Pezzi di cinema: L’ultimo uomo della terra (1964)

Scritto il 4 giugno 2011 @ 07:43 da Marco Triolo in

Continuiamo con il filone dei morti viventi e con un classico sci-fi/horror degli anni Sessanta, L’ultimo uomo della terra di Sidney Salkow e Ubaldo Ragona. Un grande Vincent Price nel primo adattamento di Io sono leggenda…

Oggi continuiamo ancora una volta con la nostra zombie-craze parlando di un film che ha avuto un’influenza fondamentale nel genere: L’ultimo uomo della terra di Sidney Salkow e Ubaldo Ragona. Girato interamente all’E.U.R., a Roma, il film è una co-produzione italo-americana tratta dal romanzo “Io sono leggenda” di Richard Matheson, di cui è il primo e migliore adattamento, nonché quello che segue più fedelmente la trama del romanzo. Il che in sé non vuol dire che sia fedelissimo: anche il film di Ragona/Salkow si prende le sue belle libertà, ma sono certamente minori rispetto a quelle dei seguenti, 1975 – Occhi bianchi sul pianeta terra e il recente, omonimo, Io sono leggenda.

La storia è quella di Robert Morgan (rinominato rispetto al romanzo, dove si chiama Robert Neville), scienziato che ha visto la sua famiglia cadere vittima di un’epidemia che ha trasformato la popolazione mondiale in vampiri, con tutte le debolezze del caso: non sopportano la luce del sole, odiano gli specchi e l’aglio e possono essere uccisi con un paletto di legno piantato nel cuore. Morgan cerca solo di sopravvivere, almeno finché non scopre che forse la sua immunità al virus potrebbe cambiare le cose.

L’attribuzione del film è incerta: pare che sia stato girato da Salkow, e che Ragona non abbia avuto molta voce in capitolo. Eppure, l’influenza italiana si vede non solo nelle location, ma persino nel cast, che comprende vari italiani, tra cui Giacomo Rossi-Stuart. Nel ruolo principale di Robert Morgan c’è un grande Vincent Price, mentre lo stesso Matheson ha contribuito alla sceneggiatura – salvo firmarsi poi con uno pseudonimo perché poco contento del risultato finale. Che è comunque un film epocale, una pellicola che, insieme al romanzo originale, deve aver influenzato non poco George Romero nella realizzazione de La notte nei morti viventi solo quattro anni più tardi. Certo, qui non si parla di zombie, ma l’idea dell’epidemia mondiale, e le immagini dei non morti che ogni notte assaltano la casa di Morgan, non possono che far pensare alle successive pellicole sui morti viventi. A seguire, Morgan assediato dai vampiri!

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2 commenti su “Pezzi di cinema: L’ultimo uomo della terra (1964)”

Feed dei commenti di questo post

  • film geniale, atomosfere uniche ..un capolavoro, e’ nella mia dvdteca persoanle ai primi posti!!

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  • tonystark scrive:

    Visibile free su You Tube in versione integrale …
    E’ un film futurista, nel vero senso della parola. Se lo confrontiamo con il puerile Io sono leggenda con Will Smith viene da prendere il dvd del film di Lawrence e buttarlo nel cassonetto …
    Oggi nessuno potrebbe girare un film a Roma in quel modo.

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Commenti

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