuotare e volare dentro le immagini, non ci sono artifici o contorni sfumati per nascondere animazioni o effetti non perfetti, ma la composizione dell’immagine è nitida, solare, luminosa e brillante, con una notevole profondità di campo e definizione dei dettagli.
Consiglio la visione in una sala o in un multiplex ristrutturato da poco, con schermi nuovi e tecnologia REAL 3D. Da evitare la tecnologia Dolby più vecchia e gli occhialini con lenti di vetro spesse. Da verificare l’efficienza dell’occhiale per il formato X-Pand …
Per me T3 è OK!
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Aggiungo solo che nella lunga scena della battaglia ambientata a Chicago e che forse chiuderà il film, Bay è come se avesse girato la sua versione della battaglia di Leningrado, solo in chiave high tech e cibernetica. La scena dei militari che scivolano sulle pareti di cristallo del grattacielo si riallaccia al film Skyline, benchè orribile, custodisce una sequenza memorabile a cui Bay si è ispirato.
, o ‘Bocca (ona ) di Rosa’ si è visto poco per farsi un’idea precisa:
Per il resto di Rosie Huntington Whitely, per gli amici ‘Hot Lips’
alcune espressioni attonite e da fermo immagine, dove ‘contempla’ il panorama incredibile di distruzione e trasformazioni che gira vorticosamente intorno a lei … e sfodera un paio di labbra naturali scolpite ‘nella roccia’ , talmente turgide ed in evidenza da non avere bisogno del 3D per uscire dallo schermo!!!
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Visto che hai aggiunto qualcosa su di lei… posso dire che persone bene informate sui fatti mi hanno detto che nel film lei è superlativa e recita pure, ma non ce ne sarebbe bisogno!
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@Brad. Anche a me mi hanno detto cosi , io non mi aspetto niente ,ma saro contento se risulterà il contrario
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@Bradd: vuoi dire che è anche brava e che dopo Megan Fox ‘tolta una papessa
se ne mette un’altra senza rimpianti?
Io dopo i 20 minuti penso che mi divertirò come non ho mai fatto con i primi due film.
E se la Rosa di Victoria’s Secret convince e attira l’occhio, sarà la ciliegina sulla torta!
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Reprise. Rosie Huntington-Whitely, che con un nome così sembra o la fidanzata di Di Caprio o la moglie ‘in pectore’ del Principe William
l’ho vista in una clip ambientata in un ufficio top class di ‘design’
a metà tra uno spazio di arte contemporanea stile MOMA ed un Motor Show griffato …
E’ evidente il contrasto che crea insieme a Shia La Beouf, non solo per l’altezza ..
Ha una certa classe e un savoir fare da jet set mondano, senza mai apparire ‘easy’ o lolitesca.
Riprende in forma raffinata la classica icona della ‘stanga’ bionda, solare ed inarrivabile ma con più personalità e presenza …
Per fare un raffronto, le altre candidate erano:
1) Brooklyn Decker; eh sì lei mi piace con il suo ‘yankee style’ è più da Baywatch 2.0 ma come si fa a resisterLe ..
2) Gemma Artherton, scelta di classe, ‘spuria’ rispetto al genere di film e non ‘modellabile’ come vuole Bay; mi piace ma l’effetto in coppia con Shia è di tipo ‘comico’;
3) Bar Refaeli, stupenda, solare, non è abbastanza ‘action’;
4) Miranda Kerr; bella. Se fosse stata scelta Bay avrebbe accentuato e mantenuto il sottofondo da teen movie del primo film;
5) Zoe Saldana; perfetta ma non si amalgama bene con Shia
6) Carey Mulligan; scelta intressante e controcorrente … apparentemente non c’entra nulla ma …
e poi
Hayden Panettiere, Vanessa Hudgens, Amber Heard, Camilla Belle, Emmanuelle Chriqui, Ashley Greene, Julianne Hough, Jessica Lowndes, Sarah Wright.
Io avrei visto bene Sarah Roemer , da Disturbia, Rachel Taylor, già nel primo film e poco utilizzata era una carta da sfruttare e poteva essere facilmente inserita nella storia.
E poi il trio di Gossip Girl: Blake Lively, Rachel Bilson e Leighton Meester.
E poi Imogen Poots, Ophelia Lovibond, M.E Winstead, Kristen Kreuk e soprattutto Amanda Seyfried.ed Emma Stone.
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